Quindici anni di Ljubljana Forum sulle città del futuro
Le realtà urbane affrontano un decennio complesso, in cui la resilienza deve bilanciarsi con inclusione e progresso tecnologico. La video-intervista al presidente Blaž Golob: "Dobbiamo integrare sostenibilità, design e identità culturale".
Mentre le città del mondo affrontano sfide sempre più complesse legate al cambiamento climatico, alla rapida urbanizzazione e alla trasformazione tecnologica, diventa cruciale comprendere come tradurre visioni in azioni. Le città non sono soltanto centri di attività umana ma sistemi viventi in cui collaborazione, sostenibilità e innovazione si intrecciano. Dall’esplorazione di visioni delle città del futuro all’analisi di politiche, quadri normativi e strategie concrete, appare chiaro che progettare il futuro urbano richiede qualcosa di più delle idee: servono spazi in cui visione, politiche e pratiche possano incontrarsi e dare luogo ad azioni concrete.
Il Ljubljana Forum sui Futuri delle Città, giunto alla sua 15ª edizione nel 2025, rappresenta perfettamente questo approccio e si configura come uno di questi spazi, riunendo urbanisti, esperti di futuri, policy maker, imprese e società civile per esplorare come le città possano anticipare i cambiamenti e affrontare sfide complesse. Nel corso delle sue quindici edizioni, il Forum ha approfondito strategie per costruire città sostenibili, inclusive e resilienti, creando uno spazio dove la previsione sociale e umana incontra la pianificazione e lo sviluppo di progetti concreti.
Lanciato nel 2011 da Blaž Golob, Direttore del GoForeSight Institute e del Nodo Slovenia di The Millennium Project e cofondatore del Foresight Europe Network, insieme a Miran Gajšek, Capo Urbanista del Comune di Ljubljana, il Forum si è affermato come piattaforma internazionale unica per il dibattito urbano e il pensiero a lungo termine. “Quindici anni fa” racconta Golob (2025), “il Ljubljana Forum è nato come un esperimento audace, un incontro di menti che immaginavano città più intelligenti, verdi e umane. Oggi è una piattaforma matura che connette visione e azione.”
Durante l’evento, che si è tenuto il 2 e 3 ottobre 2025, ho avuto l’opportunità di intervistare Blaž Golob, che ha condiviso le sue riflessioni sulle quindici edizioni del Forum. Golob ha spiegato che l’ispirazione per lanciare il Forum è nata dal suo lungo impegno nella comunità degli studi di futuri. Pur essendo sempre state pianificate attraverso progettazione urbana e piani regolatori, le città avevano raramente l’occasione di avviare un dialogo strutturato con la comunità di foresight. Questa lacuna è stata il principale impulso per la creazione del primo Ljubljana Forum sui futuri delle città nel 2011, in un periodo in cui il concetto di smart city stava appena iniziando a prendere forma. L’idea è stata quella di creare uno spazio in cui urbanisti ed esperti di foresight potessero collaborare sullo sviluppo urbano a lungo termine. Al centro del Forum risiede la convinzione che, anche quando la politica nazionale fatica, le città restano in prima linea: garantendo servizi essenziali, tutelando la qualità della vita e creando opportunità di lavoro, innovazione e imprenditorialità.
Il Forum funge da piattaforma per aiutare le città ad anticipare il futuro, combinando metodologie di foresight con processi di pianificazione pratici. Golob ha sottolineato la posizione strategica di Ljubljana, al crocevia di tre macro-regioni europee, Alpi, Adriatico-Ionio e Danubio, che ne fanno un hub di connettività europea. Nominata European Green Capital nel 2016 sotto il mandato del Sindaco Zoran Janković, la città ha dimostrato che visione ambientale e trasformazione urbana possono andare di pari passo. “Da cittadino orgoglioso di Ljubljana, ho potuto osservare questo cambiamento in prima persona”, riflette Golob. “Oggi, Ljubljana non è solo ammirata per la sua bellezza, ma rappresenta un esempio vivo di come una pianificazione attenta e azioni locali possano creare una vera Città del Benessere”, il tema della quindicesima edizione del forum.
Riflettendo sull’impatto del Forum nel corso degli anni, Golob ne ha sottolineato la natura orientata ad obiettivi concreti. Il Ljubljana Forum è stato concepito non solo come luogo di discussione, ma come piattaforma che passa dalla visione alla pianificazione, dalla strategia ai progetti. Il format seleziona con cura i partecipanti provenienti da diversi settori, discipline e generazioni, per favorire uno scambio autentico. “Ha ispirato iniziative analoghe a Zagabria, Samos, Bangalore, Istanbul e Dubai”, afferma Golob, “dimostrando che il modello Ljubljana può viaggiare a livello globale mantenendo la sua dimensione umana”.
