“Town hall” con i sei candidati alla carica di segretaria/o generale dell’Onu
I candidati alla successione di António Guterres alla guida delle Nazioni Unite si sono confrontati con le domande del pubblico: come rispondere alle sfide epocali per l’umanità in una delle fasi più conflittuali della storia
Il 23 luglio a New York, nella grande sala dell’Assemblea generale dell’Onu, si è svolta la “Town Hall” delle Nazioni Unite con i candidati alla carica di segretario generale.
La “Town Hall”, è una modalità definita di dibattito pubblico in diversi contesti utilizzata dalle autorità per avviare discussioni, condividere informazioni o comprendere le esigenze della comunità.
Nel contesto delle Nazioni Unite, questa Town Hall si è svolta mettendo a confronto la visione e le priorità presentate dai sei candidati alla carica di segretario generale dell’Onu con domande dirette dal pubblico selezionato tra rappresentanti degli Stati membri, organizzazioni della società civile e membri dello staff delle Nazioni Unite.
Facendo seguito ai precedenti formali dibattiti con i singoli candidati avvenuti tra aprile e giugno di quest’anno, l’incontro è stato organizzato dall'Ufficio della presidenza dell'Assemblea generale con il supporto di Bloomberg come media-partner.
Introducendo il dibattito, la presidente dell’Assemblea generale Annalena Baerboeck ha rimarcato che “la persona che sceglieremo non sarà solo il volto di questa casa dell'umanità, ma anche il suo custode. In un momento di sfide senza precedenti, ma anche di nuove opportunità, lei o lui si dovrà fare portavoce della Carta delle Nazioni Unite e di tutti e tre i suoi pilastri: pace e sicurezza, sviluppo sostenibile e diritti umani.”.
I giornalisti moderatori Hain Ahren e Romaine Bostick hanno sintetizzato il quadro di contesto rimarcando che il prossimo segretario generale entrerà in carica in un momento in cui “le sfide globali si fanno sempre più interconnesse, mentre la cooperazione internazionale si fa più difficile”. Il nuovo segretario dovrà assumere l’eredità di un’istituzione chiamata a rispondere alle crisi emergenti, quali i persistenti conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, il crescente divario economico con i Paesi in via di sviluppo, dovrà confrontarsi con l'avanzata dirompente dell'Intelligenza artificiale, gestire l'intensificarsi e la polarizzante competizione per l'influenza globale tra le principali potenze mondiali, provvedere all’assistenza umanitaria di milioni di persone nel mondo.
A fronte di ciò, la capacità d’azione del segretario generale è definita da un perimetro che viene così descritto: “Il Segretario Generale non comanda eserciti. Non emana leggi. Il suo ruolo si basa sulla diplomazia, sulla capacità di persuasione e sull'abilità di riunire i 193 Stati membri per trovare un terreno comune sulle sfide più urgenti del mondo”.
Le candidature alla carica di segretaria/o generale hanno seguito in linea di massima gli indirizzi espressi dell’Assemblea generale dell’Onu nella risoluzione A/RES/79/327 del 5 settembre 2025 (approvata per consenso e senza votazione), quali;
- considerare un bilanciamento geografico riguardo alle nomine dei capi esecutivi dell'Organizzazione, incluso il Segretario generale;
- valutare seriamente la possibilità di candidare donne alla carica di Segretaria generale, notando con disappunto che fino ad oggi nessuna donna ne abbia mai assunto la carica.
Il criterio della rotazione geografica ha determinato il fatto che quattro candidate e un candidato hanno nazionalità dall’America latina e un unico sesto candidato dall’Africa. Le candidature hanno dunque una prevalenza di quattro donne su sei candidati.
Le/i candiate/i, formalmente rispettano l’auspicio condiviso dall’Assemblea generale dell’Onu “d’incarnare i più elevati standard di efficienza, competenza e integrità, nonché un fermo impegno verso gli scopi e i principi della Carta”, presentando tutte/i profili di alta competenza ed esperienza diretta in posizioni anche cardine sia a livello nazionale che nelle istituzioni delle Nazioni Unite.
Le lettere di presentazione della visione e le posizioni comunicate anche durante la Town Hall, confermano l’adesione dei candidati all’assunzione di un ruolo di Segretaria/o generale rispettoso del ruolo e del fermo impegno a perseguire i principi e gli scopi della Carta.
Le/i candidate/i sono:
- Michelle Bachelet - già Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, direttore esecutivo di Un Women, presidente del Cile per due mandati;
- Maria Espinosa - già presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, ministro dell’Ecuador per due mandati negli Affari esteri e per la difesa nazionale
- Rafael Mariano Grossi - attuale direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (Iaea), già ministro degli Affari esteri in Argentina con una lunga carriera diplomatica internazionale alle spalle;
- Rebeca Grynspan - attuale segretaria generale della Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo (Unctad), già sottosegretaria generale del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), e vice presidente del Costa-Rica;
- Carolyn Rodriguez Birket - già ministro in Guyana in diversi mandati, con diversi incarichi di rappresentanza in processi intergovernativi delle Nazioni Unite anche presso il Consiglio di sicurezza, quale membro permanente della Guyana presso le Nazioni Unite;
- Macky Sall - già presidente del Senegal, presidente dell’Unione africana, attualmente presidente del centro mondiale per l’adattamento al cambiamento climatico.
Durante la Town Hall le /i candidate/i hanno presentato la loro visione di mandato e illustrato come il proprio bagaglio di esperienze possa rappresentare una base convincente per l’assunzione dell’incarico. Le domande rivolte alle/ai canditate/i, sono state in particolare indirizzate a comprendere quali azioni, una volta assunto l’incarico, le/i candidate/i pensano di adottare per affrontare i problemi cruciali, quali la difficoltà di trovare intese diplomatiche in sede di Consiglio di sicurezza anche a causa del potere di veto dei membri permanenti, di porre fine e arginare le ripetute violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario internazionale, la capacità di risposta ai cambiamenti climatici, la crisi del debito dei Paesi in via di sviluppo, la crisi di finanziamento delle Nazioni unite.
A diverso titolo sono emersi i temi e gli impegni dell’Agenda 2030 e del Patto sul futuro, in particolare i processi di riforma promessi con il Patto. Le risposte delle/dei candidate/i, con modalità e diversità anche di stile e di argomentazioni, si sono concentrate sul ruolo di Segretaria/o come autorità morale, come abilitatore e costruttore del dialogo delle parti in causa nei conflitti in corso o già solo minacciati, con un ruolo di guida imparziale al di sopra delle parti ma ancorato ai principi, agli scopi, agli strumenti disposti dalla Carta dell’Onu. Le/i candidate/i hanno sottolineato a diverso titolo l’importanza fondamentale della costruzione della fiducia nel ruolo dell’Onu quale riferimento irrinunciabile per la risoluzione dei conflitti e della capacità di risposta alle sfide, attraverso la credibilità e la dedizione personale nel servizio della/del Segretaria/o generale e del suo staff.
Come ricorda la citata risoluzione A/RES/79/327 il segretario generale selezionato dovrebbe prestare giuramento durante l'ultimo trimestre dell'anno precedente all'assunzione dell'incarico, tenendo conto della necessità di concedere allo stesso un tempo sufficiente per prepararsi al suo mandato.
Conformemente all'articolo 97 della Carta dell’Onu, sarà necessario raggiungere un’intesa sulla/sul candidata/o da parte del Consiglio di Sicurezza. Sulla base della raccomandazione che il Consiglio di sicurezza formulerà, toccherà poi all'Assemblea Generale adottare l’atto di nomina.