La fine del futuro del petrolio

Di fronte al crollo della domanda e del prezzo dell'oro nero, con la pandemia di coronavirus, le grandi lobby optano per un cambiamento radicale nelle loro scelte imprenditoriali.

di Luca De Biase

Il futuro del petrolio è arrivato al picco. Gordon Ballard, il capo dell’International sssociationo of oil & gas producers, le ha viste tutte in 38 anni di carriera. E in un’intervista al Financial Times ricorda come nella storia del petrolio ci siano sempre stati alti e bassi. «Ma questa volta è diverso» dice «questa volta non so se ci sarà ancora un futuro per il petrolio». 

Le nuvole che si addensano sull’oro nero sono numerose e piuttosto scure. Il crollo della domanda, con la pandemia di coronavirus, è la sintesi di una quantità di fenomeni. Il fatto recente che ha fatto più discutere è il crollo del prezzo del petrolio. Nonostante un accordo che non si era mai visto tra Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti per la riduzione della produzione, il prezzo ha continuato a scendere. In alcune giornate che saranno ricordare negli annali, negli Usa il prezzo del petrolio è arrivato addirittura sotto lo zero. I produttori, di fronte alla domanda completamente evaporata, si sono occupati essenzialmente di liberare gli impianti di stockaggio. Il West Texas Intermediate era venduto, intorno al 21 aprile 2020, a -40,32 dollari al barile.

Da questo punto in poi, le previsioni sono estremamente incerte. Ma il futuro sarà scritto dalle scelte delle persone. La Shell ha deciso che il futuro del petrolio la riguarderà sempre meno. Ben van Beurden, ceo della Royal Dutch Shell, ha dichiarato che la sua azienda arriverà a emissioni nette zero entro il 2050 o prima. Ci arriverà abbattendo le emissioni delle sue produzioni e del trasporto dei suoi prodotti. E ci arriverà riducendo la quota di petrolio nel suo business. I suoi prodotti avranno il 65% in meno di emissioni entro il 2050 e un 30% in meno di emissioni entro il 2035: al posto del petrolio, Shell venderà idrogeno, biocarburanti e energie rinnovabili.

Se le grandi lobby del petrolio cominciano a vedere che la difesa della loro materia prima preferita è sempre più chiaramente perdente, il futuro del petrolio è segnato.

Leggi la proposta di Shell per diventare a zero emissioni nette entro il 2050

https://www.ft.com/content/695be02b-cbc8-4f0f-9d17-968a3fe9b9a2

https://www.ft.com/content/a5292644-958d-4065-92e8-ace55d766654

 

di Luca De Biase, giornalista

Martedì 28 Aprile 2020