Petrini: trasformare i sistemi alimentari è un processo di liberazione da affrontare con gioia
Intervistato nel podcast CommCode23, il fondatore di Slow Food approfondisce l’impatto del sistema alimentare sulla crisi climatica, invitando a compiere scelte consapevoli, necessarie per la nostra sopravvivenza.
Anche se lo “sconquasso ambientale” e le sue conseguenze diventano sempre più evidenti e gravi, “dobbiamo avere speranza e dobbiamo sperare che le nuove generazioni prendano in mano il proprio destino in maniera più determinante, realizzando cambi di comportamento virtuosi” ha affermato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, intervistato nel podcast CommCode23 dedicato ai protagonisti che studiano e immaginano un futuro nuovo.
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L’urgenza della crisi climatica, ha proseguito, non può lasciare spazio all’indifferenza o all’inazione perché per la prima volta l’umanità si trova di fronte a un bivio, con il rischio di non sopravvivere alle crisi che abbiamo generato. Uno degli ambiti più critici in cui intervenire è la produzione alimentare globale, che da sola è responsabile del 37% delle emissioni di CO2. Particolarmente preoccupante è lo spreco alimentare: oggi produciamo cibo per 12 miliardi di persone, ma ne sprechiamo il 33%. “Un disastro che l’umanità non si può più permettere” ha spiegato Petrini, ricordando quante risorse, come suolo e acqua, vengano utilizzate e sprecate. Per cambiare il sistema serve l’impegno di tutta la società, dai cittadini che possono fare acquisti consapevoli ai ristoratori che scelgono di rifornirsi di prodotti locali sostenibili. “Alcuni vedono questo cambio di paradigma come una sorta di mortificazione” ha detto il fondatore di Slow Food, ma “è invece è un processo di liberazione e quindi va affrontato con gioia”.
Nell’episodio del podcast si è discusso anche del ruolo dell’intelligenza artificiale: secondo Petrini è importante esplorare in che modo l’AI possa essere messa al servizio dell’umanità, anche se bisogna ricordare che il vero cambiamento dipende dalla volontà individuale e dalle scelte politiche. Anche i media possono dare un contributo fondamentale: per Petrini la comunicazione deve essere “tempestiva”, fornendo informazioni sulla realtà dei fatti anche in anticipo, prima che le conseguenze diventino irreversibili.
Copertina: Ansa