Elettrica, connessa, condivisa: la rivoluzione necessaria per la mobilità del futuro

Le nuove sfide nel garantire servizi essenziali e un modo sicuro di viaggiare. 

di Andrea De Tommasi, redazione FUTURA network

La pandemia ha avuto un impatto dirompente sul modo in cui viviamo e ci muoviamo, sulle città e la società nel suo insieme. La mobilità urbana sta cambiando e continuerà a cambiare. Nel breve e medio periodo il trasporto pubblico non sarà più la scelta primaria di molti cittadini e ciò rischia di pesare sul traffico urbano delle grandi città, che già era al limite della sostenibilità prima dell’emergenza. A breve termine molte persone preferiranno una modalità di trasporto che riduce i rischi sanitari. Le persone che possiedono un’auto privata la useranno sempre di più mentre coloro che in precedenza utilizzavano i mezzi pubblici tenderanno a muoversi con altre modalità. In tutti i settori della mobilità, dall’automotive ai veicoli elettrici e shared, sarà fondamentale, nei prossimi mesi, saper cogliere le nuove opportunità e le trasformazioni legate all’innovazione tecnologica.

 

La sharing mobility

Le norme sociali e i pregiudizi cognitivi influenzano le decisioni in tema di mobilità. Quando devono scegliere la modalità per spostarsi, non sempre le persone optano per la soluzione più logica, più conveniente o meno costosa. L’auto privata rimane la scelta principale per i pendolari anche nelle città più trafficate, dove esistono opzioni più convenienti e sostenibili. La maggior parte delle persone si aspetta ancora di possedere un’auto in futuro ma questo probabilmente cambierà nel tempo (Accenture, 2019).

 

La sfida che attende i governi e il settore privato è fornire alternative all’auto di proprietà in grado di attrarre gli utenti. Per i viaggi di breve distanza, ciò significa incoraggiare alternative ecologiche come micro-mobilità, e-bike ed e-scooter. Per i viaggi più lunghi, migliorare l’efficienza riducendo gli impatti ambientali, attraverso l’elettrificazione e le nuove forme di mobilità condivisa, come car sharing (auto noleggiata da più persone durante la stessa giornata) e car pooling (uso condiviso di auto private). Ciò porta a un minor numero di veicoli su strada, il che significa meno inquinamento dell'aria e consumo di energia, minori emissioni di gas serra e più disponibilità di parcheggi. La sharing mobility ha subito una decisa contrazione durante la crisi, ma le previsioni sono incoraggianti: nei prossimi mesi il settore dovrebbe rimbalzare e conquistare una maggiore fetta di mercato.

 

La possibile avanzata dei veicoli elettrici

Nei prossimi anni l’adozione di veicoli elettrici (EV) sarà sempre più diffusa. La crescita degli investimenti lo scorso anno ha generato un aumento senza precedenti delle vendite in Europa nei primi mesi del 2020. È quanto rileva Transport & Environment (T&E), secondo cui, ad oggi, le case europee hanno investito 3,5 volte più in Europa che in Cina in auto elettriche e batterie. L’Europa, sostiene T&E, è sulla buona strada per riprendersi la leadership globale dell’industria automotive.

 

Non tutti sanno che le batterie a ioni di litio sono la parte più costosa da costruire e rappresentano oggi oltre un terzo del valore del veicolo. Mantenere un’auto elettrica ha costi elevati, il che ne limita la diffusione (nel 2019 i veicoli su strada erano 3,2 milioni). Tuttavia il prezzo delle batterie sta scendendo in maniera importante, favorito dall’incremento mondiale della domanda e dal progresso tecnologico. Ciò potrebbe rappresentare il punto di svolta per il mercato dell’elettrificazione nei prossimi anni. La scelta dei consumatori e i prezzi competitivi saranno fondamentali per attirare nuovi acquirenti sul mercato. Secondo le previsioni diffuse da Bloomerg new energy finance (Bnef) nel suo Electric Vehicle Outlook 2020, nel 2040 le auto elettriche in circolazione saranno 500 milioni, circa il 30% della quota totale. Le soluzioni innovative proposte da alcune aziende stanno avendo un effetto importante nello sviluppo del settore. Addionics, startup con sede nel Regno Unito e in Israele, fornisce batterie ricaricabili progettate con un tessuto in metallo 3D: 200% di capacità in più, riduzione del 50% dei tempi di ricarica. GBatteries, startup canadese con sede a Ottawa, sta sviluppando una tecnologia di ricarica ultraveloce senza compromettere la natura del ciclo delle batterie.

 

La connettività potrebbe rivoluzionare il mondo dell’automotive, ancora di più in conseguenza dell’avvento delle auto elettriche. I veicoli si scambiano sempre più dati tramite cellulare, WiFi, satellite. Al momento, sul mercato esistono principalmente offerte di intrattenimento, ma stanno emergendo funzionalità di manutenzione e sicurezza. Grazie all’internet delle cose (IoT), veicoli, semafori, cartelli) potranno comunicare tra loro. Con il lancio del 5G, si prevede un crescente utilizzo di dati video intelligenti, in grado di assicurare l’integrazione tra mezzo e conducente. Le auto saranno in grado di ricevere informazioni sui parcheggi disponibili o sui pericoli al di fuori del campo visivo del conducente.

 

La sfida della mobilità sostenibile

Come sarà la mobilità nel 2025?  Lukas Neckermann, uno dei massimi esperti di Smart Cities, ha affermato che l’auto privata è stata storicamente la modalità di trasporto predefinita in molte aree. Di conseguenza, “abbiamo costruito l'infrastruttura e l'ambiente lavorativo circostante: vorrei che uscissimo da questa convinzione in base alla quale dobbiamo avere un’auto per tutti i nostri spostamenti e facessimo affidamento su diversi modi di mobilità”.

 

Come hanno mostrato diversi studi (qui il rapporto Anses), ridurre il traffico automobilistico è indispensabile per ridurre rapidamente l’inquinamento. Questo sembra stia accadendo in molte città europee dopo il lockdown. Berlino ha aggiunto nuove piste ciclabili, Parigi sta costruendo una rete ciclabile lunga 680 chilometri, Bruxelles sta trasformando il centro della città in un’area pedonale, destinando 40 km alla mobilità sulle due ruote. Ma gli interventi sugli spazi urbani funzioneranno solo se il trasporto pubblico sarà rafforzato. Come ha spiegato Yoann Le Petit, responsabile della mobilità di T&E: “Ciò potrebbe rivelarsi più impegnativo che mai, dal momento che il settore è attualmente in una situazione terribile con le persone che evitano spazi angusti”.

 

La mobilità sostenibile sarebbe un formidabile volano per l’occupazione, ha rilevato un rapporto congiunto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e dell’Unece. Gli investimenti nella trasformazione del settore dei trasporti nella ripresa post Covid potrebbero creare fino a 15 milioni di nuovi posti di lavoro e aiutare i Paesi a spostarsi verso economie più verdi e più sane.

 

Scarica i materiali

Can electric cars beat the COVID crunch? - T&E

Electric Vehicle Outlook 2020 - Bnef

Jobs in green and healthy transport Making the green shift - Rapporto Oil, Unece

Lunedì 22 Giugno 2020