Comunicazione e sostenibilità: virtuosismi nel comparto trasporti

05 marzo 2021

Lo scorso lockdown ha evidenziato il ruolo fondamentale del trasporto per garantire il funzionamento del sistema socioeconomico, al punto che gli operatori logistici sono stati definiti eroi, ricevendo la riconoscenza del Governo e addirittura del Papa.

Eppure, fino a quel momento, il comparto era sotto i riflettori come una delle fonti primarie di pressione ambientale: da tempo comunicare in modo convincente il proprio impegno per ridurre gli impatti non è più un plus per le imprese che vi operano, ma una vera e propria necessità.

L’esempio più recente è quello in ambito aereo dove, a fronte della significativa riduzione della domanda di volo dovuta al flight-shaming, le compagnie hanno risposto con campagne di comunicazione borderline che proponevano l’utilizzo di mezzi alternativi sulle brevi distanze (vedi la campagna “Fly responsibly” di Klm Royal dutch airlines) o rendevano meno appetibili le proprie tratte a maggiore emissione di CO2 (vedi la promozione delle rotte “Opzione ecosostenibile” da parte di Skyscanner).

I porti, d’altra parte, spesso percepiti più come generatori di esternalità negative che di prosperità, sono stati tra i primi a capire che per mantenere la propria licenza di operare, era necessario non solo informare sui propri progressi ambientali, ma anche promuovere nettamente l’utilizzo di strumenti per orientare l’utenza all’ottimizzazione delle modalità di trasporto e delle rotte, anche a pena di essere scartati. Pioniere in quest’ambito il porto di Barcellona che già nel settembre 2013 proponeva ai suoi clienti eCOcalculator, uno strumento per calcolare le emissioni di CO2 generate trasportando un container tra l'Europa e il resto del mondo attraverso la propria infrastruttura e confrontare tale dato con le emissioni generate da soluzioni logistiche alternative per evidenziare la scelta a minore impatto.

Anche gli operatori ferroviari, pur generalmente percepiti come virtuosi, non hanno rinunciato a dimostrarsi proattivi nella sensibilizzazione degli utenti rispetto a soluzioni di trasporto migliori per il Pianeta. Su questa linea l'International railways union ha proposto, fin dal 2010, l’applicazione EcoTransIT World per consentire il calcolo su web di consumi energetici e emissioni inquinanti in atmosfera, a seconda delle diverse modalità di trasporto utilizzate per una determinata tratta.

Per citare un caso analogo nel nostro Paese, Trenord, gestore del servizio ferroviario in Lombardia, nel 2013 ha lanciato Green train per consentire al viaggiatore di quantificare il risparmio di gas serra generato dal proprio tragitto utilizzando il ferro piuttosto che la gomma nonché il risparmio economico rispetto all’uso dell’auto privata e dei costi collegati. Ma lo strumento non si limita a questo consentendo all’utente di calcolare l'impatto sull'ambiente del proprio stile di vita e creando così consapevolezza personale.

Con questo tipo di comunicazione partecipativa le imprese del comparto dei trasporti giocano il ruolo di educatori ambientali, accreditando sostanzialmente la propria credibilità e garantendosi buona reputazione e alla fine successo: un approccio e un monito diffuso per innescare un dialogo virtuoso tra domanda e offerta e contribuire insieme al bene comune.

 

di Federica Bosello, socio professionista Ferpi, co-autrice de Il Libro Bianco sulla comunicazione ambientale, Pacini Editore, 2020

Venerdì 05 Marzo 2021