31 marzo 2020

"Verso l’infertilità di massa", "Il super mais", "Macchine da dibattito": questi i temi della nostra rassegna settimanale.

  • Verso l’infertilità di massa. Shanna Swan, docente di medicina ambientale e salute pubblica presso la Mount Sinai’s Icahn school of medicine, ha recentemente lanciato l’allarme sul rapido declino dei tassi di fertilità umani: la colpa sarebbe in gran parte delle sostanze chimiche contenute nella plastica, come riferisce Neoscope. “Voglio che le persone riconoscano che quest’opzione è possibile”, ha dichiarato Shanna Swan. “Non sto dicendo che altri fattori non siano coinvolti, ma che le sostanze chimiche svolgono un ruolo causale importante”. La studiosa aveva già scoperto, nel 2017, che la concentrazione di spermatozoi era scesa dal livello di 99 milioni per millilitro nel 1973 ai 47,1 milioni per millilitro nel 2011. A oggi, prevede che il mondo potrebbe diventare completamente infertile nel 2045.
  • Il super mais. I ricercatori del Cold spring harbor laboratory di New York e dell'università del Massachusetts, attraverso l’utilizzo di una specifica tecnica di editing genetico (Crispr), hanno aumentato il numero dei cicchi sulle spighe di grano. “Gli studiosi pensano che questa strategia potrebbe favorire colture più sostenibili”, si legge su Future Human. Recentemente gli scienziati avevano già utilizzato l'ingegneria genetica per trasformare il raccolto, ottenendo un mais resistente ai parassiti. “Ma questa scoperta potrebbe condurre a grandi passi avanti, specialmente negli Stati Uniti, dove a oggi più di 45 milioni di ettari di terra vengono utilizzati per la coltura del mais”.

  • Macchine da dibattito. Il Project Debater di Ibm, un potente algoritmo di intelligenza artificiale progettato per sfidare le menti umane nel dibattito, è sulla strada per superare l’essere umano. Secondo una ricerca recentemente pubblicata su Nature, questo algoritmo sarebbe in grado di unire argomenti coerenti connettendo milioni di notizie diverse. “Questa tecnologia sta diventando sempre più sofisticata”, riporta ScienceAlert. “Ci domandiamo quali conseguenze potrebbe avere Project Debater se fosse scatenato sul mondo dei social”. L’algoritmo ha fatto molta strada dalla prima dimostrazione pubblica del 2019, ma a quanto dicono i ricercatori, ancora non è in grado di unire argomentazioni per battere gli oratori umani più esperti.

Venerdì 09 Aprile 2021