Gli otto ruoli della società del futuro
Chi spera in una società in cui l’intelligenza artificiale fa tutto e noi raccogliamo e basta si sbaglia.
Ogni giorno ci sono nuovi sviluppi delle intelligenze artificiali, ogni giorno nuovi lavori vengono minacciati. Intanto la potenza delle AI continua a crescere esponenzialmente. Quindi, come sarà la società del futuro? Supponendo che le potenza dell’AI continui per qualche anno in questa direzione, proviamo ad abbozzare un possibile scenario.
Our World in Data pubblicazione scientifica del Global Change Data Lab, ha recentemente diffuso un interessante grafico di come è cresciuta l'efficienza delle intelligenze artificiali. Ovvero: se un singolo prompt esegue un lavoro, quanto tempo servirebbe a un essere umano per svolgerlo?

Ripeto, perché spesso ci si confonde. Noi facciamo un prompt, e l’AI esegue un lavoro. Lo può fare per lungo tempo o per poco tempo. Non è questo che stiamo misurando. Quello che misuriamo è: se lo stesso lavoro lo avessimo fatto fare a un essere umano, quanto tempo ci avrebbe messo. Considerando anche che gli esseri umani lavorano otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana, circa 20 giorni al mese. Cioè attorno alle 160 ore mensili.
Se prendiamo i dati, osserviamo che questo valore cresce esponenzialmente. E se estrapoliamo il trend e supponiamo che continui per qualche anno otteniamo un mondo in cui il singolo prompt può (il condizionale è d’obbligo, dipende anche dal prompt) essere equivalente al lavoro di una persona per giorni, settimane o mesi. Con una crescita che raddoppia ogni sette mesi. E, se preosegue così, a fine 2028 un singolo prompt permetterà di fare il lavoro di un essere umano in un mese. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà alla macchina, per fare questo lavoro. Sicuramente meno, ma quante ore non lo sappiamo. Né sappiamo quanto sarà difficile scrivere questo prompt. Quanto sarà facile sbagliarsi. Un po’ come se abbiamo un’arma sempre più potente. Spara sempre più lontano, ma oltre una certa distanza può essere difficile mirare bene. Ci possono entrare altri fattori che limitano la nostra mira (o la nostra produttività nel caso dell’AI). Però resta il fatto che se io avevo un lavoro da fare online, e se con un singolo prompt ben fatto me lo fa l’intelligenza artificiale, avrò meno interesse a dare lavoro a persone che fanno lavori riproducibili. Se posso pagare un esperto che scriva queste istruzioni per usare le nuove intelligenze artificiali.

Insomma la bassa manovalanza degli uffici è spacciata. Ma come sarà il mondo del futuro? Davvero avremo milioni di persone senza lavoro perché l’intelligenza artificiale li sostituirà? Al momento le aziende che hanno licenziato i programmatori li stanno richiamando. Non è che le AI non siano intelligenti, ma non sono esattamente equivalenti a un lavoratore umano. Come abbiamo visto c’è bisogno di un operatore per farle agire, e per controllarle. I famosi falconieri delle AI di cui abbiamo già parlato.
I falconieri delle AI
Gli agenti AI moltiplicano la produttività individuale. Gli economisti temono la disoccupazione di massa. Si sbagliano.
Però le AI potenziano le persone. Chi vede nelle intelligenze artificiali una disumanizzazione perde la trasformazione più importante, un essere umano con la sua AI è in grado di esprimere di più la sua umanità di un essere umano senza di essa. Perché può realizzare una frazione maggiore dei suoi sogni. E questo trasformerà la società. Vedo otto ruoli nella società del futuro.
Prima di tutto ci saranno sempre più imprenditori. Non solo imprenditori “normali”, ma imprenditori innovatori. Al momento gli innovatori nella società sono stimati tra il 2% e il 6%. Gli imprenditori sono di più: non ho statistiche precise, ma stime informali li collocano tra il 5% e il 16%.
