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Aiuti in cambio di dati sanitari: la nuova strategia Usa in Africa

Accordi da 16 miliardi con 14 Paesi africani per rafforzare i sistemi sanitari nazionali, ma in cambio di informazione mediche: così il governo di Washington lancia la concezione trumpiana di aiuti allo sviluppo.

martedì 13 gennaio 2026
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Nel mese di dicembre gli Stati Uniti hanno firmato accordi bilaterali in ambito sanitario con 14 Paesi africani, tra cui Nigeria, Kenya, Uganda e Mozambico, per un valore complessivo di 16 miliardi di dollari. Le intese rientrano in un nuovo modello di cooperazione, scelto dall’amministrazione Trump, e si basano sul cofinanziamento. Gli Stati Uniti mettono a disposizione risorse economiche e infrastrutture, mentre i Paesi partner si impegnano ad aumentare gradualmente la propria spesa sanitaria nazionale. Il Memorandum of Understanding firmato con la Nigeria ne è un esempio emblematico: il Dipartimento di Stato statunitense, in collaborazione con il Congresso, stanzierà 2,1 miliardi di dollari per espandere i servizi essenziali di prevenzione e cura per l’Hiv, la tubercolosi, la malaria, la poliomielite e la salute materna e infantile, mentre la Nigeria incrementerà la propria spesa sanitaria di quasi tre miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Tuttavia, in cambio di questi finanziamenti, i Paesi firmatari dovranno cedere un bene sempre più strategico: i dati sanitari di milioni di cittadine e cittadini.

Le informazioni mediche saranno infatti raccolte e messe a disposizione, a scopo di ricerca, delle aziende farmaceutiche statunitensi. Considerando che l’Africa è il continente più giovane al mondo e quello con la crescita demografica più rapida, l’accesso a un bacino così ampio di dati rappresenta un vantaggio competitivo enorme per gli Stati Uniti.

Il rischio è di una nuova forma di colonialismo, in cui a essere sfruttate non sono le materie prime, ma i dati personali. “Questi accordi hanno sollevato preoccupazioni sulla riservatezza dei dati e sul rischio di indebolimento della cooperazione globale” sottolinea Bloomberg. Proprio a causa dei dubbi legati alla tutela della privacy l’Alta Corte del Kenya ha deciso di sospendere alcune clausole dell’accordo relative alla condivisione dei dati sanitari, sottolineando la necessità di garantire piena trasparenza sulle modalità di utilizzo e accesso da parte di soggetti terzi.

Questi accordi si inseriscono nell’ambito dell’America first global health strategy, pubblicata a settembre 2025. Nel documento l’amministrazione statunitense critica apertamente i tradizionali programmi di aiuto diventati “inefficienti e pieni di sprechi, poiché troppo spesso hanno creato sistemi di assistenza parallela e una cultura di dipendenza tra i Paesi destinatari”. In linea con questa visione, all’inizio del 2025 il presidente Donald Trump aveva annunciato lo smantellamento dell’Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti (Usaid), che dal 1961 si occupa di fornire aiuti umanitari in decine di Paesi, e di ritirarsi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

L’obiettivo dichiarato della nuova strategia è rafforzare i sistemi sanitari nazionali, promuovere l’autosufficienza e ridurre il rischio di diffusione di nuove malattie infettive. Ma il risvolto economico è citato esplicitamente: “si stima che il mercato dell’assistenza sanitaria in Africa crescerà fino a superare i 250 miliardi di dollari entro il 2030”. Un mercato in rapida espansione che necessiterà di prodotti farmaceutici, strumenti diagnostici, cliniche e servizi per la logistica che le aziende statunitensi saranno pronte a offrire.