17 novembre 2021

"Come al Parco Nazionale di Yellowstone", "Criptotasse", "Fortnite abbandona la Cina": questi i temi della nostra rassegna settimanale.

  • Come al Parco Nazionale di Yellowstone. Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Blue Origin, ha parlato recentemente all’Igantius Forum 2021 del futuro dei viaggi spaziali e della popolazione terrestre.  “Nel corso dei prossimi secoli, la maggior parte delle persone nasceranno nello spazio”, ha detto Bezos al forum, in una dichiarazione riportata su RealClearPolitics. “Sarà la loro prima casa. Nasceranno e vivranno su queste colonie. Potrebbero visitare la Terra nello stesso modo in cui visitiamo oggi il Parco Nazionale di Yellowstone”. Bezos ha sottolineato che la Terra è "il pianeta più prezioso" e che sta a noi "preservarlo e conservarlo". Tuttavia, crede che il futuro dell'umanità sia nel sistema solare. “Questo Pianeta non potrà sopportare a lungo dieci miliardi di persone, previste per il prossimo futuro. Il sistema solare può ospitare un migliaio di miliardi di individui: lì possiamo far crescere la nostra civiltà”.

  • Criptotasse. Francis Suarez, sindaco di Miami, ha annunciato su Twitter che intende “distribuire fondi in criptovaluta ai residenti della città”. I fondi sono stati generati grazie all’investimento che la città ha realizzato nella criptovaluta MiamiCoin, generando negli ultimi tre mesi guadagni per oltre 21 milioni di dollari, come riporta CoinDesk. Questa cifra, secondo il sito, equivarrebbe a un quinto delle tasse che Miami percepisce in un anno. "Saremo la prima città in America a dare un rendimento bitcoin ai suoi residenti", ha detto Suarez a CoinDesk. "A un certo punto potremmo teoricamente pagare l'intero gettito fiscale della città, e Miami potrebbe funzionare senza tasse, il che sarebbe rivoluzionario”. 

  • Fortnite abbandona la Cina. Una delle più importanti piattaforme di gaming online, Fortnite, ha ufficialmente ritirato i suoi server dalla Cina, abbandonando il più grande mercato di videogame del mondo. Come riporta Bloomberg News, la chiusura è arrivata dopo che Epic Games, l'editore del gioco, ha trascorso tre anni a gestire Fortnite in "prova" sul territorio cinese, senza percepire guadagni significativi. Come ricorda Bloomberg, in Cina “c’è uno stretto controllo su internet e i media, ed è stata dimostrata una lunga ostilità nei confronti dei videogiochi”. Il Paese ha applicato molte misure di controllo, tra cui la microgestione del tempo di gioco online per i bambini, riducendola a tre ore la settimana. Il governo cinese ha anche affermato che “i videogame creano dipendenza, come l’oppio”.

di Flavio Natale 

Mercoledì 24 Novembre 2021