Il linguaggio, la sostenibilità e le nuove generazioni

14 dicembre 2020

La parola sostenibilità in tutte le sue declinazioni è ormai parte del vocabolario universale di tutti i cittadini del mondo. In parte perché l’evoluzione dell’essere umano ha portato a ridisegnare gli stili di vita, generando nuove esigenze, dall’alimentazione, alla mobilità, dalle commodity alla circolarità, in parte perché i messaggi che l’ambiente ci ha inviato e continua ad inviarci sono passati da saltuari alert a costanti effetti disruptive, che hanno mutato, talvolta in modo irreversibile, le nostre abitudini.

Comportarsi in modo sostenibile significa prima di tutto costruire dentro e intorno a ciascuno di noi la consapevolezza che è necessario affrontare un cambiamento, governarlo e se possibile adoperarsi per contribuire a renderlo normale.  

Le nuove generazioni hanno elevato il concetto di sostenibilità a valore, superando il vecchio concetto di pratica opportunistica, pensiamo ad esempio al neologismo del greenwashing. Il movimento Fridays for Climate di Greta Thunberg ha innestato tra i giovani un senso nuovo di appartenenza alla vita e contemporaneamente ha accresciuto il livello di rispetto e di attenzione verso le risorse che ci consentono di vivere. Sono nati tanti movimenti di attenzione, un attivismo convinto e messo in pratica non come protesta verso qualcuno ma come volontà e credo verso un modo diverso di interpretare e inseguire il benessere.

Il messaggio è arrivato forte e chiaro: non solo è possibile ma è un’esigenza imprescindibile disegnare la società del futuro lasciandosi ispirare dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell'Onu. Qualunque governo a livello planetario non può non tenere conto di quanto sta accadendo, deve mettere in atto azioni di ascolto e applicare politiche chiare ed efficaci, condivise insieme a tutti gli stakeholder. Deve ragionare nell’ottica del System thinking.

In questo contesto il processo di comunicazione risulta essere centrale: occorre scegliere un nuovo linguaggio per cogliere le tante sensibilità di chi oggi si sente pronto per sostenere un cambiamento consapevole, ma spesso percepisce una solitudine che lo porta a sentirsi minoranza. Chi opera nel mondo della comunicazione ha davanti a sé una grande responsabilità che rappresenta al tempo stesso una reale opportunità: essere attori protagonisti nel contribuire a disegnare una società realmente innovativa, dove al centro dello sviluppo c’è il bene comune e non il singolo interesse. Questa è la vera rivoluzione: ritrovare sintonia tra la crescita e il benessere personale con la crescita e il benessere collettivo. I giovani lo hanno capito e lo stanno comunicando.

 

di Daniele Salvaggio, presidente Casp Ferpi (Commissione di aggiornamento e specializzazione professionale)