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Meno chatbot, più figli? La Cina limita l’utilizzo dell’AI companion

Mentre il mercato dei partner virtuali cresce in tutto il mondo, Pechino introduce regole rigide. L’obiettivo è incoraggiare le relazioni nel mondo reale. E invertire il calo demografico.

martedì 21 luglio 2026
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Una relazione con un chatbot di intelligenza artificiale può contribuire al calo demografico di un Paese? Sembra esserne convinta la Cina che ha recentemente approvato norme più rigide per l’utilizzo delle AI companion, le applicazioni progettate per fare conversazione con gli utenti e fornire supporto emotivo. L’obiettivo ufficiale è “ridurre la dipendenza affettiva” delle persone verso i chatbot, ma le motivazioni potrebbero essere altre. “Provate a immaginare un futuro in cui, tra tre o quattro anni, 15 milioni di donne cinesi dichiarano che il proprio partner è un chatbot e che non avranno figli” ha spiegato al Wall Street Journal Matt Sheehan, ricercatore al Carnegie Endowement for International Peace, “quindi vogliamo incoraggiare le persone a stringere relazioni reali nel mondo reale”. E ad avere più figli.

Nel 2025 la popolazione cinese è diminuita per il quarto anno consecutivo, mentre il tasso di natalità è sceso ai minimi storici e la società continua a invecchiare. In Cina, inoltre, il rapporto tra i sessi alla nascita continua a essere uno dei più sbilanciati al mondo (109 maschi ogni 100 femmine) e ci sono circa 30 milioni di uomini in più rispetto alle donne. Sono le conseguenze di decenni di politica del figlio unico, abolita nel 2016, che il Partito comunista cinese sta provando a invertire. Con le nuove regole le aziende potranno offrire servizi di AI companion solo alle persone maggiorenni, ma dovranno impedire che gli utenti sviluppino un attaccamento eccessivo ai chatbot ricordando loro che stanno interagendo con un’intelligenza artificiale e non con un essere umano e invitandoli a fare delle pause.

La Cina ha un problema oltre la denatalità: una generazione che non crede più nel futuro

Nel 2025 le nascite in Cina sono scese sotto gli otto milioni. Mentre i demografi discutono sui numeri reali della popolazione, cresce il disagio di una fascia di giovani che mette in discussione il livello di competizione, carriera e famiglia del Paese.

 

Un fenomeno globale

Sempre più persone si rivolgono alle AI companion: secondo un rapporto della società di consulenza Grand View Researchil mercato degli accompagnatori virtuali basati sull'intelligenza artificiale raggiungerà i 140 miliardi di dollari entro il 2030. Una delle piattaforme più note è Replika, che offre “un compagno di intelligenza artificiale sempre pronto ad ascoltare e parlare, sempre dalla tua parte” si legge sul sito dell’azienda. Replika permette infatti di creare avatar personalizzati con la promessa di trovare un “amico empatico” con cui chiacchierare quando ne hai bisogno e, perché no, “la tua anima gemella AI”. L’avatar ricorda gli interessi dell’utente, non dimentica le cose importanti, ed è sempre disponibile per una videochiamata. C’è Character.AI che offre la possibilità di parlare con personaggi storici o inventanti, da Leonardo da Vinci a Super Mario. C’è Tolan con i suoi personaggi colorati e animati pubblicizzati come il “miglior amico alieno” che ascoltano, fanno domande e condividono le loro preoccupazioni.

L’era dei single e dei partner virtuali

Mentre i matrimoni calano e le app di dating perdono utenti, milioni di persone sperimentano nuovi modi per cercare amore e amicizia, tra corsi di seduzione e compagni virtuali.

 

Non stupisce quindi che, secondo uno studio del 2024, il 40% degli utenti di questa applicazione ha intrecciato una relazione sentimentale con il proprio chatbot. La Cina non è l’unica ad essere preoccupata per l’impatto delle relazioni tra esseri umani e AI. Nell'ultimo anno, la California e New York hanno approvato leggi relative alle AI companion che impongono a questi sistemi di ricordare regolarmente agli utenti di non essere persone.

Copertina: Taha/unsplash