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Giornata internazionale dell'energia pulita: a che punto siamo con la transizione green?

Nel 2024 le rinnovabili hanno coperto oltre il 40% del fabbisogno elettrico italiano, ma solo il 20% del consumo energetico complessivo. Cruciale l’equità: 685 milioni di persone nel mondo ancora senza corrente.

di Giorgia Verni, 21 anni

lunedì 26 gennaio 2026
Tempo di lettura: min

Il 26 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell’energia pulita, un momento per riflettere su uno dei processi più importanti del nostro tempo: la transizione energetica. Creata dalle Nazioni Unite, questa giornata ci ricorda quanto sia urgente passare a sistemi energetici sostenibili, che possano ridurre le emissioni di gas serra e allo stesso tempo favorire lo sviluppo economico e il benessere sociale.

L’energia è infatti al centro delle grandi sfide globali: dalla lotta al cambiamento climatico alla riduzione delle disuguaglianze, dalla sicurezza energetica alla crescita inclusiva. Parlare di energia pulita oggi significa interrogarsi non solo sulle tecnologie del futuro, ma anche sul modello di società che vogliamo costruire.

A che punto siamo con la transizione energetica in Italia?

Nel nostro Paese la transizione è in corso, ma il raggiungimento di una piena autonomia energetica resta una sfida complessa. Negli ultimi anni, ci sono stati progressi importanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, specialmente per l'elettricità. Nel 2024, le rinnovabili hanno coperto oltre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale, un risultato storico per il Paese: questo aumento è stato reso possibile grazie allo sviluppo del solare fotovoltaico e dell'energia eolica, che sono stati affiancati dall'energia idroelettrica e dalle bioenergie. In alcuni mesi del 2025, i dati segnalano che le fonti rinnovabili hanno coperto anche oltre il 55 % della domanda elettrica, confermando il ruolo sempre più centrale dell’energia pulita nel mix italiano. Tuttavia, se si guarda all’intero sistema energetico che include non solo elettricità, ma anche consumi termici e dei trasporti, la quota di energia da fonti rinnovabili è ancora bassa (circa il 20 % del totale), e quindi l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi 2030 fissati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), che prevedono una quota molto più elevata di rinnovabili nei consumi complessivi.

Energia pulita e accesso universale

La transizione energetica ha anche un’importante dimensione sociale. Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 685 milioni di persone nel mondo vivono ancora senza accesso all’elettricità, soprattutto nell’Africa subsahariana. Questa mancanza limita l’accesso all’istruzione, alla sanità e alle opportunità economiche, alimentando povertà e disuguaglianze.

In questo contesto, le rinnovabili rappresentano una soluzione strategica: sono più flessibili, spesso più economiche nel lungo periodo e adatte anche a contesti isolati o privi di grandi infrastrutture. La diffusione dell’energia pulita è quindi essenziale per il raggiungimento del Goal 7 dell’Agenda 2030, che mira a garantire energia accessibile, affidabile e moderna per tutti entro il 2030.

La Giornata Internazionale dell’energia pulita sottolinea anche un altro aspetto fondamentale: la transizione deve essere equa e inclusiva. Il cambiamento del sistema energetico comporta costi, riconversioni industriali e trasformazioni del mercato del lavoro. Per questo si parla sempre più spesso di “just transition”, una transizione capace di non lasciare indietro lavoratori, comunità e Paesi più vulnerabili. La cooperazione a livello internazionale, gli investimenti sia pubblici che privati e il ruolo delle imprese che si occupano di energia sono tutti aspetti fondamentali di questo processo. Questo dimostra che la transizione energetica, oltre a essere necessaria, può generare valore economico e sociale nei territori, migliorando la qualità della vita e creando nuove opportunità di sviluppo.

La Giornata internazionale dell’energia pulita ci ricorda che la transizione è ormai una necessità per il nostro futuro, e una strada che dobbiamo percorrere con decisione. Questo percorso richiede una visione chiara da parte della politica, una cooperazione a livello globale e la partecipazione attiva di tutti noi, come membri della società civile. La transizione energetica non è solo una questione ambientale, ma anche una questione di giustizia sociale e di equità: è il momento di agire, di prendere decisioni consapevoli e di lavorare uniti per costruire un mondo migliore.

Copertina: Benoît Deschasaux/unsplash