Decidiamo oggi per un domani sostenibile

Nel 2026 l’energia geotermica potrebbe vivere la sua vera giovinezza

Negli Stati Uniti molte startup stanno provando ad applicare tecniche “innovative” per dare una spinta al settore. Fracking, trivellazione orizzontale e sistemi a circuito chiuso. La Iea prevede un salto dagli attuali 15 gigawatt di produzione globale a 800 entro il 2050.

giovedì 27 novembre 2025
Tempo di lettura: min

Una rivoluzione sta avvenendo anche se nessuno lo sa. Nella contea di Beaver, appena fuori dalla città di Milford, nello Utah, la geotermia sta vivendo la sua seconda (o forse prima) giovinezza. Fervo Energy, startup sostenuta da Bill Gates, Google e altri investitori di alto livello, sta dimostrando che le tecniche di estrazione petrolifera potrebbero essere utilizzate per dare all’industria geotermica, che non è mai riuscita veramente a decollare, la sua grande occasione.

Secondo l’Economist, fino a oggi questo tipo di energia si è consolidata solo in alcune zone dell’Islanda e della Nuova Zelanda, date le condizioni particolarmente favorevoli del terreno, che includono forti pressioni di vapore e calore intenso a una distanza sufficientemente vicina alla superficie da poter essere sfruttata con tecniche di perforazione convenzionali. Limitazioni che spiegano per quale motivo “a oltre un secolo dal suo primo utilizzo, in Italia, ad esempio, la geotermia fornisce meno dell’1% dell'elettricità totale”.

Perché la geotermia potrebbe guadagnare posizioni tra le energie del futuro

Secondo le previsioni, i costi della geotermia di ultima generazione potrebbero scendere dell'80% entro il 2035. Ma occorrono più investimenti e politiche per abbattere gli ostacoli amministrativi.

 

I pionieri delle tecniche di “geotermia avanzata”, tra cui Fervo Energy, sono invece convinti di poter applicare tecniche di estrazione petrolifera, come il fracking e le trivellazioni orizzontali, per permettere alla geotermia di diffondersi. Fervo ha dimostrato per esempio che la sua tecnologia permette una riduzione del 70% dei tempi di perforazione. E nel 2026 passerà dalla teoria ai fatti. La startup ha stipulato un contratto per la fornitura di 320 megawatt di energia con la Southern California Edison, azienda di servizi pubblici, registrando “il più grande contratto commerciale mai stipulato per l'energia geotermica”.

Ma non ci sono solo Fervo e le sue tecniche ispirate al fracking. L’Economist parla anche dei sistemi “a circuito chiuso”, che utilizzano perforazioni e tubi per creare, per l’appunto, un sistema chiuso per la circolazione della pressione geotermica a grande profondità. Eavor, azienda canadese pioniera del settore, prevede di fornire presto energia in un impianto in Baviera, nella Germania meridionale. Xgs Energy, startup americana a circuito chiuso, ha concluso da poco un accordo per la fornitura energetica con Meta.

A differenza dell'eolico e del solare, sottolinea il quotidiano inglese, la geotermia fornisce energia “stabile” 24 ore su 24. Sage Geosystems, altra startup americana che ha un accordo con Meta, sta sperimentando un sistema per accumularla, questa energia. In Texas, l'azienda ha costruito un impianto per pompare acqua ad alta pressione in pozzi, rilasciandola poi quando serve per fare girare una grande turbina, creando di fatto una gigantesca batteria.

Dati i risultati promettenti, il Dipartimento dell'Energia americano ha rivisto le sue previsioni per i prossimi anni. Entro il 2050, le tecnologie geotermiche, dai quattro gigawatt all’anno previsti negli Usa, ne potrebbero produrre fino a 300, circa il triplo dell'attuale produzione nucleare del Paese. Anche l'Agenzia internazionale per l'energia ha riadattato le sue stime sul lungo termine. Per la Iea si potrebbe passare dagli attuali 15 gigawatt a livello globale a oltre 800 nel 2050. E il 2026, in questo senso, dovrebbe essere l’anno in cui la rivoluzione ha inizio.

Copertina: Federica Bisso/unsplash