Polymarket: quando le scommesse sul futuro iniziano a influenzare la realtà
Che cosa c’è dietro le piattaforme che trasformano le probabilità in valore economico. Non più una nicchia ma un settore in espansione, tra promesse di accuratezza, rischi finanziari e zone grigie.
Il cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, il vincitore dei prossimi Mondiali di calcio o addirittura la possibilità che Jeffrey Epstein sia ancora vivo e possa riapparire nel 2027. Sono solo alcuni degli eventi su cui è possibile scommettere su Polymarket, piattaforma fondata nel 2020 dal giovane informatico Shayne Coplan e basata sulla blockchain Polygon.
In appena sei anni Polymarket è diventato il caso più noto di prediction market, termine con cui si indicano i mercati di previsione legati a eventi reali: elezioni, dati macroeconomici, decisioni geopolitiche, risultati sportivi o fenomeni culturali. Il suo successo è stato rapido e vertiginoso, con centinaia di migliaia di utenti che effettuano transazioni e decine di milioni che consultano le quote sulle previsioni. Nei momenti di maggiore attenzione mediatica, i volumi di scambio raggiungono decine di milioni di dollari.
Per i sostenitori, Polymarket è uno strumento utile per anticipare gli eventi e misurare il sentiment collettivo, mentre i critici mettono in guardia contro i rischi di disinformazione, manipolazione e pressione economica sulla realtà. Ma per capire dove sta la verità, e perché questi mercati stanno attirando sempre più attenzione, bisogna partire dai loro meccanismi.
Come funziona
La struttura base di Polymarket è, a prima vista, familiare: sembra un mix tra l’homepage di un giornale, il feed di un social e una dashboard di trading online. Si scorrono categorie come “Politics”, “World”, “Crypto” e si vedono titoli, numeri, variazioni. Ma è qui che si manifesta una prima differenza: ogni “notizia”, in realtà, è una scommessa. Tutto ruota intorno a domande binarie: accadrà o non accadrà? Entro una certa data o no?
A questo punto entra in gioco l’elemento centrale, ovvero il prezzo. Gli utenti comprano quote “Yes” o “No” il cui valore cambia in tempo reale. Se una quota “Yes” vale 0,60 dollari, significa che il mercato sta assegnando a quell’evento una probabilità del 60%. Più persone comprano una “posizione”, più il prezzo si muove. E più denaro entra in gioco, più quella probabilità appare fondata. Quando l’evento si conclude, il contratto viene “risolto”: se la previsione è corretta, ogni quota “Yes” vale 1 dollaro. Quindi, se abbiamo puntato 0,60, il guadagno sarà 0,40, cioè la differenza tra la quota intera e quella puntata. Se è sbagliata, vale zero. Il guadagno dipende quindi dal prezzo a cui si è acquistata la quota. Tutte le transazioni avvengono in criptovalute (tipicamente USDC), che possono poi essere convertite e prelevate.

“La teoria che la guida”, riassume Valerio Bassan nella newsletter Ellissi, “è quella della saggezza delle folle – secondo cui un gruppo di individui grande e diversificato, se ben strutturato, può prendere decisioni collettive migliori rispetto a quelle di singoli esperti”. In teoria, quindi, questi mercati funzionano come una versione evoluta dei mercati finanziari e dei sondaggi. In pratica, però, le cose sono più complesse.
Secondo Stefano Feltri, che ha analizzato Polymarket su Vanity Fair, si tratta di un sistema profondamente squilibrato: “L’1% dei partecipanti si aggiudica l’84% delle somme in palio”, mentre la maggior parte degli utenti finisce per perdere. In altre parole: pochi trader esperti riescono a sfruttare i calcoli di probabilità, mentre gli altri, attirati dall’idea di poter prevedere il futuro, finiscono per perdere.
Le polemiche
Polymarket, oggi valutata circa nove miliardi di dollari, offre gratuitamente il suo prodotto principale, le previsioni, e non applica commissioni sulle transazioni, almeno per ora. "È lo strumento più preciso che l'umanità possiede al momento, almeno finché qualcun altro non creerà una sorta di super sfera di cristallo", ha dichiarato un po’ pomposamente Coplan. Nelle ultime settimane, però, sono emerse diverse criticità.
A inizio aprile Polymarket è finita nella bufera per aver consentito agli utenti di scommettere sul destino dei due piloti americani abbattuti in Iran: per alcune ore è stato possibile puntare sulla tempistica del loro salvataggio mentre le operazioni erano ancora in corso. Dopo le critiche la piattaforma ha rimosso le scommesse, definendole contrarie ai propri standard.
Pochi giorni prima, il Guardian aveva evidenziato un altro punto controverso: i dati provenienti da Polymarket sarebbero sempre più utilizzati per influenzare il mercato petrolifero. Secondo diversi operatori, le probabilità espresse sulla piattaforma sono ormai integrate negli algoritmi di trading, al punto che scommesse di pochi utenti possono contribuire a spingere al rialzo i prezzi globali. Una dinamica che, osservano alcuni esperti, non è del tutto nuova: anche strumenti finanziari come futures e opzioni influenzano le aspettative di mercato e, in molti casi, contribuiscono a stabilizzarlo piuttosto che a renderlo più volatile.
