Decidiamo oggi per un domani sostenibile

Transizione energetica: le opportunità offerte dal mare

I risultati ottenuti durante il periodo di sperimentazione dell’Altalena di Archimede dimostrano il ruolo che l’energia marina può avere nella fornitura di elettricità da fonti non inquinanti.

di Maddalena Binda

Lo sviluppo dell’energia marina, grazia agli investimenti pubblici e privati, è in continua crescita: come sottolinea Ocean energy Europe nel report Ocean energy. Key trends and statistic 2021dal 2010 sono stati installati 65 megawatt di energia marina globale. I progetti finora realizzati dimostrano come l’energia del mare possa costituire un’opportunità per il futuro del settore energetico e la decarbonizzazione: ne sono un esempio i risultati ottenuti dalla Archimedes Waveswing (Altalena di Archimede), progettata dalla Aws Ocean energy, un impianto che sfrutta i cambiamenti della pressione dell’acqua, dovuti al movimento delle onde, per produrre energia.

Il dispositivo, finanziato da Wave energy Scotland (Wes) come parte del programma di sviluppo Nobel wave energy converter, e supportato dal progetto interregionale North-West Europe ocean demo, è stato installato nel 2022 nello European marine energy center in Scozia per una fase di sperimentazione. Durante i mesi di prova la potenza media è stata pari a 10 kW, con picchi di 80 kW, superando del 20% le aspettative degli sviluppatori, come riporta Rinnovabili.it, funzionando anche in condizioni meteorologiche non ottimali. Il progetto è, inoltre, scalabile: richiede meno di 12 ore per passare dalla banchina alla piena operatività e può funzionare in una struttura multi-assorbitore o indipendente.

Simon Grey, Ceo di Aws ocean energy ha affermato che “l’Altalena presenta un singolo assorbitore con caratteristiche uniche che la rendono adatta per la domanda di energia da remoto, ad esempio per l’alimentazione delle aree petrolifere sottomarine e per il monitoraggio oceanografico. Per garantire energia a grandi utenze, invece, siamo convinti che la risposta sia nelle strutture multi-assorbitore che possono raggiungere la grandezza necessaria affinché l’energia del moto ondoso contribuisca significativamente alla fornitura di energia rinnovabile”.

L’energia marina può, infatti, giocare un ruolo fondamentale nella transizione energetica: secondo le stime di Ocean energy Europe, entro il 2050 potrebbe soddisfare il 10% della domanda europea di energia elettrica, una quantità sufficiente ad alimentare ogni anno 94 milione di case. Oltre al moto ondoso, anche la temperatura dell’acqua, le correnti marine, le maree e il gradiente salino costituiscono fonti di energia pulita. L'energia talassotermica sfrutta la differenza di temperatura tra la superficie marina e le profondità oceaniche. Nonostante garantisca energia in modo continuativo, richiede, tuttavia, costi elevati per l’installazione delle infrastrutture necessarie. Maggiori possibilità sono offerte dalle turbine eoliche marine che utilizzano le correnti presenti sul fondale marino e possono servirsi delle strutture già esistenti per trasportare l’energia prodotta. Anche lo spostamento d’acqua causato dalla maree permette di produrre energia, chiamata energia mareomotrice, che può essere prevista e controllata con largo anticipo in quanto dipende dai cicli lunari e non da agenti atmosferici, come il sole e il vento. Le centrali osmotiche, invece, producono energia utilizzando il diverso gradiente salino dell’acqua dolce e l’acqua salata che si incontrano alla foce del fiume.

Lo sviluppo di tecnologie per l’energia marina può contribuire al processo di decarbonizzazione, allo sviluppo economico e alla creazione di opportunità lavorative: secondo Ocean energy Europe entro il 2050 in Europa saranno 400mila i nuovi posti di lavoro legati all’energia marina.

Credits immagine: https://awsocean.com/

martedì 15 novembre 2022