Decidiamo oggi per un domani sostenibile

Nonostante le cattive notizie, il mondo nel complesso non sta andando così male

Il quotidiano spagnolo El Pais ha raccolto una serie di dati e fatti oggettivi sull’evoluzione globale: 44 ragioni per affrontare il nuovo anno con realismo costruttivo.

mercoledì 7 gennaio 2026
Tempo di lettura: min

Nonostante il senso di inquietudine per il futuro giustificato anche dagli eventi di questi primi giorni dell’anno, il 2026 e gli anni a venire potrebbero riservare più sorprese positive di quanto immaginiamo. È quanto emerge da un’analisi pubblicata da El Pais, firmata dall’esperto di dati Kiko Llaneras, che ha raccolto 44 indicatori capaci di ribaltare la narrazione dominante, secondo cui “va tutto peggio”. Se ne è parlato anche nella puntata del 31 dicembre di Radio 3 mondo.

Per il quotidiano spagnolo i dati raccontano un’altra storia. Non di un mondo perfetto, ma di un mondo che, lentamente, sta migliorando, con “progressi in una serie di aree importanti”. Quali? Viviamo più a lungo, per esempio. In appena 25 anni l’aspettativa di vita globale è cresciuta di sette anni, arrivando a 73.  Allo stesso tempo muoiono molti meno bambini: la mortalità sotto i 15 anni si è dimezzata.

Anche la povertà estrema continua a ridursi. All’inizio del secolo riguardava più di un terzo dell’umanità, oggi coinvolge circa una persona su dieci. Non è scomparsa, ma arretra. E lo fa insieme all’accesso a beni fondamentali: l’elettricità, per esempio, oggi raggiunge oltre il 90% della popolazione mondiale. In molti Paesi africani viene distribuita persino da un tetto all’altro, grazie a piccoli impianti solari pagati a rate via smartphone.

Il Rapporto Macrotrends tra l’era dell’AI ubiqua e le nuove prospettive di quantum computing

Harvard Business Review Italia ha pubblicato l’analisi delle tendenze più significative dei prossimi anni. Un manuale per supportare i leader e le imprese a “competere in un mondo diviso”.

L’istruzione segue la stessa incoraggiante traiettoria. Sempre più ragazze frequentano la scuola secondaria, e oggi le donne sono pari o superiori agli uomini nelle università di molti Paesi. Parallelamente cresce l’autonomia economica femminile: quasi tre donne su quattro nei Paesi emergenti ha ora un conto bancario, rispetto a una su due solo dieci anni fa.

Sul fronte dei diritti, i cambiamenti sono lenti ma reali. In Europa, l’omofobia è in netto calo rispetto agli anni Novanta. Nei consigli di amministrazione di grandi aziende, la presenza femminile è aumentata in modo drastico.

Poi c’è la salute, dove i progressi sono altrettanto significativi. Gli infarti oggi uccidono molto meno rispetto agli anni Settanta. La sopravvivenza al cancro è raddoppiata in mezzo secolo. Nuovi farmaci antidolorifici promettono di ridurre la dipendenza da oppioidi. L’introduzione precoce di alcuni alimenti ha ridotto drasticamente le allergie. E gli adolescenti fumano e bevono meno rispetto alle generazioni precedenti.

Nel frattempo, qualcosa si muove anche sul piano ambientale. Le energie rinnovabili hanno superato il carbone nella produzione globale di elettricità. Il solare è triplicato in pochi anni. Per la prima volta, le emissioni future previste sono molto più basse di quelle immaginate solo un decennio fa. E nel 2025, dopo decenni di vuoto normativo, l’alto mare ha finalmente ottenuto una protezione legale internazionale.

Le città, osserva El Pais, iniziano a cambiare volto. Per ora sono una ristretta cerchia, ma potrebbero fare presto da apripista a tante altre. A Helsinki si è registrato un anno senza vittime della strada, grazie a limiti più bassi e spazi restituiti a pedoni e ciclisti. A Parigi si è tornati a nuotare nella Senna, dopo un secolo di divieti. Segnali piccoli, ma altamente simbolici. Anche la tecnologia, spesso raccontata solo come minaccia, mostra un altro volto. L’intelligenza artificiale accelera la ricerca scientifica, aiuta a prevedere i monsoni salvando raccolti, migliora diagnosi e terapie. Conoscenze avanzate, una volta riservate a pochi, sono oggi accessibili gratuitamente online, ovunque nel mondo.

Tutto questo non cancella guerre, crisi climatiche o disuguaglianze, riconosce il quotidiano spagnolo. Che aggiunge: “Riconoscere che stiamo facendo progressi turba molte persone, perché temono che ci renderà compiacenti”. Ma ogni tanto una lista di solo buone notizie ci ricorda che migliorare le cose è possibile.

Copertina: Cristian Escobar/unsplash