Accordi di interdipendenza generativi

19 gennaio 2021

Sono ancora poche le aziende che agiscono il riconoscimento profondo della propria interdipendenza con altre imprese e con il sistema, come fa ad esempio l’azienda Mondora la quale ha sviluppato nel tempo, attraverso il coinvolgimento dei propri dipendenti, dei veri e propri accordi di interdipendenza integrativi dei contratti con i propri fornitori e clienti.

Accordi finalizzati a intraprendere azioni condivise per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Accordi che partono dalla consapevolezza dell’importanza di un'azione collettiva ispirata alla sostenibilità e della capacità di vedersi e percepirsi come attori primari partecipi di un sistema complesso.

Si possono immaginare altri tipi di accordi, quando la visione di sostenibilità che si abbraccia supera il concetto riparativo per agire quello generativo. Questi accordi sono l’oggetto del Laboratorio U.Lab2X 2021, che partirà a breve e che utilizzerà la Teoria U come approccio per far emergere il valore generabile attraverso l’intelligenza collettiva.

Diversamente dai primi tipi, questi accordi hanno l’obiettivo non solo di limitare i danni che l’azienda causa nelle sue attività produttive, o contribuire a risanare quelli procurati da altri, quanto piuttosto creare valore condiviso attraverso l’evoluzione del tipo di relazione tra imprese (non solo di natura economica).

Questi accordi denominabili di interdipendenza generativa, superano il concetto di riparazione dei danni provocati dall’incuranza degli altri, del territorio, della collettività, e focalizzano l’azione su obiettivi di genitorialità (stewardship) come principi imprescindibili per uno sviluppo responsabile nei confronti delle persone, delle organizzazioni e del pianeta.

La volontà di formalizzare questa cultura della reciprocità e della interdipendenza tra soggetti diversi – in particolare tra chi intesse relazioni economiche e produttive che generano significativi impatti sociali e ambientali - deriva dalle dichiarazioni di interdipendenza adottate nel movimento delle B-Corp.

Un movimento di cui fanno parte, a diversi livelli, imprese attente alla sostenibilità (sia B-Corp certificate sia Società Benefit) la cui finalità statutaria non è solo quella “tradizionale” di generare profitti nei confronti degli azionisti ma, anche quella di generare valore aggiunto nei confronti di tutte le persone - dipendenti, clienti, fornitori, le comunità - e in senso più ampio nei confronti del pianeta Terra. Per una spiegazione più approfondita rimandiamo a questo articolo sul blog di Mondora, azienda italiana molto impegnata nell’ambito.  

Considerando questo approccio foriero di innovazioni virtuose che legano comunità manageriale, cultura d’impresa e società civile, Prioritalia patrocina il Laboratorio CSR Accordi d’Interdipendenza generativi (AdIg) per sostenere e migliorare il lavoro.

Il progetto è promosso in partenariato da Manageritalia (associazione di rappresentanza dei manager del terziario) con U.Lab Hub Roma (gruppo di azione civica a promozione della Teoria U), Benefit Innovation (Società Benefit di consulenza su Innovazione, Teoria U e Valutazione impatti) e Impact Hub Ticino (associazione svizzera senza scopo di lucro che promuove lo sviluppo sostenibile).

L’iniziativa, che prende in via mercoledì 20 gennaio con questo incontro, parte dalla costituzione di un gruppo di lavoro per studiare, identificare, creare, sviluppare degli accordi di AdIg contrattualizzabili tra attori economici e sociali. Accordi che dovrebbero avere contenuti “aggiuntivi” rispetto ai normali accordi di fornitura e impatti misurabili sui 17 Goal dell’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile.

Il laboratorio svilupperà un modello di valutazione dell’impatto degli AdIg sul sistema grazie anche a sperimentazioni con imprese locali e riassumerà i risultati del proprio lavoro con uno story-living handbook da utilizzare per la diffusione e la moltiplicazione degli stessi AdIg.

La prima area di studio si focalizzerà sugli AdIg che impattano sui target del Goal N.8 dell’Agenda Onu, cercando di determinare quelli che potranno avere effetti generativi sulla disponibilità di posti lavoro e sulla qualità del lavoro. A questo primo laboratorio ne seguiranno altri 16, ciascuno dedicato ad uno degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il metodo utilizzato per affrontare questa sfida generativa di valore condiviso sarà basato sui principi della Teoria U, tecnica sociale di guida al cambiamento adottata in tutto il mondo da imprese pubbliche e private, organizzazioni e istituzioni: dall’UNDG al governo della Scozia, da Decathlon ad Hp ad Alibaba.  

Il progetto si innesta inoltre nel percorso internazionale promosso dal Presencing Institute denominato “U.Lab 2x 2021” che supporta gruppi di lavoro impegnati in progetti/prototipi di leadership del cambiamento sostenibile eco-sistemico applicando principi, processo e tecniche sottese dalla Teoria U.

L’iniziativa è condotta da un core team di specialisti di Teoria U e delle tematiche trattate, che guida e accompagna un team esteso che include stakeholder come organizzazioni dei quattro settori: aziende, associazioni di rappresentanza, istituti accademici, enti della Pubblica Amministrazione, realtà del terzo settore.

Parafrasando l'annuncio di Shakleton per il viaggio al Polo Sud - “Cerchiamo esploratori curiosi di scoprire e generare insieme semi di un futuro migliore, attraversando ignoti percorsi ad U. Nessun salario, lunghe settimane di problemi e dilemmi, costante impegno personale e collettivo. Chi arriverà al compimento, non sarà più lo stesso. Forse onori e qualche riconoscimento in caso di strepitoso successo, ma consapevoli di aver contribuito a generare un futuro migliore per il proprio Paese e oltre” – ci rivolgiamo a tutti i manager e gli innovatori sociali ispirati interessati, che possono contattarci tramite Prioritalia per informarsi e partecipare al progetto.

di Paolo Fedi, co-founder Benefit Innovation SB e Manuela Pagani Larghi, co-founder Impact Hub Ticino

Martedì 19 Gennaio 2021