Però, nei sondaggi, le percentuali di persone che pensano di avviare un’attività sono molto più alte. In un sondaggio Zapier del 2021, il 61% degli americani dichiarava di aver avuto almeno un’idea per avviare un’attività. Solo una piccola minoranza però prova davvero a realizzarla, e ancora meno riesce. In Inghilterra, nel 2023 il 35% dichiarava di aver pensato di aprire un’attività nel corso dell’anno successivo, e la percentuale sale ad oltre il 54% per la fascia 18–24 anni.
Le intelligenze artificiali possono trasformare queste percentuali. Non solo nel rendere più semplice realizzare nuove imprese, ma anche nel fornire la forza lavoro necessaria a questi nuovi imprenditori.
YouTube ha democratizzato la produzione dei video, facendola esplodere da pochi creatori integrati nella televisione o nel cinema a molti milioni. Internet e GitHub hanno fatto esplodere il numero di programmatori. E adesso l’intelligenza artificiale democratizzerà e renderà accessibile a tutti l’imprenditoria.
Il secondo ruolo che possiamo prevedere è l’operatore avanzato di intelligenze artificiali e robot. Tutti sappiamo usare le AI, chi più e chi meno. Ma quanti sono in grado utilizzare un’intelligenza artificiale per fare un film? E quanti saranno in grado di guidare un team di robot per costruire un ponte o una casa? Al momento gli strumenti sono in fase di sviluppo (o proprio creazione), e stiamo scoprendo quali competenze sono e saranno necessarie. Ma presto scopriremo che guidare un team di robot muratori che costruiscono, o robot chirurghi che operano, non è facile; richiede studio, competenze. E forse richiederà anche una patente. Il robot normale che pulisce casa non ne avrà bisogno. Ma uno militare sicuramente sì.
Quindi dopo gli innovatori abbiamo gli operatori. E sono una famiglia di professioni diverse. Chi guida il trattore non ha le stesse competenze di chi guida un Tir. E lo stesso sarà vero tra chi guida un’AI programmatrice e chi guida un robot chirurgo o elettricista. Per vedere quanto questo ruolo sia già reale oggi, si può guardare all’esperienza descritta da Rest of World nel 2025 . In Giappone i robot che riforniscono gli scaffali dei convenience store vengono spesso pilotati a distanza da operatori nelle Filippine, che intervengono quando l’AI commette errori o per addestrare i modelli robotici attraverso tele-operazione. È un esempio concreto del tipo di “falconieri dell’AI” e “tele-operatori” che diventeranno sempre più centrali nel mondo del lavoro automatizzato.
Poi ci saranno ancora gli investitori. In un mondo in cui sempre più spesso le persone inizieranno un’attività imprenditoriale gli angel investors, ovvero coloro che investono capitale nelle startup in cambio di una partecipazione, cresceranno. Sia in numero che in importanza. Aiutati anche loro dalle AI per valutare le nuove startup su cui investire. Ma poi la decisione finale su dove investire sarà la loro. Sempre e come sempre.
Ma queste tre figure non esauriranno i ruoli necessari per le imprese del futuro. Il quarto ruolo è quello del certificatore. In una società in cui le intelligenze artificiali fanno sempre più i calcoli, e realizzano sempre di più i piani, resta un limite. Chi si prende la responsabilità di quello che viene pianificato e costruito? È una responsabilità legale, che richiede studio, competenze. Ma comporta anche una certa dose di rischio.
Voi accettereste di essere l’assicuratore di una macchina Tesla in guida automatica? Statisticamente sapete che le probabilità che faccia degli incidenti sono minori rispetto a una macchina normale. Ma questo non annulla il rischio. Cosa vorreste sapere del programma per dare l’ok che giri per le strade? Se siete un ingegnere, firmereste dei piani per un edificio sviluppato con l’intelligenza artificiale. Magari non con le AI di adesso, ma nel futuro ci saranno AI specializzate nel far questo. Con operatori (vedi il secondo ruolo) specializzati nell’usarle. O un ponte. O un’operazione chirurgica. O un programma per computer. Certifichereste che il codice è sufficientemente sicuro per gestire una banca. O un impianto missilistico?
