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L’Europa riuscirà a darsi un prossimo bilancio a lungo termine più coraggioso?

Le nuove sfide imposte dalla politica americana si inseriscono nel momento in cui l’Unione sta discutendo il suo bilancio 2028-2034 sulla base di un nuovo documento della Commissione.

lunedì 17 febbraio 2025
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Un’assicurazione: la Commissione europea lavorerà per un bilancio dell’Ue “riformato e rafforzato”. Ovvero più semplice, flessibile e mirato. E una novità: il nuovo approccio “dovrebbe includere un piano per ciascun Paese con riforme e investimenti chiave”. Bruxelles sta preparando una revisione radicale del prossimo bilancio settennale dell’Ue. Si tratta del Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028-2034, che stabilisce le risorse da destinare alle politiche per il futuro dell’Europa. Deve essere approvato all’unanimità dagli Stati membri entro il 2025. I negoziati sono cominciati l’11 febbraio, con la pubblicazione da parte della Commissione di questo documento di 14 pagine che delinea gli obiettivi e le priorità generali. In realtà, le discussioni sono in corso da alcuni mesi e, secondo molti osservatori, potrebbero essere ancora più lunghe e difficili rispetto al passato. Resta da vedere se i meccanismi innescati dalle politiche annunciate dagli Stati Uniti non metteranno in moto una rivoluzione ancora più profonda del bilancio europeo.

Il primo nodo riguarda il programma di debito congiunto della Commissione, introdotto per sostenere l’economia Ue dopo la pandemia. I 300 miliardi di euro dovranno essere restituiti a partire dal 2028, ma serve elaborare un piano di rimborso. Senza nuove risorse, il potere di spese dell’Unione potrebbe ridursi del 20%, secondo le stime della Commissione citate dalla testata Politico. Bruxelles aveva proposto di finanziare il rimborso con nuove imposte (“risorse proprie”) su emissioni di carbonio, importazioni e utili delle multinazionali, ma i governi nazionali hanno bocciato l’idea. I leader europei sono stati chiamati a presentare proposte alternative nell’incontro del 20 e 21 marzo.

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Un’altra opzione è che la Commissione posticipi il rimborso del proprio debito, ipotesi sostenuta dalla Spagna in un documento di pochi giorni fa. Il governo di Pedro Sanchez ha auspicato un Qfp “più grande e audace”, spingendo per portare il bilancio dell'Ue da 1.200 miliardi di euro a oltre 2mila e destinare il 50% dei fondi alla transizione verde. Madrid sostiene inoltre l’emissione di nuovo debito comune per finanziare investimenti strategici e beni pubblici europei. Mentre l'idea di un maggiore debito comune è popolare in Spagna, Francia e Italia, ricorda Politico, è fortemente osteggiata dai cosiddetti “frugali”, la Germania e i Paesi del nord, “che non vogliono accollarsi i costi di indebitamento più elevati di altri governi”.

Inoltre, resta da capire se si troverà un accordo sulle proposte di riforma della Commissione per un bilancio più snello, sostituendo oltre 50 programmi di spesa “rigidi” con tre fondi unificati, che darebbero ai singoli Stati più poteri di spesa. Con il bilancio semplificato, la Commissione concorderebbe con i singoli Paesi riforme e investimenti chiave. Niente più programmi comuni, dunque, ma un singolo piano per ciascun Stato membro. Una prospettiva che nei mesi scorsi aveva ricevuto le critiche del Comitato delle Regioni, che teme una riduzione del coinvolgimento delle autorità locali e regionali.

La Commissione intende anche modificare il modo in cui vengono distribuiti i fondi. “Invece di finanziare le industrie tradizionali, il suo obiettivo è di usare denaro comune per finanziare schemi innovativi capaci di generare grandi ritorni. I finanziamenti dovrebbero anche essere diretti a nuove aree prioritarie come il settore della difesa”, spiega Politico. Allo studio anche l’introduzione di un Fondo europeo per la competitività, che avrebbe risorse destinate a investimenti in settori strategici, tecnologie, ricerca e innovazione e progetti di comune interesse europeo.

Il bilancio dell’Ue tradizionalmente è finanziato da contributi nazionali pari a poco più dell’1% del Reddito nazionale lordo (Rnl) dell’Unione. Circa un terzo è destinato ai sussidi agricoli, un altro terzo alle politiche di “coesione” per le regioni meno sviluppate, mentre il resto copre gli altri ambiti, dagli aiuti esteri agli stipendi del personale.

In termini assoluti si tratta di un bilancio piuttosto contenuto, poiché grandi settori come l’istruzione, la sanità e l’assistenza sociale sono di competenze dei Paesi. Tuttavia ha un forte significato politico, definendo il grado di ambizione, e la visione di futuro, dell’Europa per gli anni a venire. Secondo Politico, la proposta finale della Commissione dovrebbe essere presentata questa estate, ma i prossimi mesi saranno cruciali: la trattiva si preannuncia complessa.

Copertina: Frederic Köberl/unsplash