26 maggio 2021

"Chat (quasi) dal vivo", "Ritornare alla vista", "L’imprevedibile effetto delle intelligenze artificiali": questi i temi della nostra rassegna settimanale.

  • Chat (quasi) dal vivo. “Immagina, invece di guardare uno schermo, di osservare una lastra di vetro magica e, attraverso essa, di vedere un'altra persona”. Steve Seitsz, direttore del settore Engineering di Google, in un messaggio riportato su Futurism, ha illustrato Project Starline, il nuovo sistema di chat ideato da Google. Questo sistema punta a catturare l’immagine dell’interlocutore utilizzando l’imaging 3D, tecnologia che serve per rendere l’immagine tridimensionale su un display. Al momento, questa tecnologia esiste solo in alcuni uffici Google e per funzionare ha bisogno di “hardware personalizzati e attrezzature altamente specializzate”. Google afferma che il suo obiettivo è rendere il prodotto più economico, mentre sta già conducendo dimostrazioni nel settore sanitario e nei media. Come sottolineato su Futurism, questo nuovo sistema di comunicazione potrebbe avere impatti notevoli, ad esempio nella telemedicina, dove una chat tridimensionale potrebbe “fornire al medico maggiori informazioni visive per diagnosticare un paziente”.

  • Ritornare alla vista. “Quarant’anni dopo che un caso grave di retinite pigmentosa ha privato un uomo francese della sua vista, una terapia genica sperimentale ne ha riattivato in parte la funzione”. Come riferisce la Bbc, alcuni medici francesi, per invertire il processo di cecità dell’uomo, hanno utilizzato una nuova terapia genica, chiamata optogenetica, uno strumento neuroscientifico che utilizza la luce per attivare specifiche cellule cerebrali (ancora poco utilizzato nel campo della medicina). “Le cellule che rilevavano la luce nella retina dell’uomo erano morte da tempo”, riporta la Bbc. I medici hanno utilizzato la terapia genica per aggiungere una molecola sensibile alla luce a uno degli occhi dell'uomo. Il gene che hanno aggiunto, chiamato chrimson, proviene da una specie particolare di alghe unicellulari in grado di percepire la luce solare e spostarsi verso di essa. La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, ha dato risultati interessanti: “Ci è voluto molto allenamento, ma alla fine l'uomo ha imparato di nuovo a vedere, iniziando con le grandi strisce bianche di un attraversamento pedonale”.

  • L’imprevedibile effetto delle intelligenze artificiali. “Le menti umane non sono attrezzate per comprendere fenomeni come le intelligenze artificiali (Ia)”. Daniel Kahneman, Premio Nobel per l’economia, in un’intervista recentemente rilasciata a The Guardian, illustra alcune delle principali difficoltà che il cervello umano incontra nella comprensione di queste nuove tecnologie. “L'Ia vincerà contro l'intelligenza umana. Ma non siamo nemmeno vicini a capirne gli effetti”. Daniel Kahneman, come già spiegava nel suo volume Pensieri lenti e veloci, ricorda che gli esseri umani utilizzano principalmente due sistemi di pensiero: l’intuizione (il “pensiero veloce”) e la razionalità (il “pensiero lento”). Esistono però fenomeni esponenziali, come le intelligenza artificiale o la diffusione di una pandemia, quasi impossibili da comprendere. “Facciamo abitualmente esperienza di un mondo più o meno lineare. E se le cose accelerano, di solito accelerano entro limiti ragionevoli. Un cambiamento esponenziale, come con la diffusione del virus, è un aspetto totalmente diverso. Non siamo attrezzati per questo. Ci vuole molto tempo per educare l'intuizione”. Anche per quanto riguarda le intelligenze artificiali, Kahneman profetizza un grande sconvolgimento. “La tecnologia si sta sviluppando molto rapidamente, forse in modo esponenziale. Ma le persone sono lineari. Quando le persone lineari devono affrontare un cambiamento esponenziale, non si dimostrano mai in grado di adattarsi facilmente”.

di Flavio Natale

Giovedì 03 Giugno 2021