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L’Assemblea sul Futuro alla Camera: “Un percorso di dialogo per generare opportunità”

Presentato ai Gruppi parlamentari il progetto di Ecosistema Futuro. Al centro, una visione di lungo periodo e il confronto tra generazioni, dalle Piazze sul Futuro alla Costituente. Giovannini: “Cambiamento epocale, compito di tutta la società”.

giovedì 24 settembre 2026
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Guardare oltre l’emergenza, immaginare dove vogliamo essere tra trent’anni e alle giovani e ai giovani un ruolo da protagonisti nella costruzione del futuro. Sono alcuni dei temi emersi dalla presentazione alla Camera dei Deputati, il 23 settembre, della Costituente e del percorso verso l’Assemblea Nazionale sul Futuro, promossi dall’ASviS nell’ambito di Ecosistema Futuro.

Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista e fondatrice di Strategic Partners Manuela Rafaiani, è stato il vicepresidente della Camera Sergio Costa: “Sono lieto di sapere che c’è un percorso fondato sugli under 35. Mi piace molto questa idea e mi piace conoscere una visione che punta a costruire il futuro. Serve una visione di sano pragmatismo. Nella scorsa legislatura, con il contributo di tanti, abbiamo modificato l’articolo 9 della Costituzione, e oggi le future generazioni rappresentano un gancio”.

Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, ha ripercorso la genesi e le radici culturali dell’Assemblea: “L’iniziativa non è estemporanea, ma si colloca all’interno di Ecosistema Futuro, che ha un obiettivo ancora più ambizioso: portare il futuro al centro del dibattito del Paese. Si legge spesso che c’è un eccesso di short-termismo e questo spinge a non avere un atteggiamento da cui derivano scelte lungimiranti. L’ASviS fin dal 2016 aveva proposto di cambiare la Costituzione, tutto questo è arrivato nel 2022 con il riferimento all’interesse delle future generazioni. Un passo importantissimo, ma non basta. Per questo abbiamo stimolato il governo a introdurre la Valutazione d’impatto intergenerazionale”. Giovannini ha sottolineato che “realizzare questo cambiamento epocale è compito dei partiti ma anche di tutta la società”. In questo quadro si inseriscono inoltre le “Piazze sul Futuro” promosse da Ecosistema Futuro: “Se ne sono svolte sei, una ventina sono programmate nelle prossime settimane, è un format che coinvolge giovani e non solo. Una sorta di ‘audizioni’ parlamentari per ascoltare. Il successo di queste iniziative ci dice che forse stiamo interpretando la sensibilità di cambiare le cose”. E proprio mentre alla Camera si presentava il percorso, la Costituente, composta da 40 giovani under 35 e 12 mentor, ha tenuto la sua seconda sessione plenaria.

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di Redazione

Elena Cattaneo, senatrice a vita e mentor della Costituente, si è soffermata sul ruolo della scienza per realizzare futuri desiderabili: “È quello di mettere a disposizione un metodo. L’idea qui è forte: si tratta di rendere i giovani protagonisti del proprio futuro. L’esperimento è ben strutturato e il contenitore è importante, è uno spazio neutro giovane che porterà all’Assemblea Nazionale sul Futuro per poi aprirsi a confronto istituzionale”. Sul compito dei mentor, Cattaneo ha osservato: “Non è certo quello di dare risposte, ma di contribuire a liberare lo spazio affinché le domande possano crescere, ramificarsi ed emergere e consolidarsi”. Poi la senatrice a vita si è rivolta direttamente al pubblico: “C’è una domanda che non vedo mai emergere: ma noi come Paese dove vogliamo essere tra 30 anni, dove vogliamo primeggiare, cosa vogliamo insegnare agli altri nel mondo? Vogliamo essere quelli che curano il maggior numero di malattie? Vogliamo inventare materiali nuovi o inesistenti? Vogliamo essere quelli che inventano le migliori strategie di presa in carico degli altri, dei più fragili? Perché il nostro progetto per il futuro ancora non c’è”. E sul rapporto tra futuro e giovani ha concluso: “Il cervello dei nostri giovani è il bene più prezioso del nostro Paese”.

Sono quindi intervenuti Alice Morabito ed Eugenio Russo, presidenti della Costituente. “Con i miei coetanei c’è tanta discussione sul futuro”, ha detto Morabito. “Nella scelta dell’università c’è un misto tra entusiasmo e preoccupazione. Sono onorata di aver assunto il ruolo di presidente, in questi incontri ho potuto notare quanta voglia di mettersi in gioco ci sia, voglia di agire e di creare qualcosa di concreto. Il punto forte della Costituente è la diversità: età e provenienza geografica diversa, con un obiettivo unico: prendersi cura del nostro futuro, creare insieme qualcosa di positivo”.

“La parola futuro negli ultimi anni è stata troppo abusata”, ha osservato Russo. “Serve uno spazio dove i ragazzi vogliano avere voce in capitolo per progettare cose che magari nel 2050 o 2060 saranno realizzate. Non è politica, preferisco chiamarlo percorso di dialogo per generare opportunità”.

È stata quindi la volta dei presidenti dei Gruppi parlamentari. Luana Zanella, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha commentato: “La presentazione del vostro lavoro è molto promettente. Quello che voi state facendo è proprio politico. Il futuro è buio, ma il buio apre al nuovo. Ma bisogna lavorarci dentro. In un periodo non molto chiaro, il fatto che voi veniate da noi con una proposta così concreta e credibile è una via piena di speranza”.

Sulla stessa linea Maria Elena Boschi di Italia Viva: “Mi piace molto l’idea perché si affianca alle istituzioni con mentor autorevoli, è un progetto che interagirà col prossimo Parlamento. Uno strumento di supporto per noi legislatori. Spesso il nostro limite è di vivere un po’ immersi nel presente. Avere un luogo di elaborazione e di proposta rende molto più liberi. Il futuro non si eredita, i giovani hanno diritto a scriverlo come ritengono più opportuno. Oggi i giovani chiedono: cosa devo studiare? È molto più difficile immaginare quale lavoro esisterà nel loro futuro”.

Chiara Braga, del Partito Democratico, ha invitato la politica a superare la “logica dell’emergenza”: “Questa legislatura ha prodotto legislazione per quasi il 60% tramite decreti legge, nonostante l’articolo 77 della Costituzione dica che quella modalità è ammessa nei casi straordinari di necessità e urgenza. È qualcosa che deve interrogarci sull’incapacità invece di avere uno sguardo lungo. Occorre riconoscere ruolo e centralità ai giovani in una fase storica in cui sono ignorati o rappresentati come un problema, da punire, da isolare, da contrapporre. Mentre sono la più straordinaria risorsa di questo Paese”.

Enrico Costa, di Forza Italia, ha definito l’iniziativa “una grande lezione data dai giovani alla politica. Il professor Giovannini ha messo qui insieme tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione hanno trovato una convergenza, è una notizia molto significativa. Oggi, se non c’è uno sguardo organico al futuro, una grande responsabilità è della politica. Grazie per il richiamo che ci avete fatto”.

Ha concluso Matteo Richetti di Azione, rivolgendosi ai giovani in sala: “Il vostro nemico è la retorica, perché voi siete qui ad affiancare un luogo che non è più in grado tecnicamente di introdurre il futuro. Non pensate di risolvere tutto nel rapporto col Parlamento, con le leggi, perché oggi la crisi di questo tempo non è data solo da cattive leggi o mancanza di leggi”. Per questo, ha aggiunto, “noi abbiamo parlato tanto della parola futuro, ma il futuro è la meta, è la strada che porta a quel futuro”.