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Gli aliscafi elettrici potrebbero cambiare le città costiere: ecco i nuovi prototipi

Startup come Candela, Artemis e Navier stanno trasformando i canali urbani in potenziali reti di trasporto sostenibile. Se le sperimentazioni avranno successo, nei prossimi dieci anni le “blue highways” alleggeriranno traffico ed emissioni.

lunedì 16 febbraio 2026
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Per oltre un secolo l’aliscafo è rimasto una curiosità ingegneristica. Oggi, però, qualcosa è cambiato. Come evidenziato in un articolo dell’Economist, la convergenza di tre tecnologie, ovvero sensori digitali e sistemi di controllo in tempo reale, materiali ultraleggeri come la fibra di carbonio e motorizzazioni elettriche derivate dall’automotive, ha trasformato un’idea non nuova in una piattaforma industriale scalabile. Il principio è semplice ma rivoluzionario: sollevare lo scafo dall’acqua grazie ad “ali” sommerse, riducendo la resistenza idrodinamica e quindi l’energia necessaria fino all’80%. Sensori che regolano l’inclinazione delle ali fino a 100 volte al secondo consentono una navigazione fluida anche in presenza di onde, rendendo questi mezzi adatti a un uso quotidiano urbano. Se l’auto elettrica ha ridefinito la mobilità su strada, l’aliscafo elettrico punta a fare lo stesso sull’acqua.

Le startup che stanno costruendo il mercato

A guidare questa trasformazione è Candela, azienda svedese che ha già consegnato circa 100 imbarcazioni da diporto e raccolto ordini per 83 traghetti passeggeri. Il suo modello P-12, pensato per 30 persone, è già in sperimentazione in diverse città scandinave. Ma il fenomeno è globale. Tra i concorrenti figurano Artemis Technologies nell’Irlanda del Nord, MobyFly in Svizzera, SeaBubbles in Francia, Navier negli Stati Uniti e Vessev in Nuova Zelanda. Un ecosistema industriale nascente, con applicazioni che spaziano dal trasporto urbano al turismo fino agli usi militari, dove la silenziosità e la ridotta “firma termica” rappresentano un vantaggio strategico. Candela stima che il mercato globale dei traghetti elettrici possa raggiungere i 22 miliardi di dollari. L’azienda produce oggi 40 unità l’anno e prevede l’apertura di un nuovo stabilimento in Polonia nel 2026: un segnale che l’industrializzazione è già in corso.

Il piano di Parigi per rendere la Senna una “autostrada navigabile”

Il trasporto fluviale può essere una soluzione alternativa e sostenibile per ridurre le emissioni di carbonio. L’esempio francese potrebbe essere seguito a livello europeo.

Silenziosi e a emissioni zero

Quasi metà della popolazione mondiale vive in aree costiere. Eppure molte città hanno progressivamente abbandonato i propri corsi d’acqua come infrastrutture di mobilità, preferendo strade e autostrade urbane. Oggi quelle stesse città sono congestionate, inquinate e vulnerabili al cambiamento climatico. Gli aliscafi elettrici riaprono una possibilità: trasformare fiumi, lagune e baie in “autostrade blu”. A differenza dei traghetti tradizionali, che possono consumare fino a 15-30 volte più carburante per passeggero rispetto a un autobus, questi mezzi sono silenziosi, a emissioni zero e generano un’onda molto ridotta, fattore cruciale nei contesti urbani dove i limiti di velocità sono imposti per proteggere le rive. Il modello che si sta affermando non è quello di pochi grandi traghetti, ma di una flotta di unità più piccole, frequenti e flessibili. Una logica più simile a quella della metropolitana che a quella della nave.

Limiti fisici e nuova geografia della mobilità

Va detto che le leggi della fisica impongono limiti dimensionali: la massa di un’imbarcazione cresce con il cubo della lunghezza, mentre la capacità passeggeri cresce solo con il quadrato. Per questo i grandi traghetti ad alta capacità continueranno a dominare le rotte come Dover-Calais. Il vero terreno di conquista è quello delle tratte brevi, urbane o tra arcipelaghi, dove la combinazione di efficienza energetica, velocità e basse emissioni può diventare decisiva. Nel prossimo decennio, la sfida non sarà solo tecnologica ma regolatoria e infrastrutturale: integrazione con reti di ricarica, pianificazione urbana, interoperabilità con altri sistemi di trasporto. Se questi tasselli si allineeranno, gli aliscafi elettrici potrebbero diventare per le città costiere ciò che il tram è stato per le città industriali del Novecento. Non una curiosità ingegneristica, ma una nuova infrastruttura silenziosa capace di cambiare il modo in cui le metropoli si muovono sull’acqua.

Copertina: Adrian Eperjessy/unsplash