Speroni a InnovAction: perché parliamo dell’umanità tra cinquant’anni
Anteprima del nuovo libro di Futura Network in una conversazione con Luca De Biase: l’evoluzione tecnologica avrà un impatto sulla natura stessa dell’homo sapiens. La sfida è gestire questo cambiamento, rendendosi conto che è inarrestabile. VIDEO
di Redazione
Il giornalista e scrittore Luca De Biase, titolare della rubrica InnovAction, ha discusso con il responsabile della redazione di questo sito, Donato Speroni, anticipando elementi del libro “2026-2076: dall’homo sapiens all’homo augmentatus”, che sarà presentato il 14 maggio al Salone del libro di Torino, nell’ambito delle iniziative ASviS per il Festival dello Sviluppo Sostenibile.
Il volume fa parte della collana “Mille schegge” che raccoglie ogni anno il lavoro della redazione di Futura Network, con schede per argomento e una sezione nella quale si sollecitano le intelligenze artificiali a dare risposte proprie.
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Quest’anno il tema portante è appunto l’evoluzione dell’umanità, valutando sia gli elementi più prevedibili, come la demografia e allungamento della vita, sia quelli che aprono a diversi scenari, come per esempio i rapporti di genere e la famiglia, o anche le conseguenze a lungo termine della crisi climatica e i rischi provocati dall’aumento delle disuguaglianze.
La sfida più grande è però quella del rapporto tra le persone e gli algoritmi: una intelligenza artificiale sempre più pervasiva, che offre enormi possibilità, ma anche sfide difficili da gestire senza potenziare le capacità umane. Su questi temi si sviluppa la seconda parte del libro, nella quale le intelligenze artificiali forniscono un’analisi documentata sul prevedibile uso del tempo da parte dell’umanità in un’epoca in cui la produzione dei beni e servizi sarà in larga misura assicurata dalle macchine; ma anche tre racconti su uno scenario di integrazione uomo macchina, al limite della fantascienza, che però potrebbero avere un contenuto di realtà, se si considera la velocità del cambiamento negli ultimi cinquant’anni e la sua progressiva accelerazione. Del resto, la collana “Mille schegge” non pretende di offrire scenari certi, ma elementi di riflessione per spostare il dialogo pubblico anche su una visione di meglio e lungo termine.
La rubrica di Luca di De Biase si inquadra nell’iniziativa War Room, un servizio informativo diffuso anche da diverse televisioni locali e dai social media. War Room, come spiega il sito, “nasce nel marzo 2020 da un'idea di Enrico Cisnetto e dalla squadra di InConTra per orientarci nella condizione di "guerra" generata dal Covid-19.Le principali caratteristiche del format: contenuti di qualità, stile innovativo, versatilità, confronto parlato e mai urlato, struttura tecnico organizzativa di comprovata esperienza, capacità mediatica e di valorizzazione dei contenuti, totale indipendenza nella linea editoriale”.
La conversazione tra De Biase e Speroni è stata pubblicata integralmente anche da Radio radicale, con la trascrizione automatica del testo.