Le emissioni dei computer

Dal 2009 a oggi, la quantità di calcoli sviluppati con i computer è aumentata del 550%, e questo pesa considerevolmente in termini di consumi energetici. La futura localizzazione dei data center sarà una questione centrale nella lotta al surriscaldamento globale. 

di Luca De Biase

 

Quanta CO2 emettono i computer? Nel 2009, le notizie allarmate in materia segnalavano che il digitale era arrivato a emettere tanta CO2 quanto l’aviazione: il 2% del totale delle emissioni. Ma secondo Network World da allora la quantità di calcoli sviluppati con i computer è aumentata del 550%. E l’intelligenza artificiale, per il modo di funzionare della sua versione più popolare, il machine learning, consuma un’enormità di energia, lavorando a lungo per arrivare a definire modelli di interpretazione dei dati. Quindi attualmente si stima che il computing sia diventato una delle industrie più importanti per il consumo di energia. Ovviamente questo significa che si può calcolare dove conviene mettere i datacenter anche tenendo conto del mix di fonti di energia che ci sono nelle varie localizzazioni alternative. Se un paese usa più fonti rinnovabili di un altro è preferibile come localizzazione dei datacenter.

 

CodeCarbon sta sviluppando una competenza nel calcolo delle emissioni delle attività di computing. L’argomento è particolarmente caldo: il climate change connesso alle emissioni di CO2 dovute al computing per il machine learninig - in particolare per il trattamento del testo scritto - era uno dei temi studiati da Timnit Gebru, già co-leader della squadra che a Google si occupa di etica dell’intelligenza artificiale, che è stata cacciata dall’azienda. L’ultimo paper di Gebru in proposito denunciava, tra l’altro, il fatto che mentre il machine learning genera profitti per le aziende più ricche del mondo, il cambiamento climatico mette in ginocchio soprattutto le popolazioni più povere. L’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, si è scusato per il trattamento riservato a Gebru e per il fatto che la sua azienda non ha saputo trattare una talentuosa persona in modo che non se ne andasse. Gebru non ha visto in queste scuse una posizione sincera: “Mi dipinge come una donna nera arrabbiata”. Sta di fatto che con i comitati etici, Google non riesce a trovare una quadra: nell’aprile del 2019 il suo tentativo di costruire un comitato etico è fallito in una settimana. 

 

di Luca De Biase

Martedì 15 Dicembre 2020