Ambiente: l’importanza della comunicazione per un futuro più green

2 dicembre 2020

L’anno che si avvia a conclusione ha sconvolto gli equilibri (già precari) del pianeta. La pandemia, oltre alla perdita di vite umane e all’esplosione di nuove povertà, ha reso evidente in modo tanto tragico quanto emblematico il sottile filo che tiene insieme la popolazione mondiale e il suo “intorno”: ambiente e natura. Ecco perché, in mezzo alla “tempesta perfetta” che stiamo vivendo, ritengo ancora più significativo il lavoro collettivo nato nell’ambito del gruppo di lavoro FERPI dedicato alla comunicazione ambientale: è da poco uscito, infatti, il “Libro bianco sulla comunicazione ambientale” (New Fabric, Pacini Editore), un’indagine sulla sfida rappresentata dal riuscire a comunicare efficacemente le tante e diverse facce del tema ambientale.

Il volume, che ho curato insieme a Stefano Martello, raccoglie 13 diverse testimonianze in altrettanti settori professionali, offrendo spunti di riflessione e strumenti operativi per affrontare la narrazione delle emergenze ma anche e soprattutto le opportunità legate all’ambiente. Un compito tutt’altro che semplice. Sappiamo, infatti, quanto il “green” sia oggetto di dispute tra chi lo vede esclusivamente come un qualcosa da tutelare e proteggere e chi, al contrario, lo vive come un’opportunità fondamentale di innovazione e sviluppo economico in chiave sostenibile.

Compito del comunicatore ambientale è gestire questa complessità, con le sue contraddizioni e i suoi conflitti, tessere il filo del facilitatore per accorciare le distanze e provare a trovare un terreno comune dove sperimentare una nuova grammatica in grado di proiettare il tema ambientale nel futuro. Ecco, allora, che il libro e i suoi autori intendono offrire un approccio nuovo alla materia, senza sfuggire alla sua complessità, ma con la consapevolezza che il fattore culturale rappresenti un’opportunità straordinaria per incidere sui comportamenti di imprese, istituzioni e cittadini.

Le parole-chiave: ascolto, trasparenza, empatia e motivazione.

Non c’è comunicazione efficace su temi controversi e complessi senza una continua azione di ascolto strutturato. Come poter responsabilizzare i nostri interlocutori e incidere sui loro comportamenti (individuali e collettivi) se non abbiamo la capacità e la pazienza di ascoltarli e comprenderne le motivazioni?

La trasparenza rappresenta un elemento irrinunciabile e ogni tentativo di praticare scorciatoie per evitare il confronto sul merito è destinato al fallimento: trasferire messaggi veri, comprensibili, esaustivi, aiuta a conseguire più facilmente gli obiettivi.

La consapevolezza non basta e le nostre azioni non dipendono solo dalla razionalità: contingenze, emozioni, fattori ansiogeni rivestono un ruolo decisivo. Ecco perché l’empatia riveste un ruolo fondamentale per sintonizzarci con i nostri interlocutori e con le relative richieste di rassicurazione che spesso scattano quando in ballo ci sono aspetti come il benessere, la sicurezza e la salute.

Spesso, poi, quando si comunica un progetto o si intende dare valore a un’innovazione green, si enfatizzano gli aspetti positivi e i conseguenti vantaggi, trascurando le motivazioni che hanno portato alla scelta di un prodotto, un processo industriale o un’infrastruttura “verde”. Così facendo, però, si trascura (ancora una volta) la complessità del tema e la profonda e larga diversificazione degli interlocutori: esplicitare e rendere conto dei “perché” risulta invece decisivo per collocare nella giusta cornice i caratteri salienti di quell’innovazione.

Perché un libro bianco?

E a proposito di motivazione. Perché abbiamo deciso di scrivere un libro bianco? Semplicemente perché pensiamo che la comunicazione ambientale necessiti di scrivere ancora molte pagine per accreditarsi e assumere quel ruolo strategico che le grandi sfide aperte impongono: partendo dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, passando per le straordinarie opportunità dell’economia circolare e del New Green Deal europeo, dalla mobilitazione dei movimenti giovanili all’assenza di una cultura ambientale nel mainstream, fino al nuovo attivismo sostenibile della finanza internazionale. Uno scenario, questo, che necessita di un paziente, laborioso e appassionato lavoro di cucitura: questo libro inizia a stendere il filo.

 

Sergio Vazzoler, team leader comunicazione ambientale FERPI