Rapporto 2020 sulle future possibilità: come essere sulla frontiera

Le sei tendenze più significative nel documento lanciato dagli Emirati Arabi Uniti e UN75.

di Andrea De Tommasi

Quali sono le possibilità di domani e in che modo i Paesi possono sfruttarle per ripristinare le loro economie nel mondo post-Covid? Il Rapporto 2020 sulle future possibilità si propone di rispondere a questa domanda, identificando sei tendenze trasformative che stanno emergendo e che possono impattare fortemente su una vasta gamma di settori nei prossimi 5-10 anni, aggiungendo fino a 30 trilioni di dollari all’economia globale entro il 2025. Il Rapporto, lanciato a luglio dagli Emirati Arabi Uniti con UN75 per il 75° anniversario delle Nazioni unite, è il frutto del lavoro di un gruppo di esperti da tutto il mondo, tra cui Enrico Giovannini, economista e portavoce dell’ASviS. Le sei tendenze trasformative hanno una natura sistemica e globale e si basano a loro volta su una serie di tendenze strutturali trasversali: invecchiamento della popolazione, reingegnerizzazione della vita urbana, aumento della mobilità globale, influenza delle giovani generazioni, cambiamento dei modelli commerciali globali, diversificazione dei flussi di investimento, espansione della classe media nelle economie emergenti e crescente interesse in misure di progresso diverse dalla crescita del Pil.

 

La prima tendenza si concentra sulla capacità di sviluppo, in particolare della cosiddetta “Economia degli Exabyte: dispositivi iperconnessi, dati e persone”, con un valore economico totale stimato fino a 8 trilioni di dollari entro il 2025. Con l’implementazione della tecnologia 5G, la connettività aumentata sarà guidata più dai dispositivi che dalle persone. Il flusso di dati migliorerà ulteriormente la capacità dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale (IA) di ottimizzare processi e servizi nel settore sanitario e nelle biotecnologie, nella finanza e nel settore automobilistico. “L’Internet of Things (IoT) - guidato da reti intelligenti, elettrodomestici, dispositivi indossabili, veicoli e dispositivi medici - si espanderà rapidamente. Ci saranno circa 3,5 miliardi di connessioni IoT entro il 2023, rispetto a un miliardo nel 2018. Attualmente ci sono il doppio dei dispositivi connessi rispetto alle persone; entro il 2035, sarà quasi 20 volte di più. L’implementazione del 5G consentirà flussi di dati ancora maggiori”, prevede il Rapporto. Il volume di entrate dell’IA dovrebbe raggiungere i 12 miliardi di dollari a livello globale entro il 2024. Jackie Hunter, Chief executive di Benevolent, sottolinea che l’IA sta già trasformando l’assistenza sanitaria, in particolare nella diagnostica e nel monitoraggio, mentre il suo impatto per ora è più contenuto nello sviluppo dei farmaci. Grandi aziende come Siemens e Philips stanno fornendo hardware e software per la radiologia. Start-up come Owkin utilizzano l’IA per sviluppare modelli diagnostici sempre più precisi su una vasta gamma di malattie.

 

La seconda tendenza “Economia del benessere: ridefinire la salute” presenta le possibilità emergenti legate al crescente interesse per la salute per il benessere fisico e mentale, con un valore potenziale di 7 trilioni di dollari in pochi anni. Dispositivi per la salute, nutrigenetica, app per il fitness pongono il benessere come un settore in grande crescita nei prossimi anni. I Paesi potenzialmente più avvantaggiati saranno quelli ad alto reddito, ma vi saranno molteplici opportunità anche per i Paesi a medio e basso reddito.

 

La terza tendenza “Economia net zero: soluzioni scalabili a basse emissioni di carbonio" esplora l'aumento generale della domanda di energia, che potrebbe produrre oltre 2,3 trilioni di dollari entro il 2025, e gli sforzi globali per ridurre le emissioni di carbonio.  Le energie rinnovabili rappresentano ancora una piccola percentuale del consumo totale di energia a livello globale. Tuttavia, le rinnovabili di nuova generazione e le soluzioni di efficienza energetica stanno spingendo la domanda verso un’economia a emissioni zero. Un numero crescente di Paesi sta introducendo nuove politiche e stabilendo obiettivi a lungo termine. “Il mondo sta diventando più affamato di energia, poiché la domanda cresce nei mercati emergenti e più energia viene consumata dall’elaborazione dei dati e dai dispositivi”. Wolfgang Lehmacher, esperto di supply chain, sottolinea il ruolo dei carburanti a idrogeno nella transizione verso un’economia “net-zero”. Tuttavia, dice che produrre idrogeno senza emissioni di gas serra è costoso. “L’idrogeno verde, che utilizza energie rinnovabili per alimentare l’elettrolisi, rappresenta solo il 4% della produzione globale. Il resto proviene da gas naturale (48%), petrolio (30%) e carbone (18%), noti collettivamente come idrogeno blu se la CO2 emessa viene catturata e immagazzinata e idrogeno grigio se non lo è”. Mentre la Commissione europea potrebbe sviluppare una strategia specifica sull’idrogeno, Lehmacher ha ricordato che l’impulso maggiore potrebbe arrivare dalla Cina, secondo cui l’idrogeno rappresenterà il 10% del sistema energetico del Paese. Secondo il Rapporto, il potenziamento delle tecnologie, unite alla loro competitività economica rispetto a quelle prodotte in serie, sarà fondamentale per raggiungere un’economia a emissioni zero. Jodie Roussell, capo della divisione Smart grid di Planair SA, ha evidenziato il ruolo chiave dei governi nazionali, che “dovrebbero fissare obiettivi e livelli tariffari chiari per le energie rinnovabili, abbastanza in anticipo per consentire alle imprese di pianificare, il che incentiva gli investimenti a lungo termine”.

