Il futuro del commercio è un mosaico: scenari per il prossimo decennio
Secondo un’analisi di Boston Consulting Group, il commercio globale potrebbe continuare a crescere del 2,5% annuo fino al 2034, nonostante la frammentazione geopolitica. La sfida? Saper navigare in un mondo multipolare.
Nel 2034 il commercio globale potrebbe valere quasi 30 mila miliardi di dollari, rispetto ai circa 23 mila miliardi del 2024. È quanto scrive il Boston consulting group (Bcg), multinazionale di consulenza strategica, nel rapporto “Trade in transition: how to prepare for a patchwork world order” pubblicato a gennaio. Il messaggio chiave è che il futuro non sarà definito da un unico mercato globale, ma sarà dominato da un “patchwork” di nodi regionali con regole, alleanze e priorità diverse. Un mondo, evidenzia il documento, non meno interconnesso, ma più complesso: una globalizzazione “a geometria variabile”, in cui ogni area sviluppa le proprie regole, catene del valore e strategie di sicurezza economica.
In questo scenario, la crescita non dipenderà più solo dall’apertura dei mercati, ma dalla capacità di muoversi tra sistemi diversi. Le imprese non opereranno in un’unica arena globale, ma in più ecosistemi sovrapposti, ciascuno con barriere, incentivi e rischi specifici. La crescita prevista, circa il 2,5% annuo, leggermente superiore a quella del Pil mondiale, segnala che la globalizzazione non sta finendo. Sta però cambiando forma.

Fig.1 I flussi del commercio nel 2034
Quattro nodi, quattro modelli di futuro
Bcg individua quattro grandi poli attorno a cui si organizzerà il commercio mondiale: Stati Uniti, Cina, Plurilateralisti e Brics+ (esclusa la Cina). Non sono semplici blocchi geografici, ma veri e propri modelli alternativi di economia globale. Gli Stati Uniti rappresentano un futuro in cui la sicurezza economica prevale sull’efficienza: l’aumento delle tariffe, che oggi coprono il 61% delle importazioni rispetto al 13% di inizio 2025, riduce il peso del commercio internazionale, ma rafforza produzione interna e consumo domestico.
La Cina, al contrario, continuerà a essere il principale partner commerciale del Global South, con una crescita degli scambi del 5,5% annuo con i Brics+ e del 3% con il resto del mondo, trainata dal bisogno di energia, materie prime e nuovi mercati per i beni industriali.
I Plurilateralisti, che includono Unione Europea, Paesi Cptpp (accordo di libero scambio che coinvolge attualmente 12 economie dell'area Asia-Pacifico e oltre), Regno Unito, Corea del Sud e altre economie aperte, incarnano il futuro della cooperazione regolata: crescita interna del 3% annuo, riduzione delle barriere e diversificazione strategica rispetto a Stati Uniti e Cina. Il risultato è un’economia mondiale senza baricentro unico, in cui nessun polo domina davvero, ma tutti dipendono da equilibri instabili.
Il commercio come infrastruttura geopolitica
Nel mondo a patchwork, il commercio sarà una vera infrastruttura geopolitica. Le politiche industriali motivate da sicurezza nazionale sono aumentate di oltre sei volte dal 2022, e continueranno a modellare flussi di investimenti, catene di approvvigionamento e strategie aziendali. Crescere significherà sempre meno “produrre ovunque” e sempre più “scegliere dove stare”. In questo contesto, la resilienza deriverà anche dalla capacità di adattarsi a regole multiple: saper operare in ambienti tariffari diversi, gestire rischi politici, riconfigurare fornitori e mercati in tempi rapidi. Oltre alla dimensione, le imprese più competitive quelle capaci di muoversi tra sistemi senza rimanere intrappolate in uno solo.

Fig.2 Mosse vincenti per un commercio fiorente
Il vero futuro: abitare l’incertezza
Il messaggio importante del report Bcg è che l’incertezza geopolitica diventerà una condizione strutturale dell’economia globale. Nel mondo del 2034, il vantaggio competitivo non sarà la scala, ma la capacità di navigare un sistema commerciale fatto di più regole, più alleanze e più conflitti latenti. La globalizzazione non si ritira: si trasforma in un mosaico. E chi saprà abitare questo mosaico senza cercare un centro che non esiste più, avrà già imparato la vera competenza del futuro.
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