Società Benefit, paradigma di sostenibilità

Gli SDGs riconoscono alle aziende un ruolo chiave per lo sviluppo sostenibile. Non più solo profitto per gli azionisti, ma un approccio multi-stakeholder nel quale si verifichi un coinvolgimento dell'ambiente, delle persone e del territorio.

di Gloria Milan

L'invisibile Covid-19 ha disvelato le contraddizioni, le tensioni e le distorsioni, di un modello di sviluppo insostenibile mettendo in evidenza come sia un dovere anche per il mondo economico considerare gli impatti sociali ed ambientali, oltre che quelli economici. A livello globale l'Onu sta rendendo sempre più incisiva l’adozione dell’Agenda 2030.  I nuovi obiettivi intendono essere una spinta anche per il mondo economico. L’era SDGs riconosce alle aziende un ruolo chiave e determinante per lo sviluppo sostenibile. La capacità di innovare sotto il profilo dei processi produttivi e dei prodotti, di promuovere e testare nuove logiche organizzative della produzione, di focalizzarsi sulle dinamiche sociali ed economiche dei concetti di territorio prossimo e di comunità, è ciò che viene chiesto oggi ad una realtà produttiva. Ed è in questa cornice che si inserisce il nuovo modello organizzativo rappresentato dalle Società Benefit. Non più solo profitto da distribuire agli azionisti, ma un approccio multi-stakeholder nel quale il coinvolgimento è nei confronti dell'ambiente, delle persone e del territorio. Sono aziende che hanno interiorizzato un modello di business che integra le tre dimensioni della sostenibilità quella economica, sociale ed ambientale. Innovazione, inclusione e sostenibilità sono i punti di forza delle Società Benefit. Le aziende si impegnano ad operare in modo trasparente, facendo leva sulla responsabilità, valore strategico. E a cascata questo modello di business si ribalta anche sulla catena di fornitura che così è sollecitata ad attivarsi sui temi della sostenibilità e della responsabilità. Se correttamente intrapreso è un modello di generazione di valore condiviso, capace di produrre risultati che vanno al di là di quelli economici, e che rientrano negli asset intangibili, considerati oggi leve strategiche per competere.

Attualmente in Italia sono circa 1000 le Società Benefit di cui oltre 100 certificate B-Corp, distribuite in particolar modo al centro nord del paese. Dal food alla meccanica, dall'health care ai servizi, dalla chimica alla formazione, i settori merceologici coperti sono estremamente variegati. Il modello Società Benefit è particolarmente apprezzato dalle giovani generazioni di imprenditori che percepiscono il valore della sostenibilità, letta attraverso la matrice delle tre P di John Elkington Profit, Planet e People non sono come distintivo e strategico per competere, ma anche come paradigma di un modo di essere e di operare tout court.

Oggi, le società Benefit e le B-Corp sono una goccia nel mare se pensiamo ai numeri globali delle imprese italiane, ma incarnano una visione. Essere una Società Benefit significa migliorare il capitale relazionale, quello reputazionale, costruire una politica di gestione del rischio e definire rapporti con gli stakeholder fondati sulla responsabilità, il rispetto e la fiducia, in una parola essere concretamente sostenibili.

di Gloria Milan, socia Ferpi

Martedì 21 Settembre 2021