Nasce “Oggi Futuro”, il programma su Radio Radicale a cura di Ecosistema Futuro
Affrontare l’attualità con uno sguardo sul lungo periodo: la trasmissione ideata e condotta da Elis Viettone e Luca De Biase sul domani che desideriamo. Ospite della prima puntata il fondatore e presidente di Entopan Francesco Cicione.
di Redazione
Raccontare i futuri possibili con un approccio divulgativo e il contributo di tanti esperti ed esperte: questo il messaggio al centro di “Oggi futuro”, la trasmissione in onda su Radio Radicale curata da Ecosistema Futuro per discutere il domani che desideriamo.
La trasmissione, in onda ogni giovedì attorno alle 23:45, affronta i temi d’attualità con uno sguardo proiettato sul lungo termine, per individuare i “segnali di futuro” che possono orientarci nella nostra visione del domani.
La conduzione e l’ideazione di ogni puntata sono affidate a Elis Viettone, giornalista e autrice della trasmissione Alta Sostenibilità su ASviS e Radio Radicale, e al giornalista e scrittore Luca De Biase. Ogni settimana un ospite ragionerà e approfondirà il tema in discussione, sempre con uno sguardo proiettato in avanti. In occasione della prima puntata i conduttori hanno dialogato con Francesco Cicione, fondatore e presidente di Entopan, Smart networks & strategies, approfondendo le conseguenze etiche, sociali, politiche dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV.
Dopo l’enciclica di Papa Leone, il Vaticano passa all’azione sull’intelligenza artificiale
La Santa Sede istituisce una Commissione per facilitare lo scambio di informazioni e progetti sull’AI, “comprese le politiche del suo utilizzo all’interno”. Un segnale di come Papa Leone lo consideri uno dei grandi temi strategici del nostro tempo.
“Papa Leone ci dice che la dignità delle persone va custodita, preservata, difesa, contro un sistema che oggi più che mai vorrebbe ridurla a una funzione”, ha detto Cicione. Il presidente di Entopan ha poi aggiunto che, a proposito del richiamo dell’enciclica sul “disarmo dell’AI”, le parole del pontefice dovrebbero essere lette su tre livelli: il primo è che “l’AI non deve essere militarizzata”, poiché digitalizzando la guerra e rimuovendo la possibilità di osservare chi si colpisce si rischia di “abbassare la soglia morale del conflitto”. Secondo, “un’AI disarmata è un’AI che non ha pretese di sostituire l’essere umano”, ma con cui si può collaborare per “raggiungere un maggiore benessere”. Il terzo concetto interessante, aggiunge Cicione, è che “l’AI disarmata è un’intelligenza artificiale che va coltivata e non costruita. Si costruisce ciò che si domina, ma si coltiva ciò che si rispetta. L’intelligenza artificiale deve essere armonica, complementare all’uomo: un bene comune”.