“Io sono perché noi siamo”: dichiarazione dei leader del G20 (senza Stati Uniti)
Il vertice del G20 di Johannesburg consolida la volontà dei leader di collaborare per un multilateralismo basato su regole, per la pace, i diritti delle generazioni attuali e future. Perché gli Usa non partecipano.
I leader del G20, si sono riuniti il 22 e il 23 novembre a Johannesburg in Sudafrica, con l’esclusione degli Stati Uniti che per propria scelta hanno disertato l’incontro.
La Dichiarazione adottata dai leader del G20 all’apertura del vertice, cita nelle premesse come principio ispiratore, la filosofia africana degli Unbutu “Io sono perché noi siamo” e rinnova l’impegno al pieno rispetto della Carta dell’Onu. I leader dichiarano specificamente la volontà di “astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza per cercare l'acquisizione di territori contro l'integrità territoriale e la sovranità o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato” affermando che “gli Stati dovrebbero sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni”, condividendo la volontà di contribuire alla pace duratura in tutti i teatri di conflitto (citando esplicitamente il Sudan, la Repubblica democratica del Congo, i territori occupati della Palestina, l’Ucraina).
L’atto si richiama e rilancia tutti i principali accordi assunti nelle sede multilaterali, dall’Agenda 2030, all’accordo di Parigi sul clima, al quadro di Kunmings-Montreal sulla biodiversità, il quadro di Sendai per la riduzione del rischio disastri, e si pone in continuità con le ultime dichiarazioni e accordi in sede di G20 (richiamando espressamente il G20 in Brasile del 2024 e il G20 in India del 2023).
Dichiarazione di Doha per un mondo più giusto, inclusivo, equo e sostenibile
Vertice sociale di Doha del 4-6 novembre: i leader mondiali rilanciano gli impegni dell’Agenda 2030 e del Patto sul futuro. Si nota l’assenza degli Stati Uniti e mancano notizie su contributi da parte dell’Italia.
La dichiarazione dei leader, strutturata per capitoli, tratta gli argomenti della cooperazione per il rafforzamento della resilienza e capacità di risposta ai disastri, disponibilità dei minerali critici, crescita economica inclusiva e riduzione delle diseguaglianze, sicurezza alimentare, Ai - dati e innovazione tecnologica per lo sviluppo sostenibile, partnership per l’Africa. Diversi capitoli sono dedicati alla finanza riprendendo di fatto gli impegni assunti nel recente vertice di Siviglia per la finanza allo sviluppo con azioni per assicurare la sostenibilità del debito per i Paesi a basso reddito e per riformare l’architettura finanziaria globale, stabilizzazione del sistema fiscale internazionale, mobilizzazione della finanza per la transizione giusta.
La dichiarazione assunta dai leader nei suoi contenuti risponde agli auspici espressi dal Segretario Generale António Guterres nella conferenza stampa al G20 tenutasi il 21 novembre, dove ha indicato come priorità l’azione economica per affrontare in particolare il peso del debito dei Paesi in via di sviluppo portando avanti gli impegni assunti con il Patto sul futuro, l’azione per il clima compiendo ogni sforzo per contenere al minimo il superamento dell’obiettivo 1,5°C e mettendo a disposizione dei Paesi in via di sviluppo le risorse per l’adattamento, l’azione per la pace chiedendo ai leader del G20 di usare la propria influenza per porre fine ai conflitti.
Il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa in chiusura del vertice, ha rimarcato nel suo discorso come il rinnovo della cooperazione multilaterale dimostrata dal G20 evidenzia che “i nostri obiettivi comuni superano le differenze” e che “insieme dobbiamo accelerare i progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e il Patto sul futuro”.
Si è notata l’assenza degli Stati Uniti, comunque già di fatto annunciata. Con il precedente incontro del 21 maggio 2025 a Washington tra il presidente Donald Trump e il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa, il presidente degli Stati Uniti aveva denunciato persecuzioni razziali e “genocidio di bianchi” in corso nel Sudafrica, rigettate dal presidente del Sudafrica come notizie false. Questa aperta denuncia ha pregiudicato una situazione diplomatica già altamente critica tra i due leader con la precedente espulsione dell'ambasciatore del Sudafrica e per l’aperta critica al processo per genocidio contro Israele promosso dallo stesso Sudafrica.
Coincide anche la circostanza che il prossimo turno di presidenza del G20 nel 2026 sarà affidato agli Stati Uniti.
Copertina: Ansa