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“Il futuro non è già scritto”: intervista a due giovani per la Costituente del primo luglio

Al via la prima seduta che definirà le basi per l’Assemblea nazionale sul futuro. Ragazzi e ragazze dialogheranno con personalità di alto profilo come Monti, Amato, Sciarra e Fini: “I mentor si lascino trascinare dalla nostra energia”.

martedì 30 giugno 2026
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Il 1 luglio si terrà un evento unico nel suo genere. Quaranta ragazzi e ragazze under 35 e 12 personalità istituzionali e culturali di alto profilo – giusto per fare alcuni nomi: Mario Monti, Giuliano Amato, Silvana Sciarra, Gianfranco Fini (qui la lista completa) – si incontreranno in una Costituente online per iniziare a definire i principi fondanti che andranno a strutturare l’Assemblea nazionale sul futuro, il primo esperimento di democrazia deliberativa italiano dedicato alle politiche di lungo periodo, organizzato nell’ambito di Ecosistema Futuro e previsto per il 2027.

La forza propulsiva di questa iniziativa sono naturalmente i ragazzi e le ragazze che parteciperanno. La maggioranza dell’Assemblea sarà infatti composta di giovani (al contrario dell’usuale composizione del Parlamento italiano) e proprio a due di loro – Bernardo Biscaretti Di Ruffia, Education & public affairs assistant (The Good Lobby Italia) e Tagwaa Elser Mohamedahmed Babiker, attivista e youth mentor per il Movimento giovani Sottosopra di Save the Children – abbiamo voluto chiedere come si stessero approcciando a questo primo appuntamento.

Partiamo un po’ dagli inizi. Di cosa vi occupate nella vita e cosa vi ha portato a interessarvi al futuro?

Bernardo Biscaretti Di Ruffia. Attualmente mi occupo di policy e public affairs per The Good Lobby Italia, un’organizzazione no-profit che ha come obiettivo quello di “rendere più democratica, unita ed equa la società in cui viviamo”. Cerchiamo quindi di aumentare la partecipazione pubblica nei processi decisionali attraverso lo strumento del lobbying civico al fine di realizzare cambiamenti sociali di lungo termine.

Il tema del futuro rientra quindi quotidianamente nelle mie attività lavorative, ma mi accompagna sin da quando ero piccolino. Crescendo mi è capitato più volte, in diverse fasi della vita, di immaginare come sarei stato da “grande” e in che tipo di mondo mi sarei ritrovato a vivere. E più crescevo, più prendevo consapevolezza delle tante sfide e problematiche che ci saremmo trovati ad affrontare. In questo senso, penso che le generazioni nate dagli anni Novanta in poi si siano confrontate con una sensazione nuova, forse per la prima volta nella storia recente, ossia quella di un futuro non necessariamente migliore del presente. Se si pensa ai cambiamenti climatici, alle crescenti disuguaglianze sociali, all’erosione dei modelli democratici e alla concentrazione di risorse, economiche e non solo, nelle mani di pochi, in una società che tende per di più a isolare l’individuo, diventa facile perdere di vista la speranza e, con essa, la convinzione che il futuro sia ancora qualcosa che possiamo far nostro, scrivere, orientare e costruire. 

Eppure, credo che dietro questa apparente rassegnazione, soprattutto nelle nuove generazioni, ci sia una forza ancora inespressa, come un vulcano dormiente, pronto a risvegliarsi. La voglia di non subire, di rimettere in discussione ciò che viene dato per scontato, di voler riprendere in mano il proprio futuro, cerca solo gli spazi giusti per esprimersi. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce tutto il mio interesse per il futuro, rifiutando come inevitabile ciò che spesso ci viene raccontato come tale, volendo fare la mia parte, per quanto piccola, per contribuire a cambiare le cose. 

Tagwaa Elser Mohamedahmed Babiker. Sono una studentessa sudanese, sto per finire il quarto anno di medicina, faccio parte di un gruppo di giovani attivisti e mi occupo di volontariato in ambito sanitario e sociale. La mia curiosità per l’Assemblea nazionale sul futuro deriva dall’interesse personale nella partecipazione e nelle politiche giovanili.  

Come siete venuti a sapere della Costituente e dell'Assemblea? Cosa avete pensato quando ne avete sentito parlare per la prima volta?

