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Perchè non è andato tutto bene, di Carlo Porcaro

9 giugno 2020

I sentimenti, certo. Il nostro circuito emotivo è stato sconvolto dalla pandemia. Sono, però, le parole – in attesa di tradurle in azioni concrete – a poter esprimere tali sentimenti, sorretti da intenzioni e volontà che nascono dal singolo e si rivolgono alla comunità. È con questa convinzione che io ed il collega Francesco Cirillo abbiamo scritto ‘Non è andato tutto bene. Manuale per rialzarsi’. Un post-book più che un instant-book. Durante la quarantena ci siamo scambiati informazioni e riflessioni, abbiamo svolto approfondimenti e soprattutto abbiamo uniti i “puntini” ideali di un disegno che andava componendosi. L’editore Castelvecchi ha sostenuto sin dall’inizio il nostro progetto cultural-letterario (dando vita alla Collana ‘Esc’ con lungimiranza) e così abbiamo messo nero su bianco una sorta di vademecum per affrontare la crisi post Covid-19. Superando l’oggi, non abbiamo guardato al domani ma al dopodomani. E qui torna il peso delle parole. Tempesta perfetta, cigno nero, battito d’ali: incredibilmente queste espressioni, tutte insieme, si sono tramutate in realtà sotto i nostri occhi in forma di epidemia globale. Incredibile, ma vero. Mai prima d’ora determinati fenomeni (naturali, sanitari, sociali) si erano verificati allo stesso tempo, come se si fossero messi d’accordo per sferrarci un sonoro schiaffone. Da cui, intendiamoci, tocca a noi stessi riprenderci. Il virus non ha in sé un mandato etico. Possiamo però approfittarne per attribuirglielo noi. Riempendo di contenuti questa volta gli slogan, ovvero quelle parole buone per un titolo di giornale o un programma politico che nessuno leggerà. Green new deal? Facciamolo davvero! Ecosostenibilità? Crediamoci sul serio! Solidarietà? Sarà persino conveniente metterla in pratica, perché “nessuno si salva da solo” non è una mera enunciazione quanto piuttosto un dato di fatto comune. “L’omissione del termine ambiente, o per meglio dire di quel concetto, dalla narrazione dell’emergenza è invece rappresentazione manifesta dei limiti dell’attuale classe dirigente italiana. Incapace, nella sua interezza, di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Di avere la forza, il coraggio, l’onestà e la scaltrezza necessarie per proporre un piano strutturale d’interventi, che attraverso un’attenta opera di pianificazione prepari il domani attraverso la lettura del presente. D’altronde non è un caso se in Italia, ottava economia mondiale, una compagine politica che ponga al centro della propria azione l’ambiente sia solo un vago ricordo. Ancora una volta nessuno dice di essere contro. Il problema è che quelli a favore sono così residuali da non avere alcun peso nei luoghi in cui le decisioni vengono prese. Eppure, a differenza di quanto si pensa comunemente, la conversione green non è una cosa da fricchettoni debosciati, amanti della canapa o dei jeans a zampa d’elefante, bensì è il naturale sviluppo dell’economia di mercato in cui l’incontro tra offerta e domanda determina le sorti del mercato stesso”, abbiamo scritto nel libro.

Seguendo quattro direttrici principali (politica e comunicazione, economia e ambiente) il volume indaga il rapporto tra potere istituzionale e cittadini, strategie di comunicazione degli Stati e conseguenze psicologiche del lockdown, propagazione del virus e inquinamento, necessità di rimettere in moto l’economia e adozione di strumenti funzionali e sostenibili per la fondazione di una nuova Italia e di una nuova Europa. Dopo esempi, commenti e dati emergono soluzioni per una nuova visione del futuro, per trasformare insieme paure e ostacoli in una occasione di svolta. Lungi da noi, giornalisti con l’attitudine a considerare il mondo con ottica il più possibile aperta, muoverci a profeti, moralisti o maestri di vita. Il rischio in questa fase è fortissimo, ne siamo consapevoli. Ma, allo stesso tempo, riteniamo che ‘Non è andato tutto bene. Manuale per rialzarsi’ contenga sia la diagnosi che la possibile cura ai mali che stiamo vivendo. Raddrizzare le storture dell’economia e la tutela dei diritti civili, queste le nostre parole d’ordine. Ci attende dunque uno scenario catastrofico? “I dati rilasciati senza consapevolezza da parte degli utenti secondo il sociologo bielorusso Evgeny Morozov: «hanno consentito sia di vendere prodotti in modo sempre più personalizzato sia di migliorare i sistemi dell’intelligenza artificiale: se lasciamo tutto nelle mani delle piattaforme digitali – che rappresentano il più decisivo elemento di sviluppo economico di questo tempo – tra pochi anni le multinazionali di Internet potranno prevalere sulla politica, gestendo direttamente servizi pubblici, come la sanità, i trasporti e l’educazione. Già oggi intere zone di Smart City, come Toronto, sono realizzate con l’apporto determinante di Google, con l’incremento esponenziale dell’uso di Internet e, contestualmente, la diminuzione della privacy”, abbiamo citato. Ma è l’uomo a dover decidere il proprio destino. Se non è andato tutto bene, è anche colpa nostra. Ora tocca a noi rialzarci. Questo agile volume prova ad indicare la strada da percorrere.

di Carlo Porcaro, giornalista professionista, scrittore e consulente