Decidiamo oggi per un domani sostenibile

Bacigalupo: “Il futuro nasce dall’incontro tra innovazione e persone”

La direttrice generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center: "Non ci limitiamo a osservare i trend. Mettiamo in relazione startup, imprese, università e istituzioni. La sostenibilità diventa reale quando si traduce in competitività, efficienza e sviluppo".

giovedì 4 giugno 2026
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Una lunga esperienza tra business, organizzazione e risorse umane, Viviana Bacigalupo ha seguito la nascita di Intesa Sanpaolo Innovation Center fin dai primi passi, contribuendo a costruirne processi e governance prima di assumerne la guida come direttrice generale. Una prospettiva che le consente di osservare da vicino come le grandi trasformazioni tecnologiche stiano cambiando imprese e territori.

Intesa Sanpaolo Innovation Center è una realtà unica nel panorama bancario europeo. Che ruolo svolge oggi?

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha riconosciuto da tempo il valore strategico dell'innovazione per la competitività del Paese e per la crescita della società. Per questo nel 2018 è nata una struttura dedicata all'innovazione di frontiera per imprese, comunità e territori. Il nostro compito non è soltanto osservare i trend emergenti o leggere in anticipo i cambiamenti tecnologici. Lavoriamo per tradurli in applicazioni reali, mettendo in relazione ricerca, startup, imprese, università e istituzioni. In questo senso siamo un abilitatore di sistema.

Che cosa significa concretamente?

Favorire l'incontro tra domanda e offerta di innovazione, accompagnare l'adozione di nuovi modelli e diffondere una cultura dell'innovazione. Ma anche contribuire a rafforzare ecosistemi locali e filiere produttive, facendo emergere competenze e progettualità capaci di generare valore condiviso. Il nostro valore sta nella capacità di collegare visione strategica ed esecuzione, creando un ponte tra ciò che emerge nelle tecnologie e ciò che può produrre impatto tangibile per il Paese.

Parliamo spesso di innovazione, ma come si misura davvero l'impatto?

Quando l'innovazione esce dal perimetro della sperimentazione e si traduce in risultati concreti. Nel Piano appena concluso abbiamo realizzato oltre 900 progetti di innovazione e accompagnato circa 150 aziende in percorsi strutturati di open innovation, attivando più di 1.200 matching con startup. Abbiamo analizzato oltre 3.700 startup e ne abbiamo sostenute circa 450 attraverso percorsi di accelerazione e crescita.

Le startup, oltre che di buone idee, hanno bisogno anche di capitali. Che cosa state facendo su questo fronte?

Neva Sgr, la società di venture capital controllata da Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha investito circa 200 milioni di euro in startup ad alto contenuto tecnologico. Anche nei territori i risultati sono significativi: dieci iniziative dedicate allo sviluppo di ecosistemi hanno attivato oltre 650 collaborazioni e proof of concept (sperimentazioni che dimostrano la fattibilità di un prodotto o un’idea, ndr), accelerato circa 170 startup che hanno raccolto più di 190 milioni di euro e generato oltre 1.100 posti di lavoro.

Quando l'innovazione diventa sviluppo sostenibile?

Quando riesce a trasformare obiettivi di lungo periodo in soluzioni concrete, misurabili e scalabili. In questa prospettiva la circular economy è uno degli ambiti più avanzati, perché introduce un cambio di paradigma: non più crescita legata al consumo lineare delle risorse, ma modelli capaci di generare valore riducendo sprechi, rischi e dipendenza dalle materie prime critiche.

La sostenibilità rischia talvolta di restare uno slogan. Come evitarlo?

Attraverso l'innovazione stessa, per esempio. Dobbiamo far sì che la sostenibilità smetta di essere soltanto un principio e diventi un fattore concreto di competitività, efficienza e qualità del credito. Nel Piano citato abbiamo validato circa 1.400 progetti per l'accesso ai finanziamenti dedicati e il Gruppo ha erogato circa 16 miliardi di euro a supporto di imprese impegnate nella transizione circolare.

Intesa Sanpaolo è partner strategico di Ecosistema Futuro, una rete che mette in connessione mondi diversi attorno ai temi del futuro e dello sviluppo sostenibile. Da che cosa nasce questa scelta?

La sensibilità verso i temi di sostenibilità è nel Dna del Gruppo, come evidenziato anche nella mission. L’impegno, già da tempo previsto dalla nostra strategia, è confermato dal Piano di Impresa 2026-2029, dove l’innovazione è un fattore abilitante per la sostenibilità, intesa nelle sue dimensioni economica, sociale e ambientale. Crediamo sia possibile coniugare le sfide economiche con lo sviluppo sostenibile a favore dell’ambiente, delle giovani generazioni e di una società realmente inclusiva. Si tratta di obiettivi che condivide anche Ecosistema futuro, per questo abbiamo scelto di aderire.

C'è un incontro che ha influenzato il suo modo di guardare al futuro?

Più che un singolo incontro, penso alle molte persone che ho avuto la fortuna di conoscere nel mio percorso professionale, tra business, risorse umane e innovazione. Ho imparato soprattutto attraverso il loro esempio che innovazione e sostenibilità non sono soltanto strategie di business, ma modi di guardare al futuro. La crescita sostenibile nasce dall'incontro tra visione strategica, valorizzazione delle persone e impatto positivo sulla società.

Un’esperienza che ricorda con particolare piacere?

Contribuire alla costruzione di Intesa Sanpaolo Innovation Center. È stato un progetto nato dalla lungimirante visione del nostro Ceo Carlo Messina e cresciuto grazie alla capacità di mettere insieme innovazione, competenze e persone. Ho avuto l’opportunità di accompagnare persone e organizzazione in un cambiamento profondo. Lo ricordo con piacere perché ha generato impatto concreto, crescita e nuove opportunità per molti talenti.

E un libro che le è rimasto impresso?

Tra le letture recenti, ho apprezzato molto Dove comincia l'uomo di Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi. Racconta come l'Homo sapiens sia il risultato di migrazioni, contaminazioni e continui adattamenti. Mi ha colpito il modo in cui intreccia scienza, medicina e riflessione filosofica per interrogarsi su cosa significhi essere umani oggi.

Un tema particolarmente attuale nell'epoca dell’AI.

Proprio così. In un tempo in cui l'innovazione e l'intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente la società, trovo molto importante il richiamo alla responsabilità e alla consapevolezza dei nostri limiti. È un libro a cui sono affezionata anche per una ragione personale: lo scorso anno mia figlia ha affrontato alla maturità una traccia tratta da un testo di Telmo Pievani. È stato bello confrontarci sui temi della scienza, del futuro e dell'identità umana, creando un dialogo tra generazioni.