Educare alla sostenibilità per una vita phygital

17 dicembre 2020

La pervasività della dimensione digitale rende fondamentale essere consapevoli del modo in cui le ICT vengono usate come strumento di mediazione dei rapporti tra gli individui, la società e le istituzioni e dunque - specialmente per i più giovani – nel modo in cui esse incidono sulla formazione dell’identità e dell’agire civile.

Ambito privilegiato di interesse per Prioritalia, l’etica digitale è al centro di varie nostre attività degli ultimi mesi, come la pubblicazione degli atti della Summer School 2019 all’evento nazionale organizzato il 2 ottobre per il Festival dello sviluppo sostenibile.

Facendo seguito agli intenti emersi in questa ultima occasione, abbiamo chiesto a Social Warning Movimento Etico Digitale (con cui la nostra Fondazione lavora in sinergia) di illustrare ai lettori di Futuranetwork gli obiettivi della campagna nazionale con cui si promuove l’educazione digitale come “antidoto" per affrontare la “dipendenza” da smartphone.

“Una dipendenza su cui abbiamo condotto una ricerca", ha spiegato Gregorio Ceccone, coordinatore dei formatori e referente dell’Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale, "che rivela come il 79% dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni trascorra più di 4 ore al giorno sui social, che il 52% ha “tentato invano” di ridurre il tempo online e che il 33% è “abbastanza consapevole” di usare eccessivamente lo smartphone, sbloccato in media 120 volte al giorno e tenuto in funzione fino a tarda notte, rispondendo male o alzando la voce in caso di “disturbi esterni””.

“Sono tutti segnali che rimandano alla dipendenza dallo smartphone, detta anche nomofobia: i ragazzi sono talmente assorti mentre sono on line da percepire ogni interferenza esterna come un’intromissione indebita o un attacco personale; sentono la necessità di portare lo smartphone con sé ovunque si vada; hanno difficoltà a lavorare, concentrarsi, relazionarsi con gli altri a causa del ricorso continuativo ai dispositivi usati per sopperire a sensazioni di ansia e tristezza", ha affermato Davide Dal Maso, il fondatore del Movimento Etico Digitale, secondo cui "l’unico antidoto alla dipendenza da smartphone è leducazione digitale, anche in classe".

Partendo da questi presupposti, la campagna – articolata anche tramite un crowdfunding - mira a organizzare cento interventi in altrettante scuole di tutta Italia per promuovere l’uso consapevole e sereno di internet e degli smartphone da parte dei ragazzi, formare migliaia di genitori attraverso materiali dedicati e incontri con esperti.

Un impegno con cui si consolida il lavoro del Movimento che, nei suoi primi due anni di vita, ha creato una rete di formatori volontari con cui ha raggiunto tramite incontri in presenza e corsi e-learning oltre 30mila ragazzi e 10mila genitori e portato la rivista Forbes a inserire Del Maso tra i primi cinque under 25 italiani più influenti nel campo dell’educazione.

Sul piano divulgativo, il Movimento ha preparato un vademecum articolato su “quattro consigli per contrastare la dipendenza da smartphone”.

  1. Tenere d’occhio il tempo d’uso: esistono numerose funzionalità e app che ci permettono di tenere traccia delle ore passate davanti allo schermo. È possibile anche impostare notifiche e/o blocchi quando si eccede un determinato numero di ore (utile specialmente nel caso di dispositivi utilizzati dai più giovani).
  2. Stabilire delle “no-smartphone-zones”: creare delle vere e proprie zone della casa dove il telefono “non può entrare” può dare un aiuto significativo nel limitarne l’uso. Possiamo stabilire, ad esempio, di lasciare lo smartphone in camera quando ci spostiamo in cucina o in sala per mangiare, e così via. Vietato tenere il telefono sul tavolo durante le occasioni conviviali!
  3. Tenere lontano il telefono quando siamo alla guida: in auto è opportuno mantenere lo smartphone fisicamente distante da noi, possibilmente chiudendolo ad esempio nel vano portaoggetti. In questo modo limiteremo al massimo eventuali distrazioni, tenendoci al riparo da multe e da rischi per la nostra vita e quella altrui.
  4. Disattivare le notifiche: un accorgimento all'apparenza banale, ma che può davvero fare la differenza. Silenziare le notifiche delle app non indispensabili è un modo semplice ed efficace per frenare il circolo vizioso che ci spinge a controllare il telefono in continuazione. Senza i continui suoni, bagliori, vibrazioni dello smartphone avremo modo di dare al nostro cervello un po’ di meritato riposo e di concentrarci su ciò che vogliamo fare davvero.

Quattro consigli che valgono tanto per i giovani quanto per gli adulti ovvero per tutti coloro che, con la pratica e l’esempio, possono indirizzare i comportamenti di persone ed organizzazioni.

 Richiamare l’attenzione su questa iniziativa, per Prioritalia significa coinvolgere la propria rete, a partire dalla comunità manageriale di riferimento e dagli interlocutori di ASviS, per diffondere nella società italiana una sempre consapevolezza dei rischi ma soprattutto delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, imprescindibili strumenti per guidare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili.

Giovedì 17 Dicembre 2020