Ignazio Visco: Italia a rischio crollo demografico nel 2050. Agire ora per evitare “conseguenze gravi”
Il governatore onorario di Bankitalia alla Fondazione Collegio Carlo Alberto. Una lezione su crisi del multilateralismo, transizione energetica e sviluppo tecnologico. Grande risultato per la Valutazione di impatto generazionale. TESTO INTEGRALE.
di Redazione
Ci troviamo in un’epoca di grande incertezza, caratterizzata da crisi del multilateralismo, protezionismo, conflitti sempre più intensi. In questo contesto, ha ancora senso guardare al futuro? È quello che si è chiesto Ignazio Visco, governatore onorario della Banca d’Italia e socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, nell’intervento che ha tenuto nei giorni scorsi presso la Fondazione Collegio Carlo Alberto per la “Lezione Onorato Castellino”, a Torino, istituita dal Collegio per ricordare l’omonimo fondatore del centro e primo presidente della Fondazione.
L’intervento, dal titolo “Un sostenibile ‘lungo periodo’? Sfide e prospettive per l’Italia di domani”, si è concentrato sulle sfide che minacciano la sostenibilità economica e sociale dell’Italia in un contesto internazionale sempre più instabile. Al centro del suo discorso, in particolare, sviluppo tecnologico, ambiente e tendenze demografiche, fattori interdipendenti che condizionano crescita e benessere futuri.
Visco ha sottolineato come la recente crisi della cooperazione internazionale stia rendendo più difficile affrontare sfide globali come transizione ecologica, cambiamento climatico e rischi geopolitici. Una tendenza accompagnata da un ritorno a politiche economiche protezionistiche, che aggravano la situazione. Ma nonostante questo il governatore onorario di Bankitalia richiama all’azione, perché i costi della transizione, seppur rilevanti nel breve periodo, sono indispensabili per evitare danni irreversibili.
Poco dopo ha richiamato l’importanza dell’equità intergenerazionale: servono politiche lungimiranti, coordinate a livello europeo e globale, capaci di sostenere sviluppo, stabilità e benessere delle prossime generazioni. In questo senso, il governatore ritiene di “particolare significato” la recente approvazione da parte del Parlamento della Valutazione di impatto generazionale (Vig), misura, proposta dall'ASviS fin dal 2016, che “introduce l’obbligo della valutazione di impatto generazionale delle nuove leggi in relazione agli effetti ambientali e sociali, ricadenti sui giovani e sulle generazioni future, con particolare attenzione all’equità intergenerazionale”.
Visco ha poi concentrato la sua lezione sulle dinamiche demografiche del nostro Paese. L’Italia sta andando infatti incontro a un rapido declino della popolazione e della forza lavoro. Anche in scenari ottimistici, secondo le proiezioni dell’Istat entro il 2050 gli italiani scenderanno a circa 55 milioni (dai 59 di oggi), con milioni di lavoratori in meno. Mettendo sotto pressione sistema pensionistico, sanità e sostenibilità dello stato sociale. “Un saldo naturale così negativo avrebbe conseguenze gravi sul piano dell’offerta di lavoro e per la sostenibilità dello stato sociale, da affrontare, da ora, a diversi livelli”.
Per Visco occorre aumentare partecipazione al lavoro di donne, giovani e anziani, migliorando servizi e istruzione, favorendo immigrazione regolare e integrazione, e rafforzando la produttività. La tecnologia, in particolare robotica e intelligenza artificiale, potrebbe compensare parte della carenza di lavoro. Ma c’è bisogno di investire in competenze, formazione continua e capitale umano.
Copertina: Ansa