Cambiamento climatico e pandemia

La natura sta cercando di dirci qualcosa ma forse non la stiamo ascoltando.

di Luca De Biase 

Il cambiamento climatico è collegato alla diffusione di pandemie? Non c’è - per adesso - alcuna prova che ci sia un legame di questo tipo per quanto riguarda il Covid-19. Ma le ricerche scientifiche in corso sul rapporto tra i coronavirus e il cambiamento climatico stanno avanzando. 

Aaron Bernstein, attuale direttore del C-change center for climate, health and the global environment della T.H. Chan school of public health di Harvard, ha detto a ProPublica che ignorare il fatto che il cambiamento climatico e lo sfruttamento del suolo stanno mettendo sotto stress la vita di certi animali che sono di fatto portatori di malattie è come giocare alla roulette russa. 

Il ragionamento è chiaro. Ci sono scienziati che studiano i percorsi compiuti dai coronavirus che si sviluppano in alcuni animali e che ne emergono per trovare un nuovo e più ampio ambiente in una popolazione animale più diffusa, come quella umana. Negli ultimi decenni i casi di questo genere, con virus che infettano gli umani attaccando le vie respiratorie, sono diventati molto frequenti: fenomeni del genere si osservano ormai almeno cinque volte all’anno. Uno studio citato da ProPublica dice ci sono almeno 3.200 specie di coronavirus solo nei pipistrelli che attendono di passare agli umani. Ci sono probabilmente sempre stati. Ma adesso sono pericolosi. Perché? Un’ipotesi, appunto, sostiene che il cambiamento climatico ha demolito la biodiversità e, accanto alla deforestazione e all’ipersfruttamento del suolo, ha posto gli umani a contatto ravvicinato con le specie più pericolose da questo punto di vista.

Intanto, il cambiamento climatico scopre il permafrost e rimette in circolazione virus che prima erano seppelliti sotto i ghiacci perenni. E aumenta la vitalità e la pericolosità di altri vettori animali di malattie che colpiscono gli umani, come ovviamente la zanzara che trasferisce negli umani il germe che provoca la malaria. Nell’ecosistema, dove tutto è collegato con tutto, i fenomeni indiretti causati dal cambiamento climatico come appunto quello qui ipotizzato possono portare a importanti conseguenze sulla popolazione umana.

Siamo di fronte a un corollario delle osservazioni e dei modelli usati per studiare il cambiamento climatico. La crisi del Covid e quella climatica sono connesse, sostiene l’articolo di copertina dell’Economist di questa settimana. Se non sarà affrontato ora, il fenomeno climatico può avere conseguenze imprevedibili. E non piacevoli.

Leggi l’articolo di ProPublica

Leggi l’articolo dell’Economist

 

di Luca De Biase, giornalista

Venerdì 22 Maggio 2020