 

La quarta tendenza si concentra su “Economia circolare: non sprecare”, poiché la crescente consapevolezza dell'opinione pubblica sulla sostenibilità continuerà ad aprire nuove possibilità di mercato (per un totale di 4,5 trilioni di dollari), attraverso le catene del valore basate sull'ottimizzazione dell'uso delle risorse e sulla riduzione degli sprechi. L’economia circolare, il riciclo e l’upcycling diventeranno più sempre più diffusi. I settori che avranno le maggiori opportunità saranno i servizi finanziari, in termini di investimenti su progetti a basse emissioni di carbonio, beni di consumo, energia, petrolio e gas, tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le città introdurranno nuovi sistemi per ridurre il loro impatto ambientale riducendo gli sprechi, riciclando risorse e generando energia in modo più pulito. Ma le soluzioni tecnologiche miglioreranno anche in settori come i sostituti sostenibili della plastica - un mercato globale del valore di oltre 522 miliardi di dollari nel 2017 - e l’approvvigionamento idrico. Le dimensioni del mercato delle reti idriche intelligenti dovrebbero aumentare da 2,6 miliardi di dollari nel 2016 a 7,2 miliardi nel 2025.

 

Sebbene di profilo inferiore rispetto alle altre, la quinta tendenza “La bioeconomia: nuova agricoltura e biomateriali” ha il potenziale per aprire nuove possibilità di mercato per vari settori in tutto il mondo (energia, edilizia, ingegneria, chimica) in materia di agricoltura e materiali biologici emergenti, che potrebbero valere oltre un trilione di dollari entro il 2025. I rapidi progressi nei biomateriali, nelle scienze delle piante e nella biologia sintetica porteranno a scoperte in settori quali materiali biodegradabili, colture resilienti, raffinazione del combustibile dai rifiuti agricoli e sostituti delle proteine animali. È probabile che, sulla base dell’esperienza del Covid-19, molti Paesi ripensino le politiche di sicurezza alimentare evidenziando la necessità di una produzione locale e regionale più forte. D’altra parte la bioeconomia ha un forte potenziale in Africa sub-sahariana, dove diversi Paesi (tra cui Kenia, Nigeria e Sudafrica) dispongono di una notevole quantità di energia e una domanda crescente di energia pulita. Secondo le stime, il mercato della bioeconomia a livello globale potrebbe valere 1 trilione di dollari entro il 2025.

 

La sesta tendenza esamina l'interesse delle società a fornire servizi di esperienza personalizzati su misura per le esigenze dei clienti nell'ambito di "Economia dell'esperienza: dalla proprietà all'utenza". Le nuove tendenze potrebbero costruire entro il 2025 un'economia guidata dall'esperienza fino a 6,5 trilioni di dollari. Il desiderio di sperimentare, piuttosto che di consumare, sta scalando dai mercati di fascia alta a quelli di massa. Il turismo esperienziale rappresenta una quota crescente del mercato globale dei viaggi e la realtà virtuale e tattile sta diventando più sofisticata e conveniente, consentendo l’espansione del già redditizio mercato delle esperienze virtuali. Brand come Ikea e Ralph Lauren stanno usando la tecnologia per ripensare l’esperienza del cliente, dalle cuffie per la realtà virtuale per la pianificazione della cucina agli specchi per spogliatoi interattivi e aumentati. Lo sviluppo dei chatbot, progettati per simulare la conversazione con un essere umano, consentiranno sempre più la personalizzazione del servizio, mentre la stampa 3D amplierà le opportunità di personalizzare i prodotti.

 

Mohammad Al Gergawi, ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, ha definito il Rapporto un’opportunità unica per ripristinare il modo in cui produciamo, consumiamo, socializziamo e interagiamo, sottolineando l’importanza dell’attrazione del capitale umano come motore di sviluppo e costruzione di futuro, sul modello di quanto fatto da Dubai negli ultimi anni.

 

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di Andrea De Tommasi

Giovedì 06 Agosto 2020