Bisogna esercitare la capacità di esplorare diversi scenari di futuro

L’Ue si trova in una fase di profondo mutamento, in cui è fondamentale adempiere con successo la transizione verde e potenziare l'autonomia strategica aperta europea

di Cecilia Cellai

Un nuovo tema ha investito a livello europeo gli Stati membri dell’Unione, attraente nel nome, complesso nelle dinamiche, determinante per le prospettive globali: la previsione strategica (Strategic foresight). Con la prima relazione annuale Relazione 2020 in materia di previsione – Previsione strategica: tracciare la rotta verso un’Europa più resiliente[1]la Commissione europea ha rivolto una Comunicazione al Parlamento e al Consiglio sull’onda dello shock pandemico, richiamando gli orientamenti politici fissati dalla presidente von der Leyen a lungo termine; l’importante documento riporta che è stato conferito alla previsione strategica un ruolo chiave[2] a sostegno delle priorità politiche generali, non solo nel tempo presente, ma anche per renderle più adeguate alle esigenze future, assicurando con una serie di strumenti operativi che le iniziative a breve termine siano basate su una prospettiva a lungo termine.

La previsione strategica ha dunque acquisito propri connotati europei. Nella Comunicazione di settembre 2020 il tema è stato posto ancora sotto stretta osservazione in relazione alla cogenza degli eventi e fortemente correlata al concetto di resilienza; tuttavia è stato altresì evidenziato il precipuo incarico – già attribuito a inizio mandato della Commissione von der Leyen – a uno specifico componente del collegio del Commissari, il vice presidente Maroš Sefcovic, a dimostrazione che è stata colta fin dall’avvio la necessità di elaborare politiche europee avvalendosi di una disciplina capace di pronosticare gli sviluppi del futuro[3]. Nella relazione 2020 trattare di previsione strategica europea ha comportato la messa a fuoco ed in campo di orientamenti, tempi e strumenti operativi, così da dotare l’Unione e gli Stati membri di una prospettiva di prosecuzione unionale fattiva e dinamica nel conseguimento di comuni obiettivi politici. Pertanto, nella consapevolezza che la previsione strategica è tema proprio di potenzialità da esplorare a livello sinergico e di singolo Stato membro, lo sviluppo dei lavori è stato delineato mediante:

-l’indirizzo a esplorare le dinamiche comuni nell'Ue e nei suoi Stati membri, discutendo di resilienza rispetto a quattro dimensioni interconnesse - sociale ed economica, geopolitica, verde e digitale - per superare sfide strategiche attraversando le transizioni in modo sostenibile, giusto e democratico;

- l’attuazione di un costante monitoraggio adottando quadri operativi della resilienza (“dashboards”), per valutare le vulnerabilità e le capacità dell’Ue e degli Sm in ciascuna delle quattro dimensioni;

- l’adozione di un’agenda della previsione strategica, comprensiva di attività di previsione orizzontali ed esercizi tematici di ricerca sul futuro. Operare con la previsione strategica, infatti, non significa “prevedere il futuro”, quanto piuttosto esercitare la capacità di esplorare diversi scenari di futuro, fare anticipazioni, conoscere ed indagare mega trends e scegliere tra futuri plausibili, agendo nel presente per poter dare forma al futuro auspicato. A questo scopo la Commissione ha avviato una stretta collaborazione con le altre istituzioni dell'Ue, in particolare nel contesto del Sistema europeo di analisi strategica e politica (Espas), nonché con partner internazionali; nel contempo ha previsto lo sviluppo di alleanze che attingano alle capacità pubbliche di previsione degli Stati membri attraverso la costituzione di una rete di previsione strategica a livello dell'Ue: a questo scopo è stata richiesta la partecipazione attiva, propositiva e strutturata degli SM stessi.

