Dove si usa più l’AI? In vetta gli Emirati Arabi Uniti, scendono gli Usa
Report di Microsoft sugli Stati che adottano meglio l’intelligenza artificiale. In testa Paesi ad alto reddito e governi al passo con l’innovazione. In Europa bene Francia e Spagna, Italia 23esima. Crescono i divari tra Nord e Sud del mondo.
Gli Emirati Arabi Uniti sono leader nell’adozione dell’intelligenza artificiale nel 2025, con il 64% della popolazione in età lavorativa (15-64 anni) che ne fa uso. Lo afferma l’AI Economy institute di Microsoft nel suo “Global AI diffusion report”, pubblicato a gennaio e riferito a 147 Paesi. Lo studio non è un classico sondaggio costruito su interviste a esperti ed esperte, ma si basa sui dati di utilizzo dei dispositivi Microsoft per stimare quante persone impiegano strumenti come ChatGPT, Claude, DeepSeek o Gemini in un dato periodo. Un metodo di misurazione ancora imperfetto e migliorabile, riconosce la multinazionale, ma assai utile per confrontare l’adozione tra i Paesi.
Oltre allo Stato arabo, Singapore, Norvegia, Irlanda, Francia e Spagna occupano le prime posizioni. L’Italia è 23esima con un tasso di utilizzo del 25,8%. Gli Stati Uniti si dimostrano leader sia nelle infrastrutture di AI che nello sviluppo di modelli di frontiera, ma sono scesi dal 23esimo al 24esimo posto nell'utilizzo (28,3%), mostrandosi molto indietro rispetto ad alcune economie più piccole e digitalizzate. Anche la Cina si rivela più forte nello sviluppo che nell’adozione della tecnologia.
Il gap
I nuovi dati di Microsoft mostrano che il mondo sta utilizzando l'intelligenza artificiale a livelli record, ma rivelano anche un divario sempre più ampio. L'adozione di strumenti di AI generativa ha raggiunto il 16,3% della popolazione mondiale, rispetto al 15,1% della prima metà del 2025. Oggi circa una persona su sei utilizza l'intelligenza artificiale per apprendere, lavorare o risolvere problemi. Questo progresso è però disomogeneo. Come si vede qui sotto, l'adozione nel Nord del mondo è cresciuta a un ritmo quasi doppio rispetto al Sud, ampliando il divario dal 9,8 al 10,6% dei Paesi. In sostanza, i benefici dell'AI si stanno espandendo, ma non in modo uniforme.

Se si considerano le economie che hanno registrato i maggiori progressi, lo squilibrio diventa ancora più evidente. I dieci Paesi cresciuti di più sono tutte economie ad alto reddito. Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti si distinguono fra tutte, registrando tassi di sviluppo superiori ai quattro punti percentuali.
Il vantaggio dello Stato emiratino in termini di intelligenza artificiale, osservano gli esperti di Microsoft, non si è materializzato dall'oggi al domani. Nel 2017 il Paese si è dotato del primo ministro al mondo per l'Intelligenza artificiale e ha lanciato una strategia nazionale per l’AI. Il successo della Corea del Sud dipende dalla combinazione tra forti politiche pubbliche (leggi, governance e formazione diffusa) e il rapido miglioramento dei modelli linguistici in coreano, che ha reso l’AI molto popolare per cittadini e imprese.
L’ascesa di DeepSeek
Uno degli sviluppi più inaspettati del 2025, afferma il Rapporto, è l’ascesa del modello cinese DeepSeek, capace di “guadagnare terreno nei mercati poco serviti dalle piattaforme di intelligenza artificiale occidentali”. L'adozione è rimasta bassa in Nord America e in Europa, ma è aumentata in Cina, Russia, Iran, Cuba, Bielorussia e in tutta l'Africa, luoghi in cui i modelli statunitensi sono soggetti a restrizioni o dove l'accesso alle tecnologie straniere è limitato. Secondo il Rapporto, DeepSeek ha avuto successo perché è facile da usare e non richiede pagamenti, rendendo l’AI accessibile anche nei Paesi più poveri.
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