L’era dell’energia pulita e dell’AI: le posizioni dei vertici dell’Onu
Guidare la transizione dalle fossili alle rinnovabili significa guidare l’economia del futuro. L’intelligenza artificiale accelera gli SDGs se governata da scienza e diritti umani, valutando i rischi per non creare il “mostro di Frankenstein”.
Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lancia la piena revoca delle politiche energetiche per la riduzione delle emissioni costruite durante l’epoca della presidenza di Barack Obama e successivamente rafforzate con la presidenza di Joe Biden (cfr. annuncio della Casa Bianca del 13 febbraio), il segretario generale dell’Onu António Guterres, intervenendo il 18 febbraio in video-messaggio all’incontro ministeriale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), così si esprime: “Il mondo è entrato nell’era dell’energia pulita e le energie rinnovabili sono ora la fonte di nuova elettricità più economica, veloce e sicura quasi ovunque”. Nel suo messaggio Guterres avverte che la dipendenza mondiale dai combustibili fossili rimane "una delle maggiori minacce alla stabilità e alla prosperità globali", e critica i tentativi di alcuni gruppi legati ai combustibili fossili di rallentare il progresso e diffondere disinformazione.
Dichiarando in termini perentori che "coloro che guideranno questa transizione guideranno l'economia globale del futuro” propone la creazione di una piattaforma globale per coordinare una transizione ordinata, economica ed equa via dai combustibili fossili, in linea con l'obiettivo climatico di 1,5°C definito dall’accordo di Parigi. Questa piattaforma dovrebbe unire produttori, consumatori, istituzioni finanziarie e società civile per porre fine al declino degli investimenti nei combustibili fossili, incrementando al contempo l'energia pulita.
"Siamo di fronte a una scelta", ha affermato il segretario generale. "Progettare la transizione insieme, o inciampare in essa attraverso crisi e caos”.
La Cina sarà ancora a lungo l’unica superpotenza dell’energia pulita?
Secondo un Rapporto del think tank Ember l’India sta correndo più veloce di Pechino sul fronte rinnovabili. Pannelli solari, veicoli elettrici, ma non solo: l’obiettivo è affermarsi come partner energetico globale alternativo a Cina e Stati Uniti.
Guterres e Türk al vertice sull’AI di New Delhi
Il vertice sull’intelligenza artificiale di New Delhi della scorsa settimana, organizzato dal primo ministro indiamo Narendra Modi, ha visto ancora il coinvolgimento attivo del segretario generale António Guterres e dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk.
Nel discorso pronunciato il 20 febbraio, Guterres si è così espresso: “Guidati dalla scienza, possiamo trasformare l’AI da una fonte d’incertezza a un affidabile motore per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, precisando che la governance dell'AI basata sulla scienza "non è un freno al progresso", ma piuttosto "un acceleratore per le soluzioni".
Allo scopo ha esortato la comunità internazionale a costruire un futuro “in cui la politica sia intelligente quanto la tecnologia che cerca di guidare” sottolineando che “se vogliamo che l’AI sia al servizio dell’umanità, la politica non può essere costruita su supposizioni”. Allo scopo, come sottolinea Guterres, il neo-costituito gruppo scientifico internazionale indipendente sull'intelligenza artificiale dovrà contribuire a colmare "il divario di conoscenza sull'intelligenza artificiale" valutando i reali impatti che queste nuove tecnologie hanno sulle economie e sulle società, in modo che i Paesi possano agire con la stessa chiarezza indipendentemente dal loro livello di capacità e conoscenza.
Per non lasciare nessuno indietro e nessun Paese “disconesso” nell’era dell’AI, nel discorso d’apertura al vertice, Guterres ha chiesto la costituzione di un fondo globale per l’AI a supporto dei Paesi in via di sviluppo, sotto l’egida dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per investimenti stimati in tre miliardi di dollari all’anno, ovvero “meno dell'uno per cento del fatturato annuo di una singola azienda tecnologica”.
Affrontando gli aspetti relativi ad AI e diritti umani, l’Alto commissario Volker Türk ha evidenziato che la tecnologia deve essere governata attraverso un quadro di diritti umani che garantisca trasparenza, responsabilità e inclusione, e dunque l’urgenza di porre in essere dei guardrail per l’Ai a tale scopo, avvertendo che “l’impatto dell’Ai riguarda in ultima analisi il potere e il modo in cui viene esercitato”. Nell’intervista rilasciata a Unnews, dalle parole di Türk emerge la preoccupazione dei maggiori rischi per i diritti umani derivanti dalla rapida espansione dell’AI rappresentati da iniquità, pregiudizi e discriminazioni. Per ovviare a ciò, le aziende tecnologiche dovrebbero seguire i principi delle Nazioni Unite su businesss e diritti umani e valutare l’impatto dell’AI sui diritti umani durante la progettazione, lo sviluppo e la sua implementazione. Poiché, quando gli sviluppatori di Ai non hanno una profonda comprensione dei principi sociali ed etici fondamentali, rischiano di creare il "mostro di Frankenstein".