Alla scoperta di VIAVAI, la realtà che promuove gli scambi giovanili italo-tedeschi
La direttrice Josephine Löffler: “L’Europa non è solo un progetto politico, ma una comunità viva che i giovani stessi possono contribuire a plasmare”.
Oggi diamo il benvenuto, nella nostra serie di interviste con i partner del Dialogo italo-tedesco per lo sviluppo sostenibile, a Josephine Löffler, direttrice dell’Ufficio di scambio giovanili italo-tedeschi, VIAVAI. VIAVAI è partner della nostra iniziativa platea 2030 dal 2023, quando Josephine Löffler partecipò al nostro “Ballo sul vulcano” nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile. Oggi guardiamo a come si sono sviluppate le relazioni italo-tedesche nelle giovani generazioni e quali prospettive future ci attendono.
Lei è direttrice dell’ufficio VIAVAI dal 2020. Ci descriva brevemente quali sono i compiti principali dell’ufficio.
L’ufficio VIAVAI è stato fondato nel 2010 con l’obiettivo di rafforzare in modo duraturo gli scambi giovanili italo-tedeschi. Gli incontri tra i giovani dei due Paesi non sono da dare per scontati: devono essere promossi e accompagnati in modo mirato.
È proprio qui che entra in gioco VIAVAI: l’ufficio fornisce ai giovani informazioni esaustive sulle opportunità di scambio e mobilità nell’altro Paese – dalla vita scolastica quotidiana ai progetti extrascolastici, fino al passaggio all’università e al mondo del lavoro.
VIAVAI si rivolge sia a studenti delle scuole superiori, universitari e giovani professionisti di età tra i 15 e i 30 anni, sia a insegnanti, genitori e operatori nel settore della gioventù. L’obiettivo è quello di rafforzare l’interesse per l’altro Paese e incoraggiare i giovani a prendere in considerazione un soggiorno in Germania o in Italia. Attraverso una consulenza mirata, il networking e informazioni approfondite, VIAVAI facilita il passo verso l’estero e sostiene tutte le parti coinvolte nella ricerca di percorsi di mobilità adeguati. I giovani devono capire che la cooperazione internazionale non avviene “là in alto”, ma in modo molto concreto nei loro progetti, nelle loro conversazioni e nelle loro relazioni.
In foto la direttrice dell'Ufficio VIAVAI Josephine Löffler
Come viene accolta l’offerta tra i giovani e gli studenti? L’interesse è cresciuto? Il numero dei partecipanti è in aumento o in calo?
Negli ultimi anni si osserva un interesse in netto aumento per gli scambi italo-tedeschi. Ciò si evince non solo dal numero sempre crescente di richieste di consulenza provenienti da entrambi i paesi, ma anche dai numerosi giovani che ogni anno si candidano ai nostri programmi di scambio.
È degno di nota il fatto che la domanda di offerte di mobilità sia in sensibile aumento, nonostante il numero di studenti di lingua tedesca o italiana in entrambi i paesi tenda a diminuire. Sempre più giovani e studenti cercano oggi consapevolmente esperienze internazionali, incontri personali e professionali oltre i confini nazionali e opportunità per plasmare attivamente il proprio futuro in un contesto europeo.
L’elevata richiesta di consulenza si spiega con il fatto che i giovani, pur avendo in teoria accesso a una grande quantità di informazioni, nella pratica sono spesso sopraffatti dall’eccesso di offerta e perdono la visione d’insieme. L’ufficio VIAVAI offre qui un sostegno mirato, facilita la ricerca e crea orientamento nel variegato panorama degli scambi giovanili italo-tedeschi.
In quanto punto di riferimento e centro di informazione, VIAVAI si differenzia strutturalmente in modo significativo da altre organizzazioni di scambio binazionali o associazioni giovanili. Allo stesso tempo, si osservano sviluppi simili in tutta Europa: proprio in tempi di incertezze sociali e politiche, il desiderio di incontri personali, di orientamento e di un senso tangibile di appartenenza europea cresce più forte che mai.
In foto il tema di Ufficio VIAVAI
Quali temi, domande e paure preoccupano i giovani in Germania e in Italia? Notate differenze o punti in comune? Che importanza rivestono i temi legati al futuro nell’ambito dell’Agenda 2030, ovvero ambiente e protezione del clima, sviluppo sostenibile?