Il 17 dicembre 2020 il Consiglio, la Commissione e il Parlamento hanno stabilito le priorità legislative dell'Ue per il 2021 e gli obiettivi per il periodo 2020-2024, esprimendosi ancora sulla previsione strategica[4], finalizzata a lavorare a un'Unione più resiliente che si adoperi per superare gli effetti della pandemia di Covid-19, mirando a comprendere meglio gli effetti futuri delle scelte politiche odierne; a completare con successo la duplice transizione verde e digitale; a rafforzare la capacità di influenzare gli sviluppi mondiali, potenziando l'autonomia strategica aperta dell'Europa.  Sulla scorta di questo ampliamento di scenario, discutendo di priorità legislative dell’Ue, le tre Istituzioni hanno incluso per la prima volta una prospettiva pluriennale e iniziato a esplorare i possibili oggetti tematici, intendendo dare priorità ai seguenti obiettivi strategici:

  1. garantire una piena ripresa dalla pandemia di Covid-19;
  2. accelerare la transizione verso una società più equa, più sana, più verde e più digitale nell'Ue e sulla scena mondiale;
  3. mantenere la leadership a livello mondiale dell'Ue nella lotta ai cambiamenti climatici;
  4. sviluppare le proprie soluzioni digitali e affermare la sovranità digitale dell'Europa;
  5. rendere l’economia europea più resiliente e solida;
  6. difendere i valori comuni europei e rafforzare il nostro modello democratico;
  7. rafforzare il ruolo di attore mondiale dell'Ue.

Il lavoro della Commissione europea ha tratto linfa da queste decisioni congiunte ed ha avviato gli incontri dell’Agenda per la previsione strategica, tra cui il 17 maggio u.s. a Coimbra, dove ha avuto luogo il Consiglio Affari generali, la prima riunione dei “ministri Ue per il futuro” e l’avvio della attesa “Rete europea sulla previsione strategica”. Per l’Italia il sottosegretario Vincenzo Amendola, titolare in continuità col precedente ruolo di ministro per gli Affari europei, sarà chiamato con i colleghi europei a rafforzare l'autonomia strategica e la capacità di previsione di lungo periodo dell'Unione europea, identificandone vulnerabilità, potenzialità e punti di forza per fronteggiare le sfide per la società entro il 2040 (disuguaglianze, demografia, democrazia, ideologia, equità, migrazione, benessere).  Sarà fondamentale, in termini di autonomia strategica la coesione tra paesi, regioni e cittadini non solo per la stabilità interna, ma anche per garantire una maggiore attenzione agli aspetti sociali, con una vera attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali. Considerato anche il ruolo delle Regioni in questa ampia materia e la loro governance ed esperienza nella programmazione e nella gestione dei fondi europei, sarà fondamentale anche il loro apporto per un pieno esercizio di previsione strategica italiana.

di Cecilia Cellai, dirigente dell’Associazione Tecnostruttura delle Regioni per il Fse di Roma, dal 2012 dirige il Settore Sviluppo Sostenibile e Programma Nazionale di Riforma (PNR); è membro del segretariato ASviS, referente GDL Organizzazioni giovanili.

 

[1] Cfr. COM(2020) 493 final del 9/9/2020,

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0493&from=PL

[2] In luogo della traduzione italiana “importante ruolo ausiliare”, si riporta la versione inglese della sopra citata Comunicazione “Strategic foresight will play a key role in helping future-proof EU policymaking by ensuring that short-term initiatives are grounded in a longer term perspective”(v. sintesi pag.2).

[3] Cfr U. von der Leyen Mission Letter to Maroš Šefčovič Vice-President for Interinstitutional Relations and Foresight, 1/12/2019 mission-letter-maros-sefcovic-2019_en.pdf (europa.eu)

[4] Cfr. nota del S.G 13547/1/20 REV 1 del 10/12/20 relativa alle Conclusioni comuni del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea su priorità e obiettivi strategici per il periodo 2020-2024

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/12/17/council-commission-and-parliament-set-the-eu-s-legislative-priorities-for-2021-and-objectives-for-2020-2024

 

Venerdì 11 Giugno 2021