Questo approccio multi-stakeholder ha portato allo sviluppo di progetti per un valore complessivo superiore a 350 milioni di euro, dimostrando un legame importante tra previsione sociale, politiche e implementazione. Oltre agli esperti di studi di futuro, urbanisti, sindaci e amministrazioni cittadine, il Forum coinvolge ogni anno aziende nei settori della tecnologia dell’informazione, dello sviluppo sostenibile, della gestione delle acque, delle infrastrutture sportive e dell’efficienza energetica. Anche le istituzioni finanziarie giocano un ruolo chiave, con la Banca Europea per gli Investimenti partner in tutte e quindici le edizioni assieme ad altre banche ed enti di investimento.
La presenza delle organizzazioni non governative, che portano la prospettiva della società civile nel dibattito, è altrettanto importante. Come ha sottolineato Golob, imprese e autorità pubbliche devono considerare le opinioni dei cittadini nella progettazione delle soluzioni smart. I contributi delle ONG impegnate in partecipazione elettronica e impegno civico evidenziano come le città intelligenti funzionino di fatto nella realtà quotidiana di chi le abita, sfidando approcci puramente tecnologici e rafforzando la necessità di uno sviluppo urbano inclusivo.
Nel corso dei suoi quindici anni di storia, il Ljubljana Forum ha contribuito a definire il modo in cui il futuro delle città viene discusso e affrontato attraverso collaborazione, condivisione di conoscenze e sviluppo di progetti innovativi. Dalla prima edizione del 2011, incentrata su sfide globali, identità delle città europee e soluzioni industriali smart, il Forum ha promosso cooperazione regionale e strategie di foresight, in linea con iniziative come la EU Danube Strategy.
Partendo da queste basi, le edizioni successive hanno affrontato sfide urbane critiche e mostrato pratiche innovative. Ad esempio, il Forum 2012 ha esplorato efficienza energetica e connessione costante, enfatizzando tecnologie smart e green, mentre quella del 2013 ha affrontato la gestione di acqua e trasporti nella regione del Danubio, introducendo un premio per progetti infrastrutturali visionari. Il 2014 ha evidenziato lezioni di leadership da città come Bilbao e San Sebastian, mentre il 2015 ha puntato sull’empowerment di città e cittadini, lanciando una Smart City Platform per supportare leader e comunità. L’edizione del 2016 ha celebrato i traguardi di Lubiana come European Green Capital, sottolineando la crescita sostenibile e la democrazia digitale, mentre nel 2017 il Forum ha ampliato la sua portata globale attraverso collaborazioni lungo la Via della Seta.
Le edizioni 2018 e 2019 hanno approfondito la cooperazione Europa-Asia, blockchain, tecnologie digitali per smart cities e partnership pubblico-privato. Il 2020 ha segnato il primo anniversario del forum, riflettendo su un decennio di sviluppo urbano sostenibile e aprendo la strada a discussioni sulla pianificazione urbana verso il 2030 nell’edizione del 2021. Nel 2022, il Forum ha affrontato fragilità e resilienza urbana, con focus su trasformazione digitale e sostenibilità, mentre nel 2023 l’attenzione si è spostata verso città smart e climaticamente neutrali entro il 2030, con modelli urbani integrati e strategie finanziarie.
L’edizione 2024 ha esplorato il potenziale trasformativo dell’Intelligenza Artificiale, sottolineando innovazione data-driven, collaborazione multisettoriale e crescita centrata sui cittadini. Infine, l’edizione 2025 si è concentrata sul concetto di città del benessere, esplorando le città come “negoziatori” in Europa e nel mondo al 2040, analizzando visioni municipali e prospettive della Gen Z, e concludendosi con la definizione di un Manifesto per le città del futuro. Grazie a questa agenda in continua evoluzione, che riflette i temi considerati più urgenti per il futuro urbano, il Ljubljana Forum continua a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile, inclusivo e intelligente a livello internazionale.
Le città affrontano un decennio complesso, in cui l’idea di resilienza dovrà bilanciarsi con inclusione e progresso tecnologico umano. Gestire transizioni energetiche, etica digitale e accessibilità abitativa mantenendo il benessere come misura ultima del successo è la sfida chiave dei futuri urbani. Golob spiega che IA, energia pulita ed ecosistemi di dati possono diventare potenti leve di equità se governati saggiamente. L’Europa ha la responsabilità di guidare questa sfida fungendo da esempio e trattando la tecnologia come bene pubblico. “Siamo convinti che l’innovazione debba accelerare senza cancellare la dimensione umana”, afferma Golob, descrivendo la città del benessere come una città che “promuove salute, sicurezza, apprendimento, partecipazione e senso di appartenenza, integrando sostenibilità, design e identità culturale e basando il foresight su una buona pianificazione già oggi”.