B. Della Costituente ho sentito parlare dal direttore di The Good Lobby, che ce l'ha proposta come un’opportunità, ben in linea con le nostre attività. Sinceramente all'inizio non ci avevo dato troppo peso, pur riconoscendo la bontà dell'iniziativa. Tuttavia, dopo aver raccolto maggiori informazioni e constatato l'impegno che c'è dietro, ho pensato che fosse finalmente un'iniziativa capace di dare davvero maggiore spazio ai giovani e di coinvolgerli di più nella costruzione del futuro. Detto questo, non mi piace cantare vittoria prima della fine… staremo a vedere. 

T. Mi è stata condivisa dal movimento giovani di Save the Children di SottoSopra Ancona, un gruppo di attivisti di cui faccio parte da qualche anno. Siccome sto per uscire dal movimento perché ho compiuto 25 anni, stavo cercando un’opportunità per una fascia di età più grande e mi è sembrata un’ottima occasione per rinnovare questo percorso, che mi ha arricchito tantissimo.

Leggendo un po’ le motivazioni con cui molti di voi hanno deciso di aderire alla Costituente, si percepisce che gli under 35 vogliono partecipare alla vita pubblica (al contrario di quello che si dice), solo che non trovano gli spazi per farlo. C’è voglia di creare qualcosa di diverso: un luogo dove si costruisca concretamente il futuro. Cosa vi aspettate dalla giornata del 1 luglio? E come immaginate che si svilupperà il rapporto tra giovani e mentor?

B. Che si dica che i giovani non vogliano partecipare, o che siano peggio delle generazioni precedenti penso, purtroppo, che sia un tratto ricorrente nei passaggi da una generazione all’altra. Come accennato prima, il nostro svantaggio penso sia la carica di negatività con la quale siamo cresciuti pensando al futuro, oltre alla realtà del dato demografico che assegna effettivamente sempre meno peso alle nostre idee, qualcosa che ritengo pericolosissimo. Le società devono essere trainate dalla forza propulsiva dei giovani, accompagnata dalla saggezza dei più esperti. Altrimenti rischiano di soffocare negli agi e nelle paure dei più grandi, senza mai trovare la forza di comprendere il presente, riconoscerne pregi e difetti e correggere una rotta che, anno dopo anno, richiede di essere raddrizzata con sempre maggiore rapidità. 

Per quanto riguarda il primo luglio, non mi sono creato particolari aspettative. Ho però una grande dose di curiosità, che mantiene ben viva la mia voglia di contribuire. Mentre, per quanto riguarda il rapporto tra giovani e mentor, spero si riesca a creare quell'armonia di cui parlavo prima, ossia che i mentor si lascino trascinare dalla nostra energia e dalla nostra spinta, mettendo al servizio del percorso tutta la loro esperienza. Credo davvero che, anche grazie alla qualità e alla rilevanza delle personalità coinvolte, questa iniziativa possa rappresentare un bell'esempio per tutto il Paese.

T. Come una persona migrante è molto difficile sentirsi parte di un posto. La partecipazione attiva poi è un’altra sfida, perciò apprezzo molto opportunità come queste, che mettono insieme persone con background e idee molto diverse e che lavorano insieme per un futuro migliore, portando cambiamenti a vari livelli e garantendo uno spazio di condivisione e collaborazione. La mia aspettativa per il primo luglio e per il futuro potrebbe essere riassunta così: iniziare questo percorso con obiettivi chiari e realizzarli passo per passo.

Ultima domanda: se doveste descrivere in una frase, in un’immagine, il futuro da qui a 50 anni, come lo vorreste vedere? 

B. Vorrei vedere un futuro in cui le risorse, i diritti e le opportunità tornino a essere distribuiti con più equità, e in cui le scelte collettive contano più degli interessi di pochi. Un futuro in cui i bambini, immaginando il mondo che li aspetta, possano vivere con maggiore fiducia e serenità rispetto a noi. Quindi se dovessi dirlo in una frase: spero che, come umanità, saremo riusciti a invertire la rotta, e a dimostrare che il futuro non era affatto già scritto.

T. Da persona che soffre di ecoansia purtroppo non ho una bella immagine del futuro. Però nello stesso tempo sono ottimista, credo tantissimo nel potere degli esseri umani e con tutta la speranza immagino una Terra dove finalmente si dimentichino i conflitti e ci si concentri sulla nostra umanità.