I video per bambini di bassa qualità minacciano apprendimento e sviluppo cognitivo
Filmati fuorvianti, narrazioni incoerenti, informazioni contraddittorie: i contenuti per l’infanzia generati dall’intelligenza artificiale stando invadendo YouTube, simulando scopi educativi che non ci sono.
Un cavallo animato con due braccia e quattro zampe esce da un uovo; un elefante rosa, un fenicottero arancione e una giraffa viola eseguono salti improbabili su una fune; una mano spruzza vernice in un bicchiere d’acqua e ne escono animali con la coda da sirena.
Sono solo alcuni esempi di video generati dall’intelligenza artificiale, di bassa qualità e con contenuti fuorvianti, che si stanno diffondendo su YouTube, e in particolare su YouTube Kids. I canali che li producono dichiarano di insegnare ai “bambini piccoli” e “in età prescolare” a riconoscere le lettere dell’alfabeto e le specie animali. In realtà non va esattamente così.
Si tratta di filmati in cui gli animali hanno spesso parti del corpo che non corrispondono alla realtà, le storie sono prive di coerenza e la durata breve (30 secondi circa, gli “Shorts” di YouTube) del filmato lascia poco spazio per sviluppare trame, fornire informazioni e contesto necessari ai bambini per apprendere e sedimentare.
“A mio avviso, l'insensatezza di questi video rappresenta un problema enorme, perché servono solo a catturare l'attenzione”, ha dichiarato al New York Times Jenny Radesky, pediatra specializzata in disturbi dello sviluppo e del comportamento e professoressa associata di pediatria dell'Università del Michigan. “E nel peggiore dei casi, sono talmente fantastici e pieni di elementi che catturano l'attenzione da sovraccaricare cognitivamente il bambino”. Questi contenuti hanno milioni di visualizzazioni e i canali ne pubblicano anche più di uno al giorno.
Molti degli account proprietari sono però anonimi, privi di dati che permettano di risalire a chi li possiede. Altri, come Suno Kids TV, no.
La creator dietro Suno Kids TV, un canale di settore abbastanza famoso, si chiama Syeda Jaria Hassan, ha 29 anni, vive a Sargodha, nel Punjab, in Pakistan e ha dichiarato al NYT di aver imparato da sola a realizzare video con l'intelligenza artificiale, utilizzando Whisk e Runway di Google. Ha anche detto che la creazione di contenuti per bambini è diventata il suo lavoro a tempo pieno.
Hassan racconta di aver deciso di dedicarsi alla creazione di contenuti per l’infanzia dopo aver insegnato in una scuola Montessori a bambini dai quattro agli otto anni. Il suo canale viene descritto come “educativo” e progettato per l’“intrattenimento dei più piccoli”, anche se molti dei suoi video potrebbero rientrare sotto il termine cappello di “slop”, la spazzatura generata dall’AI. Il suo contenuto più famoso (rimosso dopo l’articolo del Times, ma se ne può trovare una versione spagnola qui) che ha ottenuto oltre 370 milioni di visualizzazioni, mostra animali spettrali ricoperti di cicatrici e dotati inquietanti occhi verdi.
Effetti che potrebbero distrarre i bambini, oltre a terrorizzarli. A questa obiezione Hassan ha risposto che anche i canali televisivi e su YouTube fanno ampio uso di effetti visivi e che lei si limita a seguire un modello esistente da anni.
Sicuro, ma non è il punto. Secondo gli esperti di educazione i contenuti multimediali per l’infanzia devono prevedere una narrazione chiara (inizio, svolgimento e fine) e personaggi con cui i bambini possano identificarsi. Aspetti che i video di Hassan non includono.
Rachel Barr, psicologa dello sviluppo e direttrice del Georgetown University Early learning project, ha osservato che i libri di fiabe, come alcuni contenuti educativi ben strutturati, seguono proprio questi pattern. Guardate la differenza tra un video qualunque di Suno Kids Tv e Daniel Tiger's Neighborhood, un cartone che segue le avventure di una giovane tigre animata che insegna abilità di vita e strategie sociali (in questo caso a lavarsi i denti), prodotto con la collaborazione di esperti di sviluppo infantile. Daniel Tiger crea una storia, fa lunghe pause per lasciar sedimentare le informazioni, interagisce con i giovani spettatori. “Quella scintilla di connessione umana è tutto”, ha detto Ellen Doherty, responsabile creativa di Fred Rogers Productions, società di produzione statunitense specializzata in programmi per l’infanzia.
E quindi, questi creator vogliono il male dei più piccoli? Sicuramente no, ma la motivazione vera non è più confortante. I video brevi, appariscenti e a basso impegno cognitivo attirano l’attenzione dei bambini, moltiplicando le visualizzazioni e permettendo di monetizzare. Mentre quelli lunghi e articolati faticano a fare breccia.
Copertina: Christian Wiediger/unsplash