Il futuro in lockdown dei giovani italiani

Se i giovani presentavano una forte difficoltà a immaginare un futuro positivo, il nuovo scenario ha aggiunto un ulteriore strato di incertezza, che può scendere in profondità e diventare insicurezza se non gestita nel modo adeguato.

di Alessandro Rosina

Ben prima che arrivasse il Covid-19, gli under 35 erano già da tempo in Italia, metaforicamente, una generazione in lockdown. Bloccati in una lunga permanenza nella famiglia di origine, frenati nella realizzazione delle tappe di transizione della vita adulta, con una mobilità sociale inceppata.

Le analisi contenute nell’annuale “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo hanno documentato, a partire dall’apice della precedente Grande recessione (la prima indagine è stata condotta nel 2012), le difficoltà oggettive incontrate dalle nuove generazioni, compresi stati d’animo e percezione soggettiva della propria condizione. Il quadro restituito lungo questi anni dall’Osservatorio giovani è stato quello di una realtà complessa, variegata e in continuo mutamento. Nell’introduzione del “Rapporto giovani” del 2013 si trova scritto: “Se le nuove generazioni non riescono a trovare un lavoro e a formare una propria famiglia con figli, il problema non riguarda solo loro, è il paese stesso che mina strutturalmente le basi del proprio futuro. Nel dibattito pubblico è sempre presente il tema generazionale, ma poco si fa poi in concreto per dare vere risposte”. Nell’edizione del 2019 la realtà ritratta continuava ad essere poco soddisfacente, come riportato nel seguente passo introduttivo: “Nel complesso, i dati e le analisi proposti evidenziano la persistenza di elementi di difficoltà oggettiva in un clima di bassa fiducia nelle istituzioni e alta insicurezza verso il futuro. La conseguenza è un tempo presente in cui i desideri faticano a diventare progetti di vita e in cui le nuove sensibilità stentano a trasformarsi in impegno collettivo a cambiare la realtà circostante. Gli esempi positivi non mancano e si ottengono riscontri incoraggianti quando si creano le condizioni adatte. A testimonianza di una energia vitale presente ma troppo spesso dissipata, anziché valorizzata”.

Se i giovani presentavano una forte difficoltà a immaginare un futuro positivo, il nuovo scenario ha aggiunto un ulteriore strato di incertezza, che può scendere in profondità e diventare insicurezza se non gestita nel modo adeguato. Se il virus ha colpito in misura maggiore la salute fisica degli anziani, l’impatto indiretto del lockdown sul disagio economico e la salute mentale vede particolarmente vulnerabili tardo adolescenti e giovani, esponendoli ad un deterioramento del benessere personale.

Siamo di fronte a uno scenario nuovo, che ha bisogno di essere osservato, analizzato e interpretato in modo solido e adeguato per accompagnare il Paese verso una piena e rapida ripartenza, riconoscendo rischi e fragilità, ma cogliendo anche opportunità che possono aprirsi come discontinuità nel riorientare scelte individuali e collettive. In questo nuovo scenario post Covid saranno soprattutto le nuove generazione a dover riprogettare le proprie vite, a dare spinta e direzione ad un nuovo percorso di crescita comune.

L’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo ha condotto proprio durante l’apice del lockdown (tra fine marzo e inizio aprile) la prima indagine internazionale sulla condizione delle nuove generazioni ai tempi del Covid-19 e sulle aspettative rispetto allo scenario post pandemia, promossa dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo e condotta da Ipsos tra fine marzo e inizio aprile 2020. L’indagine ha interessato un campione rappresentativo di giovani di età compresa fra i 18 e i 34 anni: circa 2000 in Italia e 1000 in ciascuno degli altri grandi paesi europei, in particolare Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. 

Alcuni primi risultati (inclusi nell’edizione del Rapporto giovani 2020 in uscita), mostrano, nel complesso, come la pandemia di Covid-19 abbia prodotto un forte impatto dal punto di vista economico e sociale, determinando una discontinuità sulla vita quotidiana, sulle modalità di formazione e lavoro, ma anche su come vengono intese e vissute le relazioni sociali e sullo stato emotivo. Con conseguenze sul benessere personale di adolescenti e giovani maggiori in Italia rispetto agli altri paesi.

Oltre agli effetti del lockdown, in termini di attività bloccate o vincolate ad essere praticate in modo diverso, c’è anche da progettare una nuova normalità che coniughi sicurezza con meccanismi efficienti e inclusivi di produzione collettiva di valore. Un’occasione unica per mettere le basi di una nuova fase di crescita del Paese che riposizioni le generazioni come parte attiva, incoraggiando l’espressione della loro energia positiva e valorizzando in pieno il loro capitale umano.

di Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale, Università Cattolica di Milano