L’innovazione corre veloce, ma è difficile prevedere il suo impatto sulla vita quotidiana
I programmi presentati 14 anni fa dalla Darpa, l’Agenzia del governo americano per la ricerca avanzata, hanno avuto sviluppi diversi dalle previsioni, privilegiando usi militari e business. E oggi la ricerca sul software prevale su quella sull’hardware.
La realtà è un uccello che non ha memoria
Devi immaginare da che parte va.
Un uccello strano che mi gira intorno
È da tanto tempo che gli do la caccia
Ma non ha abitudini questa bestiaccia
E mi fa impazzire la sua ambiguità.
Così cantava Giorgio Gaber più di trent’anni fa per denunciare l’impossibilità di prevedere l’evolversi della realtà sulla base delle teorie politiche. Citava Karl Marx e la sua previsione di una rivoluzione comunista dei Paesi dove la classe operaia era più forte:
… lui diceva Inghilterra, Stati Uniti, pum, e l’uccello, Russia, Cina.
Le parole di Gaber mi sono tornate in mente vedendo la presentazione tenuta il 29 febbraio 2012 da Regina Dugan, all’epoca prima direttrice donna della Defence advance research projects agency (Darpa), l’agenzia del governo americano che sviluppa i progetti più avveniristici che la piattaforma Ted ha riproposto dopo 14 anni. Perché le innovazioni avveniristiche descritte da Dugan fanno tutte parte del patrimonio tecnologico attuale, talvolta con sviluppi formidabili, ma le loro applicazioni non sono quelle che la direttrice della Darpa si immaginava.
Credo che la scelta di Ted di riproporre questo talk sia legata al valore del metodo proposto da Dugan che si sostanzia nello slogan “non aver paura di fallire“, strategia imprenditoriale che l’ex direttrice della Darpa ha portato anche nei suoi impegni successivi nell’esercito Usa e in business privati, come Google e Motorola.
È però interessante vedere che cosa è successo ai programmi di punta che Dugan ha illustrato sul palcoscenico 14 anni fa, in una conversazione riassunta in questa scheda curata da Andrea De Tommasi. Per aggiornarne gli sviluppi, abbiamo raccolto informazioni con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Il volo ipersonico, che avrebbe dovuto “consentire di andare da New York a Los Angeles in 20 minuti”, è rimasto un programma di punta della Darpa. Si tratta di una tecnologia nella quale Stati Uniti, Russia e Cina hanno investito decine di miliardi. Ma gli sviluppi sono esclusivamente militari: i glide vehicle sono lanciati da un razzo per poi distaccarsene e planare nell’atmosfera a velocità molte volte superiori a quella del suono. Rispetto ai normali missili balistici hanno il vantaggio di essere difficilmente intercettabili, di poter volare a bassa quota e di poter essere guidati nelle loro trattorie.
Il drone colibrì, che pesa come due batterie AA, è rimasto un prototipo. Ma, come sappiamo, la tecnologia dei droni ha avuto sviluppi vertiginosi soprattutto nel campo militare: velivoli teleguidati grandi come il palmo di una mano dal costo di pochi centinaia di dollari sono in grado di distruggere un carro armato e volano in sciami coordinati molto difficili da intercettare.
Il Geckskin, materiale adesivo ispirato alle zampe del geco, è stato effettivamente sviluppato, come si vede da una dimostrazione del 2012 nella quale una superficie di 10 per 10 centimetri regge circa 300 chili attaccati a una parete verticale di vetro.Gli utilizzi però non sono andati nella direzione dell’Uomo ragno in grado di scalare i palazzi, ma soprattutto nella robotica e nell’edilizia, con la produzione di un nastro biadesivo molto forte.
L’interfaccia tra cervello umano e computer ha conosciuto grandi sviluppi anche grazie a numerose iniziative private, tra cui Neuralink e Neuroscience, ma non è arrivata a essere un’applicazione di massa che consente alle persone disabili di muovere gli arti attraverso il pensiero.
In generale, il focus della ricerca di Darpa si è spostato dall’hardware al software: oggi un successore di Dugan non avrebbe molto da mostrare sul palco, anche se l’agenzia è coinvolta in molte ricerche di punta sull’intelligenza artificiale, i computer quantistici e la microbiologia. Anche se la ricerca avanzata vede oggi impegnati numerosi soggetti privati, da Space X a Palantir, da OpenAI ad Anthropic, l’agenzia pubblica mantiene la sua funzione nella ricerca di strade così avanzate da non poter ancora garantire ai privati un ritorno economico.
Al tempo stesso, l’evoluzione dei progetti illustrati 14 anni fa ci dice che sono stati privilegiati gli sviluppi militari o comunque a uso ristretto per buisiness o ulteriori ricerche, senza una fruizione di massa. Ma è anche interessante notare che nella presentazione dei programmi più avanzati del 2012 non si parlava della più grande rivoluzione tecnologica di massa, e cioè l’avvento pervasivo dell’intelligenza artificiale. Già dal 2005 il futurologo Raymond Kurzweil col suo libro” The Singularity Is Near” aveva avvertito che nel giro di pochi decenni l’AI avrebbe superato l’intelligenza umana. Ma il tema non era al centro della ricerca dell’agenzia pubblica del governo americano. Lo è oggi: nel 2022 Kathleen Fisher, un’altra donna dirigente della Darpa, ha presentato il progetto “AI forward, reimagining the future of artificial intelligence for national security”, una sorta di programma ombrello con il coinvolgimento di numerosi soggetti, anche privati. Da quella iniziativa sono nati programmi specifici ancora in corso, tutti nell’ottica di migliorare l’interazione tra umanità e intelligenza artificiale e ridurre i rischi connaturati all’AI.