Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza

Grazie a diverse realtà di associazionismo e volontariato, anche i più giovani hanno l’opportunità di toccare con mano l'impatto che i 17 SDGs possono avere sulla società. Un’esperienza dagli incontri tenuti dai ragazzi di Aiesec nell'ambito della World's largest lesson.

di Chiara la Rosa

Grazie a diverse realtà di associazionismo e volontariato, anche i più giovani hanno l’opportunità di toccare con mano l'impatto che i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile possono avere e il contributo che ogni singolo individuo può dare al fine di raggiungerli.

Un esempio in questo senso è la World's largest lesson (Wll) , un'iniziativa creata da "Project everyone" in partnership con l'Unicef e supportata da Unesco, a oggi implementata in più di 130 Paesi nel mondo, raggiungendo milioni di bambini e giovani adulti.

Si tratta di una lezione interattiva, relativa agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, che avviene simultaneamente in diverse scuole e classi del territorio, con l'obiettivo di creare consapevolezza sull'Agenda 2030 anche tra i banchi di scuola.

Come volontaria, ho avuto l'onore di gestire alcuni incontri in una scuola, tenuti da giovani membri di Aiesec, un'organizzazione no profit, apolitica e indipendente gestita da studenti di istituti di istruzione superiore (ad oggi è presente in 126 Paesi ed è la più grande associazione studentesca, con più di 100mila studenti al suo interno).

Lo stupore negli occhi dei bambini durante queste lezioni mi ha fatto capire quanto attività di questo genere siano formative e perché no, anche di ispirazione per la formazione di giovani menti. E quanto sia necessario investire su queste iniziative per garantirci un futuro migliore.

In uno degli incontri abbiamo parlato di consumo di plastica partendo dalle basi elementari. Ho chiesto ai ragazzi "voi sapevate che l'Italia è il primo paese europeo per consumo di acqua in bottiglie di plastica? " . Nessuno lo sapeva!

"E sicuramente penserete che questo problema debba semplicemente essere risolto dagli adulti, dai governi. Invece sono qui per smentirvi, perché nel nostro piccolo anche noi possiamo aiutare quesi 193 paesi a raggiungere i loro obiettivi."

In questo caso, parliamo del Goal 12, ovvero quello relativo a consumo e produzione sostenibili che si propone di adottare un approccio rispettoso dell’ambiente ai prodotti chimici e ai rifiuti.

Ovviamente durante la lezione, gli studenti si sono chiesti quale potesse essere il loro contributo a riguardo. In risposta abbiamo stilato una lista di trucchetti o abitudini semplici e apparentemente banali, ma che se fossero seguiti da tanti potrebbero fare la differenza, come:

  • Bere acqua del rubinetto / evitare di acquistare bottiglie d'acqua di plastica;
  • riutilizzare le bottiglie che si hanno: cercando fontanelle d'acqua o riempiendole a casa quando si esce;
  • se proprio non se ne può fare a meno, acquistare bottiglie più grandi
  • usare un filtro per l'acqua a casa;
  • pulire i rifiuti in plastica e riciclarli ove possibile;
  • supportare le organizzazioni green.

Oppure, altra domanda: "Sapevate che l'industria del fast fashion produce il 10% di tutte le emissioni di carbonio dell'umanità?...è il secondo consumatore mondiale di risorse idriche?...Inquina gli oceani con microplastiche?"

E che noi, per evitarlo potremmo invece scegliere tessuti ecologici o acquistare da negozi locali?

O ancora “Siete a conoscenza del fatto che il fast food, oltre che essere dannoso per il nostro corpo, lo è anche per l'ambiente? perché danneggia le acque, la terra e inquina l'aria?”

Abbiamo riflettuto in classe su ognuno di questi temi. A voi che leggete questo blog probabilmente sembrerà banale, ma molti adulti non sono al corrente di questi aspetti e non li trasmettono ai propri figli come messaggi importanti per la loro educazione.

Quando bambini e i ragazzi scoprono di poter dare un aiuto di fronte a problematiche che sembrano enormi e inaffrontabili, capiscono il valore delle azioni di ogni singola persona e il peso che hanno sulla comunità. Ma capiscono soprattutto che nessuno è completamente passivo e impotente di fronte al mondo che abita e al futuro che lo aspetta.

Perché - come ripete spesso anche Greta Thunberg - non si è mai troppo piccoli per fare la differenza!

di Chiara la Rosa, studia lingue, culture e società dell'Asia e dell'Africa mediterranea e in particolare le lingue araba e turca. Dal 2020 scrive su U-Blog. 

Mercoledì 21 Aprile 2021