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L’invito di Draghi per un’Europa più unita e più coraggiosa dopo il voltafaccia Usa

Le proposte per dare un futuro alla Ue con un “federalismo pragmatico”. Il video e il testo integrale, in inglese e nella traduzione italiana, del discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio Carlo Magno.

a cura di Donato Speroni

martedì 19 maggio 2026
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“L’Europa si è aperta al mondo senza completare il proprio mercato interno. È diventata troppo dipendente dalla domanda estera, troppo dipendente da capacità controllate altrove e troppo frammentata per mobilitare la propria scala commerciale”. Ma ora le condizioni sono cambiate soprattutto perché è cambiata la politica del governo americano con l’amministrazione Trump, e “la durezza esterna richiede profondità interna” con riforme coraggiose di politica comune.

L’ex presidente del consiglio ed ex governatore della Banca centrale europea Mario Draghi ha ricevuto il 12 maggio ad Aquisgrana il premio Carlo Magno, destinato a persone o istituzioni che hanno dato un contributo importante all’integrazione europea, alla cooperazione tra i popoli europei e all’idea di un’Europa unita. Ed ha colto l’occasione per un discorso di grande rilevanza nella quale ha ripercorso la storia dell’Ue, dei progressi fatti e degli errori che ne hanno limitato lo sviluppo, formulando una serie di proposte per togliere l’Unione dall’attuale situazione di stallo.

Sono necessarie politiche comuni nei campi dell’energia, della difesa, della tecnologia con particolare enfasi sull’intelligenza artificiale, ma “siamo arrivati a un punto in cui le decisioni che l’Europa deve prendere non possono più essere contenute nel quadro istituzionale che abbiamo ereditato. Alcune richiedono una scala che solo l’Europa può offrire. Altre richiedono forme di legittimità democratica che deve essere costruita dalle fondamenta”. Sulla base di queste analisi Draghi avanza la proposta di un “federalismo pragmatico” che, come nel caso dell’euro, unisca in nuove iniziative comuni gli Stati disposti a progredire insieme. “Questo approccio sarà inevitabilmente sperimentale. Alcune iniziative funzioneranno, altre no. Per questo è pragmatico. Ma è anche federalismo perché gli esperimenti non sono casuali. Sono guidati da una destinazione condivisa: la convinzione che gli europei debbano imparare a esercitare insieme il potere, se vogliono conservare i propri valori”.

Vedi il video del discorso

Leggi il testo originale inglese

Leggi la traduzione italiana (a cura di ChatGPT, controllata dalla redazione)

Copertina: Ansa