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A Parma la prima “Piazza sul futuro” per immaginare l’Italia di domani

Energia, lavoro e innovazione al centro dell’evento realizzato nell’ambito di Ecosistema Futuro. Avviato il percorso verso l’Assemblea nazionale sul futuro. Nel pomeriggio sei workshop su temi cruciali, dal clima alle politiche dell’abitare.

venerdì 15 maggio 2026
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Idee e visioni per il futuro, ma anche proposte concrete e soluzioni già disponibili. Enti locali, rappresentanti di università e centri di ricerca, imprenditrici e imprenditori, e soprattutto tanti giovani danno vita a un confronto sui grandi temi del presente e del futuro: energia, lavoro e innovazione. L’evento “Futuro in corso: giovani idee per l’Italia”, realizzato a Parma nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile e del progetto Ecosistema Futuro promosso dall’ASviS, smentisce il luogo comune di giovani disinteressati alla politica e dà il via alla prima Piazza sul futuro, un percorso di partecipazione civica dal basso e a trazione giovanile che attraverserà il Paese con proposte e iniziative verso il 2050.

Ad aprire l’evento, moderato da Andrea Grieco di ASviS e Livia Viganò di Factanza, è Michele Guerra, presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma e sindaco del Comune di Parma, che racconta alcune delle azioni intraprese dalla città, dall’impegno per la neutralità climatica al 2030 alla nomina di un assessorato dedicato esclusivamente alle comunità giovanili e l’introduzione di uno youth test per valutare l’impatto intergenerazionale delle delibere del Comune. “Noi dobbiamo tenere vivo e alimentare l’intelligenza e il ‘pensiero diverso’ dei giovani e far vedere alle ragazze e ai ragazzi che le loro idee hanno un peso e sono applicate dalla politica, altrimenti si crea sfiducia, distanza tra le generazioni e disimpegno dei giovani rispetto alla politica” sottolinea il sindaco. Anche Anita Riccardi del Consiglio locale dei giovani di Parma spiega l’importanza di coinvolgerli nel disegno delle politiche e di creare spazi che accolgano la pluralità di voci perché “spesso i giovani vengono inseriti in un’unica bolla, ma sono diversi e hanno istanze, esigenze e identità diverse”.

Sale poi sul palco Giulia Di Donato, co-coordinatrice dell’area partecipazione di Ecosistema Futuro, per presentare il percorso verso l’istituzione dell’Assemblea nazionale sul futuro, “il primo esperimento di democrazia deliberativa in Italia dedicato alle politiche di lungo periodo”. Un campione di cittadine e cittadini avvierà un processo di riflessione, dialogo e partecipazione civica per dialogare su temi rilevanti per le politiche pubbliche per il futuro ed elaborare proposte di policy da consegnare poi ai policy maker e alle istituzioni.

Per tutto il 2026, inoltre, una Costituente, di cui fanno parte 40 giovani under 35 e 12 mentor, tra cui Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, discuterà le regole e le modalità di realizzazione dell’Assemblea, e i macro-temi che verranno discussi. Una piattaforma online permetterà una partecipazione diffusa sul territorio nazionale. Tutte e tutti potranno infatti organizzare “Piazze sul futuro”, ossia spazi informali di discussione e riflessione.

Il primo panel della mattinata riguarda il futuro dell’energia. Secondo Giovanni Gazza, chief financial officer di Iren, “il futuro dell’energia non ci deve spaventare” perché le tecnologie, le fonti rinnovabili e il risparmio energetico offrono soluzioni concrete a questa sfida. La vera sfida è “passare dalla teorizzazione della sostenibilità all’azione”. Sull’importanza della tecnologia e dell’innovazione si sofferma anche Federico Cuppoloni, director di CleanTechForItaly: “ci sono due tipi di tecnologie. Le prime sono le tecnologie mature che vanno solo messe a terra, per cui è necessario creare infrastrutture e un quadro normativo chiaro”, spiega Cuppoloni, “e poi ci sono tecnologie ancora in fase di sviluppo, come lo stoccaggio a lungo termine, che rappresentano un’opportunità industriale per l’Europa e per l’Italia”.

L’Italia però è ancora molto dipendente dai combustibili fossili. “Allontanarci da questa dipendenza è fondamentale per la decarbonizzazione e per garantire un clima vivibile alle future generazioni, ma anche per la sicurezza energetica” sottolinea Alice Di Bella, ricercatrice del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Per farlo occorre investire nelle fonti rinnovabili, che permettono anche di abbassare i costi dell’energia per famiglie e imprese, e nell’elettrificazione per distribuire l’energia in tutto il Paese.

Il secondo panel si concentra sul futuro del lavoro. Tomaso Greco, co-fondatore di Adesso! e Generazione sospesa, parla della necessità di assicurare all’Italia una crescita economica costante perché “un Paese che diventa più povero difficilmente diventa più giusto. La crescita da sola non basta, è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per una maggiore giustizia sociale”. Oggi, invece, ci troviamo di fonte a generazioni che vedono le proprie condizioni di vita peggiorare rispetto a quelle dei propri genitori, nonostante un livello di istruzione e di innovazione migliori. Marco Leonardi, professore dell’Università degli Studi di Milano, si sofferma sulla fuga dei giovani all’estero, un fenomeno che, unito al calo delle nascite, rischia di compromettere la stabilità dell’intero sistema italiano. Per questo, secondo Leonardi, occorre “fare attenzione all’attrattività delle nostre città, concentrandosi non solo sui salari, ma anche sui costi degli affitti e sui servizi offerti”. Uno dei grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nel mondo del lavoro è la perdita del senso di solidarietà di classe e la diffusione di una narrazione individualista. “C’è solo la competizione individuale: se vai bene è merito tuo, se non ce la fai è colpa tua” sottolinea Marta Fana, ricercatrice dell’Università di Parma, “è una narrazione che vuole disunire, ma in realtà c’è ancora tanto fermento, le persone continuano a lottare”.

Salgono poi sul palco due studentesse del Liceo Ulivi di Parma, Eva Bianchi e Caterina Carmosino, per raccontare il progetto, realizzato dalla loro classe sotto la supervisione della professoressa Sandra Tonna per Parma Città europea dei giovani 2027, con l’obiettivo di valorizzare le attività per i giovani presenti nella città.

L’ultimo panel della giornata riguarda il futuro dell’innovazione. Raffaele Del Monaco, capo delle relazioni strategiche di Entopan, parla dell’importanza di perseguire una “innovazione armonica” orientata al progresso della persona, al bene comune e all’interesse delle future generazioni. “Non è solo un discorso di fare del bene”, sottolinea Del Monaco, “ma anche di efficacia e pratica perché l’innovazione armonica conviene”. Segue poi il racconto di due giovani che, con le loro start up, stanno concretizzando l’innovazione armonica: Giulia Di Tomaso, chief technical officer e co-founder di Heremos, con una tecnologia in grado di monitorare in modo non invasivo le reazioni fisiologiche dei pazienti e aiutare le aziende farmaceutiche e le strutture sanitarie a fornire terapie migliori ai pazienti; Alessandra Accogli, Ceo e co-founder di Sinergyflow, con una batteria a celle di flusso per stoccare grandi quantità di energia e contribuire alla democratizzazione dell’accesso all’energia. Per Di Tomaso e Accogli è necessario incentivare una cultura dell’innovazione nel nostro Paese, attraverso programmi di open innovation e politiche industriali che favoriscano l’adozione di tecnologie innovative.