I modelli cooperativi dimostrano come creatività, innovazione e solidarietà possano prosperare insieme. Questo approccio olistico ha guidato la decisione del Forum, nella sua 15ª edizione, di concentrarsi sul benessere dopo anni in cui sono stati esplorati i paradigmi delle città smart e green. Ogni trasformazione urbana dovrebbe migliorare la qualità della vita integrando salute, inclusione, sostenibilità e cultura in una visione condivisa della città del futuro.
Il benessere può essere misurato attraverso benchmark globali come l’Indice OCSE Better Life, l’Indice di prosperità delle città (UN-Habitat) e il premio capitale verde europea, lo stesso framework che ha guidato la trasformazione di Ljubljana e la sua nomina nel 2016. Secondo Golob, il benessere diventa tangibile anche attraverso spazi ricreativi, mobilità e spazi pubblici: parchi, impianti sportivi e design urbano inclusivo rendono le città più sane, connesse e vivibili. La nuova Ilirija Citadel di Ljubljana, progettata dall’architetto Peter Lorenz e vincitrice del Ljubljana Forum 2025 Award, esemplifica l’equilibrio tra funzione, bellezza e inclusione, mostrando come l’architettura possa servire il bene pubblico. Allo stesso tempo, ridurre le disuguaglianze resta essenziale. Le città europee devono lavorare per raggiungere zero povertà, zero fame e zero esclusione, riconoscendo che innovazione ed equità si rafforzano a vicenda. La Città del benessere promuove alta performance e giustizia sociale insieme, assicurando che il progresso sia condiviso tra generazioni. Golob invita anche i giovani leader ad essere attivi, curiosi e collaborativi, combinando competenze tecnologiche con empatia civica per progettare città non solo smart, ma anche gentili.
Il futuro delle città, secondo Golob, è un percorso a tappe. Alla base vi è la sicurezza: una città deve garantire pace e protezione come condizione fondamentale. Solo così può assicurare buoni ambienti di vita e lavoro, seguiti dalla sostenibilità supportata dalle tecnologie intelligenti. A un livello superiore si colloca la città del benessere che promuove cultura, sport, ricreazione e forti legami sociali. Queste aspirazioni devono però essere radicate nella realtà: le città affrontano sfide molto diverse a seconda del contesto geopolitico e sociale. La discussione al Forum 2025, con la partecipazione del Sindaco di Sarajevo ha ricordato ai partecipanti queste differenze. Come nota Golob, Sarajevo si trovava in una situazione simile a quella delle odierne zone di conflitto soltanto trent’anni fa, dimostrando sia la fragilità dei futuri urbani sia la possibilità di recupero e trasformazione.
Guardando più avanti, Golob immagina la città ideale del 2045 come una città del benessere pienamente realizzata, in cui sistemi umani, naturali e digitali convivono armoniosamente. La città sarà più equilibrata grazie ad una governance coerente che integra pianificazione, politiche e foresight, ad una pianificazione inclusiva che garantisce accesso equo a alloggi, mobilità, cultura e salute, e ad una visione anticipatrice che usa dati e foresight per guidare la resilienza di lungo periodo.
Entro il 2045, le città passeranno dall’essere smart all’essere sagge, diventando sostenibili, empatiche e guidate dal foresight. La tecnologia servirà i cittadini, senza dominarli, e ogni persona avrà accesso ai bisogni fondamentali (zero povertà, zero fame e piena dignità), mentre innovazione e performance ad alta velocità sosterranno gli imprenditori e rafforzeranno la competitività europea. Questo equilibrio tra eccellenza ed empatia, tra velocità del progresso e profondità della cura, definisce la città europea del futuro secondo Golob.
Dopo quindici anni, il Ljubljana Forum on the Future of Cities funziona come piattaforma annuale che connette conoscenza ed esperienza sulla governance urbana con previsione sociale e cooperazione pratica. Accanto alle discussioni su infrastrutture e tecnologia, il Forum enfatizza legami sociali, spazi condivisi e governance inclusiva come elementi chiave dello sviluppo urbano. Con il passare degli anni, l’attenzione del Forum si è progressivamente spostata dal discutere le sfide urbane al progettare attivamente come le città possono anticipare e affrontare i cambiamenti, come evidenziato nella 15ª edizione. La missione rimane però chiara negli anni: “Costruire città che anticipano il cambiamento, agiscano in modo coerente e mettano il benessere umano al centro.”
Articolo originariamente apparso su Futures Digest (13 gennaio 2026)
Immagine: ljubljanaforum.org