Villaggio Futuro: cosa è successo nella tre giorni per studenti e giovani innovatori
150 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia si sono incontrati per interrogarsi sugli scenari dei prossimi anni ed elaborare proposte concrete. La prima Piazza sul Futuro, organizzata da Conthackto e promossa nell’ambito di Ecosistema Futuro.
di Sara Schiano Di Cola
Tre giorni, 150 giovani provenienti da tutta Italia, cinque grandi sfide per il futuro del Paese e decine di idee trasformate in proposte concrete. Si è conclusa a H-FARM College l’edizione 2026 di Villaggio Futuro, l’esperienza immersiva organizzata da Conthackto e promossa nell’ambito di Ecosistema Futuro come una delle prime Piazze sul Futuro.
Cosa sono le piazze sul futuro? Si tratta di momenti di incontro e dialogo, laboratori, eventi diffusi sul territorio e pensati per raccogliere visioni, priorità e proposte che contribuiranno ad alimentare il percorso verso l’Assemblea Nazionale sul Futuro prevista nel 2027.
Non è un caso che il Villaggio Futuro si sia svolto in occasione della Festa della Repubblica. Mentre il Paese celebrava la propria storia democratica, 150 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 21 anni hanno scelto di interrogarsi sul futuro, confrontandosi su alcune delle trasformazioni che segneranno i prossimi decenni e provando a immaginare soluzioni concrete alle sfide del presente. Per 36 ore consecutive, vivendo insieme in un villaggio di tende all’interno del campus di H-FARM, studenti, giovani innovatori, attivisti e creativi provenienti da territori e percorsi diversi hanno condiviso idee, esperienze e visioni sul domani.
L’obiettivo era discutere i cambiamenti in corso e costruire risposte, in un contesto segnato da trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali sempre più rapide. La domanda di fondo è: come possono le nuove generazioni diventare protagoniste del cambiamento?
Il cuore dell’esperienza è stato rappresentato dalle cinque sfide tematiche dedicate a questioni decisive per il futuro del Paese: clima e sostenibilità, educazione, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, partecipazione democratica e parità di genere. Organizzati in gruppi multidisciplinari, i partecipanti hanno lavorato per sviluppare idee progettuali, confrontarsi su scenari attuali e futuri, trasformare intuizioni e preoccupazioni in proposte concrete.
Accanto alle attività di lavoro si sono alternati momenti informali di incontro, networking e condivisione che hanno favorito la nascita di nuove relazioni tra giovani provenienti da tutta Italia. Un ecosistema temporaneo in cui competenze, idee e prospettive differenti hanno potuto contaminarsi reciprocamente, generando nuove connessioni e opportunità.
Tra le idee e i progetti messi in campo per affrontare le sfide della modernità il vincitore è mAIeutika, e la scelta dice tutto. Il nome è un gioco tra maieutica socratica e intelligenza artificiale, e il progetto è costruito su un'idea tanto semplice quanto radicale: l'AI non dovrebbe dare risposte, dovrebbe fare domande. Una piattaforma per le scuole superiori in cui la chat AI non completa i compiti degli studenti, li interroga, li sfida, li costringe a ragionare. Con un Critical Thinking Power Index che misura l'attività cognitiva reale, una dashboard per i docenti sulle difficoltà della classe. Per risolvere un problema la soluzione non è vietare l'AI, ma ridisegnare il rapporto tra lo studente e la fatica di pensare.
L’energia, le idee e le relazioni nate durante questi tre giorni rappresentano forse il risultato più importante dell’iniziativa. Al termine dell’esperienza resta il patrimonio di incontri, riflessioni e percorsi avviati, ma soprattutto la consapevolezza che esiste una generazione pronta a mettersi in gioco, assumersi responsabilità e contribuire attivamente alla costruzione del futuro.
Perché il futuro non è soltanto qualcosa che accadrà. È qualcosa che possiamo iniziare a costruire insieme, già da oggi.