Qualche anno fa VIAVAI ha organizzato eventi di poetry slam con giovani poeti provenienti dalla Germania e dall’Italia. In questa occasione è emerso chiaramente quanto siano simili i temi che preoccupano le persone di entrambi i Paesi, come ad esempio la questione della propria identità, i conflitti generazionali, gli attuali avvenimenti mondiali, la trasformazione digitale, le paure per il futuro.
Durante le consulenze emerge ripetutamente che molti giovani in Germania e in Italia temono di perdere tempo prezioso a causa di un soggiorno all’estero. A ciò si aggiungono le incertezze finanziarie e la paura di dover gestire da soli la pianificazione e l’organizzazione di un soggiorno di questo tipo. Questi fattori rendono difficile per molti decidere di fare il grande passo e trasferirsi nell’altro Paese.
Le differenze tra i giovani tedeschi e quelli italiani emergono meno nei temi stessi che nel loro contesto sociale. Mentre i giovani in Germania sottolineano spesso questioni strutturali e sistemiche – ad esempio nel campo della politica climatica e dell’istruzione –, i giovani in Italia rivolgono la loro attenzione maggiormente alle sfide concrete della vita quotidiana, come la mobilità, i percorsi formativi o le disuguaglianze regionali. Queste diverse priorità sono strettamente legate alle rispettive condizioni sociali, alle strutture educative e ai diversi passaggi tra scuola, studi universitari e lavoro.
Come è possibile consolidare in modo duraturo e rendere fruttuose le esperienze maturate con VIAVAI nelle relazioni italo-tedesche a livello politico, economico, culturale e scientifico?
Se vogliamo rafforzare le relazioni italo-tedesche ai vari livelli, dobbiamo partire dai giovani. I giovani che entrano in contatto con altre lingue e altri Paesi sin da piccoli sviluppano una profonda comprensione reciproca, gettando così le basi per un partenariato duraturo e vivace tra i nostri due paesi.
I format di incontro, come quelli che VIAVAI offre da alcuni anni in collaborazione con altre istituzioni culturali ed educative come il Goethe-Institut o Villa Vigoni, non solo aumentano la comprensione reciproca, ma creano reti che hanno un impatto a lungo termine in politica, istruzione, scienza e cultura. Molti ex partecipanti al progetto lavorano oggi in contesti internazionali o continuano a impegnarsi in iniziative italo-tedesche.
Quali potenzialità vede e quali sono i suoi auspici per il futuro?
Vedo non solo grandi opportunità, ma anche compiti ben definiti. Abbiamo bisogno di un flusso di informazioni ancora migliore e inclusivo, affinché tutti i giovani – indipendentemente dalla loro provenienza o dal loro background – abbiano davvero le stesse possibilità di usufruire delle offerte internazionali di formazione e di incontro. Allo stesso tempo, dovremmo mettere ancora più al centro le competenze e le potenzialità dei giovani: vogliamo accompagnare una generazione che sia abbastanza sicura di sé, aperta e coraggiosa da accettare le sfide all’estero e crescere in esse. E, non da ultimo, dobbiamo ascoltare attivamente i giovani. Solo se prendiamo sul serio le loro prospettive e teniamo conto delle loro voci, potremo sviluppare insieme offerte che li rafforzino davvero e arricchiscano la cooperazione italo-tedesca a lungo termine.
Naturalmente questo può funzionare solo se c’è un vero e continuo scambio tra i giovani e i decisori. Solo così si può garantire che le misure politiche e i programmi rispondano davvero alle esigenze di coloro a cui sono destinati.
In concreto, penso a un accesso molto più facile ai tirocini in patria e all’estero: attraverso maggiori possibilità di sostegno finanziario, l’eliminazione degli ostacoli burocratici e attribuendo un peso decisamente maggiore alle esperienze pratiche nei regolamenti di studio. Solo se le esperienze pratiche vengono riconosciute come parte integrante del percorso di studi e facilitate a livello strutturale, i giovani potranno davvero cogliere queste opportunità. Migliorando queste condizioni quadro, creiamo opportunità concrete e rafforziamo la mobilità dei giovani in modo sostenibile.
Il mio desiderio è che VIAVAI continui a essere un punto di riferimento affidabile per la cooperazione italo-tedesca – un luogo in cui i giovani possano sperimentare che l’Europa non è solo un progetto politico, ma una comunità viva che essi stessi possono contribuire a plasmare.