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Una cosa sono gli operatori delle AI, un’altra sono i professionisti che certificano che il lavoro è fatto a regola d’arte. Un ruolo che richiede molto studio e preparazione, molto studio prima di accettare di certificare qualcosa (ma ci saranno senz’altro chi firma, si fida e prega), e che verrà pagato bene. Il capro espiatorio dell’AI. D’altra parte se adesso una Tesla passa col rosso in America i vigili non sanno a chi fare la multa. Questo verrà risolto. E come per gli operatori (ma anche per gli altri ruoli) ci saranno le specializzazioni. Gli ingegneri saranno sempre ingegneri. Ingegneri certificatori (Ing Cert. suona anche bene). I dottori, dottori certificatori. E così via.
Questi quattro ruoli, imprenditore, operatore, investitore e certificatore, esauriscono il cuore dei ruoli necessari per fare impresa in futuro. Il resto lo possono fare le intelligenze artificiali. E alcuni di questi ruoli saranno a volte identificati nella stessa persona. Può capitare che l’imprenditore non abbia bisogno di fondi. Oppure che sia lui stesso l’operatore o il certificatore. A volte operatore e certificatore saranno la stessa persona. Insomma non sono mutualmente esclusivi.
Poi la società avrà altri ruoli. In un mondo in cui lo studio è continuo, e bisogna aggiornarsi per tenersi al passo con le nuove tecnologie, ci saranno fasce d’età in cui una persona studia e basta. Gli studenti ci saranno ancora. E in un mondo in cui l’età media continua a crescere, anche i pensionati saranno sempre di più una forza sociale.
Ma poi ci sono dei ruoli in cui l’essere umano introduce un valore aggiunto in quanto essere umano. Certo, l’AI può pianificare una casa. E può anche farla in maniera creativa. Puoi farti fare una casa “a la Friedensreich Hundertwasser”. Ma sarà comunque una casa disegnata da un’AI. Oppure puoi chiedere a un architetto umano. Come una forma di artigianato. Perché ti piace il lavoro di quella persona, o perchè te lo puoi permettere e vuoi sfoggiare la tua ricchezza. Lo stesso per qualsiasi lavoro. Potrai andare al ristorante normale (cioè servito dai robot), oppure al ristorante, servito da camerieri umani (“che lusso, come ai miei tempi”, diranno i nonni ai nipoti). Potrai avere un robot massaggiante o una massaggiatrice o un massaggiatore. E nei lavori di cura l’elemento umano avrà particolarmente importanza. Ma anche lì: perchè avere una badante, se puoi avere una robot badante a tempo pieno per la sicurezza, e una badante umana che viene solo tre pomeriggi a settimana. Lo stesso discorso poi con gli psicologi. Dove l’AI può aiutare molto, ma spesso è proprio la presenza umana a veicolare il cambiamento. Un robot può farti vedere i movimenti da compiere nelle arti marziali, ma spesso l’essere umano ti può correggere un movimento meglio di un robot. Non so come esprimere questo ruolo, forse l’artigiano della cura è il nome più adatto.
E poi, in un mondo in cui le intelligenze artificiali saranno ubique, in cui i robot realizzeranno quasi tutti i lavori, inevitabilmente ci sarà chi verrà tagliato fuori. Persone che per desiderio o incapacità non si integreranno. Persone che si ritaglieranno uno spazio ai margini, coltivando il loro orticello e aspettando l’inevitabile (dal loro punto di vista) collasso di questa società iper meccanizzata. I ribelli.
E adesso vediamoli tutti e otto in una bella foto di gruppo.

Un esercizio interessante, a questo punto, è prendere un lavoro e chiedersi come verrà trasformato in questo nuovo tipo di società. Per esempio, la politica. Ci saranno ancora i politici? Certo. Ci saranno nei ruoli di visionari innovatori (“vedo una società diversa in cui…”), operatori (“AI, se cambiamo queste leggi, che effetti potremmo avere”), e certificatori (“coloro che alla fine voteranno le leggi saranno esseri umani”). Ma questo esercizio si può fare per qualsiasi lavoro. Tutto verrà trasformato, ma non sarà quel deserto che alcuni predicono, in cui nessuno troverà più lavoro.