Rischio insider trading
Cosa distingue i rampanti mercati di previsione dalle piattaforme di scommesse tradizionali? Una differenza cruciale è l’anonimato: su Polymarket è possibile operare tramite criptovalute, senza gli stessi livelli di identificazione richiesti da piattaforme regolamentate. Questo apre la porta a potenziali casi di insider trading. Un'analisi del Financial Times ha rilevato che l'attacco statunitense all'Iran è stato preceduto da scommesse insolitamente grandi e ben pianificate, che hanno generato profitti per 330mila dollari.
Il nodo regolamentazione è centrale. Come spiega lo storico Jonathan Levy, che nel libro Losing Big descrive la sorprendente ascesa delle scommesse sportive online, queste piattaforme “esistono in una sorta di zona grigia regolamentare… tecnicamente sono piattaforme di investimento e vengono regolamentate come tali negli Stati Uniti, ma in pratica si tratta di gioco d’azzardo camuffato”.
Formalmente Polymarket non è autorizzata come operatore di gioco né come intermediario finanziario nel nostro Paese. Tuttavia, l’accesso non è sempre tecnicamente bloccato: alcuni utenti riescono a utilizzarla direttamente o attraverso piattaforme di trading internazionali. Il nodo, più che tecnico, è regolamentare. Chi garantisce, per esempio, che operatori con accesso privilegiato alle informazioni non possano prendere posizione sui mercati prima che una notizia diventi pubblica? Anche se, sul punto, non tutti lo vedono come un problema: secondo una certa visione, la presenza di trader meglio informati contribuirebbe ad “anticipare” gli eventi e a rendere i prezzi più accurati. E ancora: chi impedisce a grandi operatori di influenzare le quote per orientare la percezione pubblica o modificare la realtà per guadagnare?
Dal canto loro, le piattaforme dichiarano di avere sistemi di controllo contro l’insider trading. Ma offrono poche evidenze concrete e, sottolinea ancora Levy, in mercati basati sull’anticipazione degli eventi, il vantaggio informativo non è un’anomalia, ma è parte integrante del business.
Realtà virtuale, intelligenza artificiale, eSport: le nuove frontiere del gioco d’azzardo
Le innovazioni tecnologiche stanno rivoluzionando il settore, creando maggiore dipendenza. Casinò digitali, applicazioni, gaming puntano alle fasce più giovani. Entro il 2030 il mercato globale potrebbe superare il tetto dei 500 miliardi di dollari.
Gli altri Polymarket
I mercati delle previsioni non sono più una nicchia: gli analisti del settore prevedono che raggiungerà un valore di quasi cento miliardi di dollari entro il 2035. Il caso più rilevante è quello di Kalshi, una piattaforma statunitense che consente di negoziare contratti su eventi economici e politici (dall’inflazione alle elezioni) all’interno di un quadro regolato. Pochi giorni fa Fox ha annunciato l'integrazione dei dati del mercato di previsione di Kalshi nelle proprie piattaforme di news e streaming, riflettendo una tendenza più ampia tra le testate giornalistiche nel servirsi di questi servizi.
Attorno a Kalshi, tra l’altro, si sta formando un vero ecosistema: operatori come Plus500 hanno iniziato a offrire contratti “event-based” in partnership con la piattaforma, mentre realtà come FanDuel stanno esplorando modelli simili per integrare le previsioni nei propri prodotti. Anche il mondo crypto si muove nella stessa direzione: exchange e app come Crypto.com stanno lanciando servizi dedicati, con l’ambizione di trasformare le previsioni in un nuova asset class accessibile al grande pubblico.
Nel frattempo, startup emergenti stanno sperimentando forme di “outcome trading” (negoziazione di contratti il cui valore dipende esclusivamente dal verificarsi di un evento specifico), e persino grandi banche e società di trading iniziano a integrare questi dati nei propri modelli previsionali.
Nonostante le criticità, questi strumenti hanno anche alcuni aspetti positivi: in diversi casi si sono dimostrati più accurati dei sondaggi tradizionali nel prevedere elezioni o decisioni economiche, proprio perché aggregano informazioni disperse tra molti partecipanti. Inoltre, possono funzionare come segnali anticipatori, mostrando cambiamenti di scenario prima che emergano nel dibattito pubblico. Questo è stato misurato anche sugli eventi sportivi, dove la saggezza delle folle tende a predire bene i risultati. E qualcuno ha teorizzato nel futuro l’uso dei prediction market come mezzo di governo.
L’ascesa di piattaforme come Polymarket si inserisce in un contesto più ampio, in cui il gioco d’azzardo è in crescita, soprattutto tra i più giovani, e il confine con altre forme di intrattenimento e gaming si è fatto sempre più sfumato. Online, il confine tra videogiochi, trading e scommesse è sempre più sottile: meccaniche come ricompense, classifiche e microtransazioni rendono l’esperienza simile a quella del gioco. Non a caso oltre 300 esperti di 35 Paesi hanno firmato un appello sul Journal of Behavioral Addictions, definendo questo fenomeno un “problema emergente di salute pubblica”. Allo stesso tempo, però, i prediction market non coincidono del tutto con il gioco d’azzardo tradizionale. A differenza di slot o lotterie, dove il banco ha sempre un vantaggio strutturale, qui è teoricamente possibile ottenere un rendimento positivo, se si è in grado di valutare meglio degli altri le possibilità.
In questo scenario, Polymarket è il sintomo di un cambiamento più profondo, quello di un mondo in cui prevedere il futuro non basta più: bisogna anche scommetterci sopra. In ambienti, si spera, più sicuri.
Copertina: Kanchanara/unsplash